Spamhaus, il ritorno

Un provider olandese contro il celebre osservatorio britannico anti-spam. Avrebbe bloccato gli indirizzi IP di tutti i suoi clienti. Una ritorsione dopo il rifiuto di estromettere i server che avevano ospitato The Pirate Bay
Un provider olandese contro il celebre osservatorio britannico anti-spam. Avrebbe bloccato gli indirizzi IP di tutti i suoi clienti. Una ritorsione dopo il rifiuto di estromettere i server che avevano ospitato The Pirate Bay

Hanno chiamato la polizia per denunciare il pericoloso ritorno di Spamhaus. I vertici del provider olandese A2B Internet hanno così puntato il dito contro il celebre osservatorio britannico anti-spam, accusandolo di aver inserito troppi indirizzi IP in una delle sue specifiche blacklist di servizi legati alla posta indesiderata .

“Spamhaus è andato decisamente oltre”, ha sottolineato il managing director di A2B Erik Bais. Stando alla ricostruzione dell’accaduto, l’osservatorio d’Albione avrebbe ordinato il blocco del traffico proveniente dall’ISP tedesco Cyberbunker (CB3ROB) , noto per aver dato rifugio ai server di The Pirate Bay.

Ospitando svariati server di CB3ROB , A2B Internet si è opposto alla richiesta di Spamhaus, limitandosi a bloccare un solo IP legato all’invio di spam. Stando a quanto dichiarato da Bais, l’osservatorio britannico avrebbe deciso di bloccare gli indirizzi IP di tutti i clienti di A2B Internet .

Svariati siti sono finiti offline, costringendo alla resa il provider olandese. Cyberbunker veniva così estromesso. Lo stesso Bais ha sottolineato come Spamhaus non possa agire come un giudice supremo, annunciando battaglia al prossimo meeting Réseaux IP Européens (RIPE).

Mauro Vecchio

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18 10 2011
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