Speciale/ CD, musica, protezioni e... biciclette

Nonostante le proteste dei consumatori, i CD che integrano protezioni anticopia continuano la loro invasione del mercato. Uno dei colossi del settore, BMG, svela le sue strategie, rispondendo alle critiche di analisti e consumatori


Roma – Buona parte dei CD di musica che giunge oggi sul mercato adotta una qualche forma di protezione dalla copia, e questo nonostante le proteste dei consumatori e le recenti critiche di autorevoli società di analisi come il Gartner. L’industria discografica sembra anzi sempre più decisa a proseguire sulla strada intrapresa, affidando ai lucchetti digitali il futuro mercato della musica nell’era di Internet.

La messa in pratica di questa politica è particolarmente evidente qui in Europa, dove le etichette discografiche hanno sperimentato le prime versioni delle tecnologie anticopia: a partire dalla fine dello scorso anno sono infatti arrivati sui principali mercati del Vecchio Continente milioni di CD protetti che, nella stragrande maggioranza dei casi, non riportavano alcun avviso o bollino che li identificasse come tali. Oggi quasi tutti i CD “non copiabili” portano un disclaimer informativo, e l’ IFPI ha recentemente proposto ai propri associati un loghetto per distinguere i CD contenenti meccanismi anticopia da quelli tradizionali. Molte etichette continuano tuttavia ad utilizzare, per i loro CD protetti, il logo “Compact Disc” di Philips, e questo nonostante quest’ultima abbia espressamente dichiarato questo tipo di CD “fuori standard”.

Se c’è qualcosa che nel prossimo futuro sembra destinato a diventare uno standard di mercato sono proprio i CD col lucchetto. Uno dei cinque grandi gruppi della discografia internazionale, con base in Germania, Bertelsmann Music Group (BMG), ha infatti annunciato l’intenzione di voler al più presto adottare meccanismi anticopia in tutti i propri CD audio. Una mossa che, secondo quanto riportato da alcune fonti, sarà seguita anche dalla filiale tedesca di EMI.

A supporto della propria politica, BMG ha recentemente inaugurato un sito interamente dedicato ad informare i consumatori circa le proprie scelte riguardanti i CD protetti.

In questo sito il produttore discografico ha pubblicato cifre e percentuali emerse da una recente indagine condotta dalla IFPI sulle perdite che la pirateria avrebbe inflitto al settore, e ne conclude che “per ogni CD venduto è stata fatta una copia digitale”.

“Nuovi talenti e nuove tendenze – scrive BMG – potranno continuare ad emergere solo se la musica verrà acquistata, e i ricavi della musica di oggi saranno investiti nello sviluppo di quella di domani”.

BMG sostiene che l’unico piano d’azione possibile contro la pirateria è rappresentato dall’adozione della “tecnologia per il Controllo delle Copie, così come è stato fatto in passato per prodotti simili, quali software per computer, videogiochi e DVD”. Ecco come.


“Fino ad oggi, non esisteva alcuna possibilità di proteggere la musica registrata da copie realizzate mediante un masterizzatore; negli ultimi tempi, però, qualcosa sta cambiando”, si legge sul sito di BMG. “Diversi sistemi di protezione, disponibili a livello internazionale, vengono continuamente esaminati in collaborazione con Sonopress (una delle più grandi fabbriche di CD del mondo), testati e aggiornati con sistemi via via più avanzati”.

A quanto pare BMG, fra le prime ad aver adottato il sistema anticopia Cactus Data Shield di Midbar ( recentemente acquisita da Macrovision), sta orientandosi verso altri fornitori di tecnologia.

BMG afferma di attribuire “grande importanza al fatto che l’utilizzo di tecnologie per la protezione da copiature illegali non porti ad alcuna limitazione, per il consumatore, al piacere dell’ascolto”: eppure ancor oggi molti utenti sperimentano problemi nel riprodurre i CD protetti su alcuni lettori standard e sui computer, ed è ancora negata la possibilità (crack a parte) di travasare la propria musica su altri dispositivi (come i player portatili).

La stessa BMG, in una FAQ dedicata ai consumatori, ammette che “al momento, prodotti di durata molto estesa con il codice di protezione non possono essere ascoltati su PC per motivi tecnici”; che “in linea di principio, ogni CD audio può essere ascoltato sulla maggior parte dei lettori DVD” ma – c’è sempre un ma – “occorre comunque sottolineare che, a causa delle differenze nella tecnologia utilizzata, può sorgere qualche problema di ascolto”; e ancora, che “la maggior parte dei nostri prodotti può essere ascoltata sui lettori per auto più diffusi”, ma – c’è sempre un ma (e due) – “anche in questo caso, però, la differenza di tecnologia può causare qualche problema”.

In compenso BMG promette che se il CD non suona, è possibile rivolgersi al proprio rivenditore o contattare il responsabile BMG: “risolveranno subito i vostri problemi” è la promessa.

Bertelsmann vuol poi sgonfiare uno dei diritti più difesi e sbandierati dai consumatori: quello della “copia privata”, ovvero la possibilità di effettuare una copia di sicurezza della musica acquistata. A tal proposito BMG sostiene che “non esiste un diritto generico di copia privata. Le copie private sono permesse, ma è del pari consentito proteggersi dalle copie attraverso la tecnologia”.

Il colosso dunque riconosce l’esistenza del diritto, per i consumatori, di effettuare una copia della propria musica ad uso personale, ma sembra ritenere che tale diritto debba cedere il passo a quello – contrapposto – dell’industria di proteggere i propri contenuti. Ecco perché.


BMG giustifica questa “necessità” spiegando che quando “l’eccezione”, ossia il diritto alla copia privata, “fu riconosciuta dal Legislatore, non era ipotizzabile l’esistenza di tecnologia atta a impedire la copia”.

“Il Legislatore – si legge ancora sul sito di BMG – fu guidato verso una soluzione pratica sul presupposto dell’impraticabilità di operare una minuziosa forma di controllo su ogni singolo nucleo familiare. Oggi questa tecnologia comincia ad esistere. La Direttiva UE 2001/29 del 22 maggio 2001 sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, ne tratta in dettaglio e, espressamente, consente ai singoli Stati comunitari l’introduzione (e la protezione) di detti sistemi tecnologici”.

La battaglia fra consumatori e industria discografica sembra dunque destinata ad essere combattuta su di un terreno, quello legale, dove i colossi della musica, grazie alla loro influenza economica, potrebbero ottenere, secondo alcuni rappresentanti dei consumatori, una facile vittoria.

Per il Gartner quella dell’industria discografica potrebbe però rivelarsi una vittoria di Pirro: la nota società di analisi sostiene infatti che le protezioni anticopia non solo potrebbero rivelarsi inefficaci nell’aiutare le major del settore ad arginare le perdite di profitto, ma potrebbero addirittura scatenare un effetto boomerang e disincentivare ulteriormente i consumatori dall’acquisto di musica originale.

A rincarare la dose, la scorsa settimana, è intervenuto anche John Halderman, uno studioso della Princeton University che, intervistato da NewScientist.com, ha dichiarato senza mezzi termini che la protezione dalla copia nei CD è “del tutto inutile”.

“Gli aggiornamenti del software (che permettono di crackare le nuove protezioni, NdR) – ha detto Halderman – possono essere facilmente distribuiti attraverso Internet: questo renderà sempre inutile ogni tentativo di prevenire la copia dei CD audio”. E del resto non ci voleva certo un laureato di Princeton per dire chi, fra cracker e industria, abbia fino ad oggi avuto partita vinta.

La stessa BMG ammette che “in passato, tutti i sistemi di protezione applicati alla musica o al software, sono stati, prima o poi, decodificati, e quindi resi inefficaci”. Ma evidentemente questa constatazione non basta a far riflettere uno settori industriali più potente al mondo sull’opportunità di rivedere le proprie strategie di mercato. Che conservano lo stesso obiettivo (illusione?): partorire la tecnologia di protezione “definitiva”.


“Nella situazione attuale, – si legge nelle FAQ pubblicate da BMG – la produzione di grandi quantità di copie illegali va contrastata con ogni mezzo. Pensate ad una bicicletta. Un piccolo lucchetto non costituirà sicuramente un problema per un ladro professionista, ma impedirà al primo che passa di farsi un giro!”. Con la differenza, si potrebbe obiettare, che il legittimo possessore della bicicletta è liberissimo di usare il suo mezzo dove gli pare e quando più gli garba: il buon lucchetto d’acciaio è un optional, e non è fonte di limitazioni per chi lo acquista: lo stesso non si può dire, almeno per il momento, per i lucchetti digitali applicati ai CD di musica.

“Il codice di protezione – ammette BMG – non è certamente la soluzione definitiva, ma può costituire un piccolo deterrente alla diffusione massiccia di copie illegali. Comunque, la ricerca sui codici di protezione è in continuo sviluppo: prima o poi si riuscirà ad ottenere un
prodotto realmente efficace”. Viene da domandarsi: “efficace per chi?”.

Unendosi al coro di chi difende i diritti dei consumatori, Halderman sostiene che il mezzo più efficace per contrastare la pirateria è quello di abbassare il prezzo dei CD.

“Se i dischi costassero solo pochi dollari – ha dichiarato il ricercatore di Princeton – potrebbe divenire preferibile comprarli anziché spendere tempo e sforzi per farne copie o cercarle on-line”.

Dal suo nuovo sito BMG offre però una pronta obiezione anche a questa ipotesi, sostenendo che “si continuerà a copiare finché sarà facile ed economico come adesso: per essere competitivo, il prezzo di un CD registrato dovrebbe scendere fino a quello di un CD vergine e questo è, evidentemente, impossibile”.

“La musica contenuta in un disco – continua BMG – ha un costo molto elevato: in essa c?è il lavoro dell?azienda che la produce, e il rischio che ogni impresa porta con sé. Gran parte dei ricavi della vendita di CD viene nuovamente investita nella ricerca di nuovi talenti: le copie illegali privano un giovane musicista della possibilità di affermarsi”.

Ma sarebbe davvero necessario portare il costo di un CD audio a coincidere con quello di un disco vergine per dare un forte scossone alla pirateria di massa? Questa è una domanda che probabilmente non troverà mai risposta visto che i colossi del settore, oltre ad essere ben poco propensi a rischiare (e questo nonostante BMG parli di “rischio d’impresa”), si dimostrano particolarmente scettici nel confrontarsi con un mercato che li ha sorpresi – brontosauri nel ventunesimo secolo – a brucare erba sull’asfalto di una nuova era.

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  • Anonimo scrive:
    Tecnologia senza colpe.
    Gli strumenti che la tecnologia ci offre sono "oggetti" che devono essere collocati nell'economia della vita quotidiana: a seconda delle capacità del singolo di organizzare una propria esistenza in maniera più o meno equilibrata, con l'ausilio di tali strumenti, questi avranno acquisito per lui un valore o no.Qualsiasi discussione ulteriore è puramente inutile, una semplice esercitazione retorica collocabile in una piccola nicchia spazio temporale, poiché non va a toccare il merito di quella che è l'anima della tecnologia, un insieme di modelli matematici in continua evoluzione che devono permettere all'io cosciente dell'essere consapevole (non è detto che debba essere un uomo) di sviluppare le sue potenzialità.... può sembrare il discorso da... esaltato, ma mostro subito qualche semplice esempio chiarificatore: nessuno mette in dubbio l'utilità della scoperta del fuoco con tutte le tecnologie che ad essa sono state associate, dalla cottura degli alimenti all'utilizzo dello stesso per lavorare i metalli, cuocere i mattoni, muovere i motori a vapore o lanciare vettori nello spazio.... salto l'idraulica, la meccanica, dalla ruota ai più sofisticati sistemi applicati nei diversi settori come quelli della nanomeccanica, ...... l'elettronica e le telecomunicazioni anno fatto, fanno e faranno molto di buono: il controllo di sistemi complessi ( ... navigazione, apparecchiature biomediche, poter telefonare su lunghissime distanze, ...) ne sono un esempio, e non sarà lo stress creato da una seconda o terza o quarta scrivania a sminuire il valore che uno strumento di telelavoro può offrire per ottimizzare la vita: è sempre l'uomo a scegliere se spegnere il telefonino, o, se non sarà possibile spegnerlo, abbandonarlo in qualche angolo recondito ove il suo trillo non potrà infastidirlo.... se poi quest uomo non avrà il coraggio di fare le sue scelte, perché si sarà lasciato fare il lavaggio del cervello, beh, la colpa non sarà certo della tecnologia, ma della sua pigrizia!
  • Anonimo scrive:
    Questo non è Zamperini !!!
    E secondo voi la sua email sarebbe funkysurf@hotmail.com ??????? Suvvia, questo è un troll.
    • Anonimo scrive:
      Re: Questo non è Zamperini !!!
      E per quale motivo uno dei miei indirizzi privati non puo' essere funkysurf@hotmail.com ? Utilizzo la rete da un tempo immemorabile, non sono un fighetto della new-economy e il mio nickname e' da sempre FunkySurfer.
      • Anonimo scrive:
        Re: Questo non è Zamperini !!!
        - Scritto da: Marco Zamperini
        E per quale motivo uno dei miei indirizzi
        privati non puo' essere
        funkysurf@hotmail.com ? Utilizzo la rete da
        un tempo immemorabile, non sono un fighetto
        della new-economy e il mio nickname e' da
        sempre FunkySurfer.Heheh... certo. Può essere. Però strano, usi una hotmail e pretendi che gli altri si 'identifichino'... Va là...
        • Anonimo scrive:
          Re: Questo non è Zamperini !!!
          Vi assicuro che questo e' assolutamente Zamperini, se mi posso permettere, dal momento che lo conosco bene.Sinceramente non trovo argomenti per una tale polemica, su un articolo scritto da un autorevole giornalista che nulla ha da imparare da Mantellini, tanto meno Zamperini che il tecnologo lo fa di mestiere - e lo fa bene - e sicuramente non e' un personaggio delirante di tecnologia.Il problema di fondo non e' la tecnologia, ma come viene diffusa e l'uso che ne viene fatto. E se a volte l'uso e' improprio e' a causa dei dirigenti e sicuramente non dei tecnologi.Mantellini critica tanto, ma evidentemente non conosce affatto Zamperini.
  • Anonimo scrive:
    Parliamone !
    Cari tutti, sono meravigliato dalle polemiche scatenate dalla cattiva interpretazione che Mantellini ha dato delle dichiarazioni che ho rilasciato a "Repubblica". Invito chiunque voglia chiarimenti a contattarmi all' indirizzo funkysurf@hotmail.com.Grazie a tutti per l' attenzione.MARCO ZAMPERINI
    • Anonimo scrive:
      Re: Parliamone !
      Marco,la discussione è on-line su questo forum:non trovo corretto spostarla "in via privata" sulla tua casella di mail!è una squalifica diretta a tutte le persone che hanno contribuito con la loro opinione... forse una "risorsa" potrebbe accettarlo, io no.se vuoi ne discutiamo qui.gnomo
      • Anonimo scrive:
        Re: Parliamone !
        Caro Gnomo,francamente questo forum dove tutti si esprimono in forma anonima, accusando me, Marco Zamperini, che sono una persona ed un lavoratore, di essere portatore di opinioni che mi sono del tutto aliene non mi sembra un buon posto per discutere. Io sono abituato a mantenere relazioni con altre persone non con entità astratte prive di nome e cognome e per questo mi sono reso disponibile ad intrattenere un dialogo con chiunque sia disposto a discutere con me in maniera libera e priva di pregiudizi.
        • Anonimo scrive:
          Re: Parliamone !
          - Scritto da: Marco Zamperini
          Caro Gnomo,
          francamente questo forum dove tutti si
          esprimono in forma anonima, accusando me,
          Marco Zamperini, che sono una persona ed un
          lavoratore, di essere portatore di opinioni
          che mi sono del tutto aliene non mi sembra
          un buon posto per discutere.Non entro nel merito della discussione, alquanto delicata, ma mi permetto di suggerire che questo Forum, proprio perchè ognuno può esprimere liberamente le proprie idee in forma anonima, è proprio un posto ideale per confrontarsi sulle idee, sulle opinioni, sui concetti, a prescindere da ciò che si è o che si rappresenta, in altre parole senza condizionamenti di alcun tipo, senza posizioni da difendere d'ufficio, senza etichette.Tutto questo a patto che il confronto venga basato su uno scambio dialettico rispettoso del giudizio altrui.Concordo sul fatto che purtroppo alcuni interventi siano manifestamente offensivi e questo è certamente un buon motivo per interrompere un contraddittorio. Con rispetto parlando,Tamerlano
        • Anonimo scrive:
          Re: Parliamone !
          - Scritto da: Marco Zamperini
          Caro Gnomo,
          francamente questo forum dove tutti si
          esprimono in forma anonima,E' vero: molti qui si esprimono in forma anonima.Ma visto che la critichi, perchè non sei registrato?
    • Anonimo scrive:
      Re: Parliamone !
      - Scritto da: Marco Zamperini
      Cari tutti, sono meravigliato dalle
      polemiche scatenate dalla cattiva
      interpretazione che Mantellini ha dato delle
      dichiarazioni che ho rilasciato aIo vorrei sapere quali sono queste cattive interpretazioni. Grazie
      • Anonimo scrive:
        Re: Parliamone !
        Caro Sante, io sono Marco Zamperini, con chi ho il piacere di parlare ?
        • Anonimo scrive:
          Re: Parliamone !
          - Scritto da: Marco Zamperini
          Caro Sante, io sono Marco Zamperini, con chi
          ho il piacere di parlare ? Caro Marco Zamperini, io sono Sky (nella rete... e ciò basti), perchè hai tanti problemi a trattare con un alias se vivi nella "new economy" (o, meglio, nella net-economy)? Per quel che mi riguarda (anche se sicuramente NON sarà così) M.Z. potrebbe essere il TUO alias... e per me non farebbe alcuna differenza. ...o stai cercando qualcuno da citare in tribunale? ;-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Parliamone !
          - Scritto da: Marco Zamperini
          Caro Sante, io sono Marco Zamperini, con chi
          ho il piacere di parlare ? Scusa Marco, ma dopo che ti ho detto il mio cognome devo anche provarti che sono io, magari mi chiedi di mandarti un fax con il mio documento, ecc...Che differenza fa? Tu hai scritto una cosa e io ti ho chiesto che significa. Per favore (!), rispondi senza menar troppo il can per l'aia!Dalle altre risposte direi proprio che mi pare che tu non sia molto propenso ad un confronto...Io dico: mah, contento tu! Però, almeno, non sparare cose che poi non argomenti...Ciao
  • Anonimo scrive:
    La migliore definizione di risorsa umana...
    E' quella di Beppe Grillo. "Cosa significa ottimizzare le risorse umane? Significa riuscire farti un culo così di lavoro senza che tu te ne accorga"...
  • Anonimo scrive:
    Re: periodo difficile?-perché-ci stiamo dando addosso?
    scusami, forse non mi sono spiegato bene, intendevo dire: dare + fiducia al tuo vicino di scrivania, al tuo collega, a te stesso... non intendo farne un discorso "altolocato", piuttosto un discorso di educazione e convivenza civile quotidiana... forse sono troppo semplicistico.scusa ancoragnomo
  • Anonimo scrive:
    Re: periodo difficile?-perché-ci stiamo dando addosso?
    caro gnomo hai la mia fiducia!ciao e continua così!rifletterò sul tuo ragionamento!magari lo facesse anche qualche altra PERSONA!!!P.s.Oggi mi è finità la risorsa CAFFE'!
  • Anonimo scrive:
    che cos'è questa crisi...parapeparapepero...
    ciao a tutti,dico solo che nella ns società su quasi 200 dipendenti (quadri compresi) sono stati mandati a casa o ci stanno per andare quasi 45 persone di cui il 99% con contratti f.l. o a termine (dove c'era una implicita possibilità di rinnovo fino a ieri...i quadri fuoriusciti sono al momento 1, leggasi uno, con una sontuosa buonuscita. 10 mensilità dei 150 annui. il suddetto era una merda sia professionale che umana...arrivata grazie al solito calcio in culo.io invece sono qui da quasi 5 anni a tirare la carretta, a studiare e lavorare come sempre, prima per me stesso e la mia passione e poi per i vari guru quasi tutti mooolto poco competenti in materia di servizi telematici, ma molto scaltri e rapaci nel resto.ma cos'è quasta crisi....
    • Anonimo scrive:
      Re: che cos'è questa crisi...parapeparapepero...

      ma cos'è quasta crisi....scusa se sono diretto....che cazzo stai a fare ancora li'?
  • Anonimo scrive:
    Viva il comunismo e la libertà
    come da oggetto.Grande PI, ti ringraziamo per dare spazio a noi compagni, abbasso l'imperialismo occidentale, abbasso bush, abbasso berlusconi, bin laden e saddam sono degli eroi.A morte il capitalismo assassino che considera i lavoratori degli oggetti e che usa la polizia per reprimere il popolo con la violenza, dobbiamo rovesciare questa società malata seguendo l'esempio e le direttive dei Grandi Maestri Mao, Stalin e Lenin.! VIVA IL COMUNISMO E LA LIBERTA' !##########################################| www.pmli.it | www.pmli.it | www.pmli.it |##########################################
    • Anonimo scrive:
      Re: Viva il comunismo e la libertà OT

      società malata seguendo l'esempio e le
      direttive dei Grandi Maestri Mao, Stalin e
      Lenin.ti sei scordato, Marx, Pol Pot e i kmer, Guevara e Castroe ce ne sarebbero molti altriil punto e' che hai fatto retorica, senza argomentareun po' come la Fallaci quando invita Firenze a chiudere per luttociao
    • Anonimo scrive:
      Re: Viva il comunismo e la libertà
      - Scritto da: YeahFratello
      come da oggetto.
      Grande PI, ti ringraziamo per dare spazio a
      noi compagni, abbasso l'imperialismo
      (...)
      società malata seguendo l'esempio e le
      direttive dei Grandi Maestri Mao, Stalin e
      Lenin.
      ! VIVA IL COMUNISMO E LA LIBERTA' !Mi viene un atroce dubbio, in che anno siamo?Il mio calendario indica 2002 d.C., se qualcuno invece è a conoscenza del fatto che invece siamo alla fine dell' '800 mi dica la data esatta che così posso ri-regolare il mio orologio a calendario perpetuo, grazie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Viva il comunismo e la libertà
      Ma che...ti sei fatto? Sei impazzito?Oppure ti sei risvegliato dal grande sonno dopo la caduta del muro?Mah...secondo me stai delirando.
  • Anonimo scrive:
    Io sarei curioso....
    Io sarei curioso di conoscere il nome che, nell'elenco delle risorse, occupa il secondo posto dopo Zamperini. E poi come si fà a scalare la classifica? La legge comunque è sempre la stessa "massimo risparmio, massimo guadagno". Poi sono una persona e non mi va di essere spostato a nord ed a sud, come se fossi una ruota di scorta, all'occorrenza.
  • Anonimo scrive:
    Fessi si nasce
    Eterno dubbio se il progresso della tecnologia debba andare a vantaggio del conto in banca del padrone (che brutta parola, vetero-marxista) o (almeno questo) della qualità della vita del lavoratore.Porto acqua al mio mulino preferendo sicuramente la seconda ipostesi ma ciò che mi meraviglia che c'è anche qualche pollo che invece è convinto che sia giusto il contrario.Ogni tanto i problemi vanno anche valutati secondo criteri utilitaristici, no? La vita è una sola, hai visto mai
  • Anonimo scrive:
    Io invece sono d'accordo...
    ...perchè uno dei grossi guai della Niù Economi è che sotto idee (apparentemente) innovative si ritrovano comportamenti già visti.Nella società dove lavoro, per esempio, il "Boss" fa(ceva, prima della crisi) grande sfoggio di idee "innovative" tipo macchinette del caffè, zone fumatori e calcio Balilla (mai installato, alla fine); poi però tiene le persone "in nero" e si lamenta che sei poco disponibile se non vieni alla riunione fissata alle 18:30...Ho l'impressione che il modello di fabbrica realizzato da Adriano Olivetti sia stata l'ultima idea veramente innovativa generata dal capitalismo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Io invece sono d'accordo...
      - Scritto da: Ottav(i)o Nano
      ...perchè uno dei grossi guai della Niù
      Economi è che sotto idee (apparentemente)
      innovative si ritrovano comportamenti già
      visti.
      Nella società dove lavoro, per esempio, il
      "Boss" fa(ceva, prima della crisi) grande
      sfoggio di idee "innovative" tipo
      macchinette del caffè, zone fumatori e
      calcio Balilla (mai installato, alla fine);
      poi però tiene le persone "in nero" e si
      lamenta che sei poco disponibile se non
      vieni alla riunione fissata alle 18:30...
      Ho l'impressione che il modello di fabbrica
      realizzato da Adriano Olivetti sia stata
      l'ultima idea veramente innovativa generata
      dal capitalismo!Che non a caso è stata smantellata.
  • Anonimo scrive:
    Articolo repellente
    Questo articolo mi ha suscitato un certo fastidio. Mi infastidisce l'atteggiamento di mantellini che persevera nel dare addosso alle aziende della "niu economi" con la tracotanza tipica di molti giornalisti (IMHO), mi infastidiscono le affermazioni del capoccia di etnoteam che va ad equiparare (anche se forse solo dal punto di vista linguistico) l'uomo con la struttura.Premesso questo, l'articolo non tiene conto di molte cose.1) L'Italia sta attraversando una crisi occupazionale di vastissime dimensioni. Gli esuberi non esistono solo alla Fiat, ci sono moltissime altre aziende in settori strategici(grandi gruppi) che stanno licenziando migliaia di persone, senza che nessuno ne parli. Questo comportamento nasconde meno disprezzo di chi definisce una persona "risorsa"?2) E' un caso che in Italia ci sia un indice di attività sensibilmente più basso degli altri paesi europei? Se si riuscisse a dare alle risorse inattive nuove possibilità per lavorare che male c'è'? 3) L'Italia e l'Europa in generale sarà costretta a tornare indietro in tema di diritti sindacali. Non serve scandalizzarsi caro Mantellini, è così perchè tanti bei "professori" (magari a Lei molto vicini dal punto di vista ideologico) hanno accarezzato il sogno dell'Europa Unita. Un sogno che a me sembra molto simile a quello dei sognatori della new economy.Il nostro Euro, introduce notevoli rigidità nel mercato monetario, ma poichè l'economia e la finanza sono dinamiche, gli stress vanno a "scaricarsi" su qualcosa d'altro.Grazie alle ferie che mi danno un po' di tempo libero, ho riletto l'articolo a suo tempo scritto su E-tree. Molti commenti e critiche che Le sono state mosse allora sono sicuramente d'attualità.
    • Anonimo scrive:
      Re: Articolo repellente

      Premesso questo, l'articolo non tiene conto
      di molte cose.cribbio, è un articolo, mica è un'enciclopedia!
      1) L'Italia sta attraversando una crisi[...]
      nessuno ne parli. Questo comportamento
      nasconde meno disprezzo di chi definisce una
      persona "risorsa"?e 'ndo sta scritto nell'articolo che nasconde meno disprezzo?
      2) E' un caso che in Italia ci sia un indice
      di attività sensibilmente più basso degli
      altri paesi europei? Se si riuscisse a dare
      alle risorse inattive nuove possibilità per
      lavorare che male c'è'? forse ti è sfuggito il concetto di risorsa inattiva.non si tratta di dare di nuovo da lavorare ai lavoratori cestinati.si tratta di sfruttare ogni possibile interstizio di quelli che già lavorano.sei in trasferta per lavoro? stai viaggiando per otto ore? potrebbe esserci qualcun altro che fa il lavoro al posto tuo. invece no, puoi (devi) farlo tu, anche tra un treno e l'aereo, tra il taxi e il cesso.in questo modo rendi sicuramente inattivo un secondo collega col quale condividere il carico del lavoro.l'azienda risparmia, ma tu? cosa ci guadagni? solo stress in più.
      3) L'Italia e l'Europa in generale sarà
      costretta a tornare indietro in tema di
      diritti sindacali. luogo comune tutto da dimostrare.diciamo che sarebbe meglio controllare gli abusi sindacali, leggasi assenteisti, rappresentanti che non fanno il loro lavoro e cose del genere.
  • Anonimo scrive:
    Meglio 10000 volte risorsa che ragazzo
    Lavoro da anni come consulente informatico, sono laureato, ho seguito corsi ecc... ed ancora oggi quando i commerciali mi portano in giro dai vari clienti per il solito colloquio, ecco che il solito commerciale ti piazza un "il ragazzo e competente in .....".quindi preferisco essere additato come una risorsa (a mo di disco rigido), ma non accetto e non accetterò mai la definizione di ragazzo.(che farebbe incazzare anche un garzone di un fornaio)
    • Anonimo scrive:
      Re: Meglio 10000 volte risorsa che ragazzo

      quindi preferisco essere additato come una
      risorsa (a mo di disco rigido), ma non
      accetto e non accetterò mai la definizione
      di ragazzo.(che farebbe incazzare anche un
      garzone di un fornaio)beato te... io sono anni che combatto contro la tendenza di colleghi ed amici di autodefinirsi "ragazzi". e dire che abbiamo passato i 30 da un po'...
      • Anonimo scrive:
        Re: Meglio 10000 volte risorsa che ragazzo
        - Scritto da: lbo

        quindi preferisco essere additato come una

        risorsa (a mo di disco rigido), ma non

        accetto e non accetterò mai la definizione

        di ragazzo.(che farebbe incazzare anche un

        garzone di un fornaio)

        beato te... io sono anni che combatto
        contro la tendenza di colleghi ed amici di
        autodefinirsi "ragazzi". e dire che abbiamo
        passato i 30 da un po'...ma sai in genere chi si autodefinisce ragazzo o se ne frega se lo chiamano cosi, non ottiene da me nessuna considerazione, infatti come ripeto sempre ai nostri commerciali, chiamarci ragazzi e controproducete, in genere un ragazzo fa le cose tanto per fare e quando ci sono casini tende a darsela a gambe, lasciando gli altri nella palta, e quindi e poco eclatante usare questo termine 10000 volte meglio risorsa.prova con questo in genere con i commerciali nuovi funziona bene.
  • Anonimo scrive:
    i nuovi operai
    porto le "cicatrici" della new economy ed è fuori discussione, che si tratti di un nuovo settore che necessita di operai, magari in colletto bianco, ma sempre di operai.Ecco perchè il termine "risorsa", comunque di stampo old-economy, ricorre così di frequente.La vera new-economy, quella del "mondo migliore", non si consuma come una bolla di sapone, ma parlando di "persone" anzichè di risorse, dovrebbe puntare a risolvere problemi anzichè crearne...
  • Anonimo scrive:
    non è in mano ai tecnologi
    è in mano agli "account".io sono un tecnologo (credo), non mi segherei mai le palle in questo modo, né a me né ai miei colleghi meno tecnologi.è in mano ai bastardi degli uffici del personale e cose del genere.
  • Anonimo scrive:
    Articolo decisamente sopra le righe
    Mamma mia quante "menate" per una semplice parola che non mi sembra sia così esiziale e che invece a detta dell'autore dell'articolo sembra foriera di catastrofi inenarrabili per l'intera civiltà occidentale (capisco che nel giornalismo di oggi oramai vadano di moda la faziosità e i toni aspri stile Sgarbi o Fallaci ma non è detto che si sia per forza obbligati a seguire ogni ultima tendenza).Quello che si intuisce è che Massimo Mantellini (l'autore dell'articolo) ha una fortissima idiosincrasia nei confronti di Zamperini della Etnoteam in quanto non si spiegherebbe altrimenti un articolo così "apocalittico".Per quanto riguarda invece le considerazioni sulla tecnologia mi sembrano di stampo decisamente oscurantista e dirigista (e di solito dietro a questi atteggiamenti c'è sempre il desiderio di difendere a spada tratta dei privilegi corporativi acquisiti).
    • Anonimo scrive:
      Re: Articolo decisamente sopra le righe
      - Scritto da: Ferrarelle
      Mamma mia quante "menate" per una semplice
      parola che non mi sembra sia così esiziale e
      che invece a detta dell'autore dell'articolo
      sembra foriera di catastrofi inenarrabili
      per l'intera civiltà occidentale (capisco
      che nel giornalismo di oggi oramai vadano di
      moda la faziosità e i toni aspri stile
      Sgarbi o Fallaci ma non è detto che si sia
      per forza obbligati a seguire ogni ultima
      tendenza).perché tu invece ci vai liscio, eh?
      Quello che si intuisce è che Massimo
      Mantellini (l'autore dell'articolo) ha una
      fortissima idiosincrasia nei confronti di
      Zamperini della Etnoteam in quanto non si
      spiegherebbe altrimenti un articolo così
      "apocalittico".questo è dovuto al fatto che zamperini usa il termine "risorsa" riferendosi a degli esseri umani come se fossero degli oggetti, degli attrezzi.non è così.un essere umano che lavora non è solo una "risorsa".che poi come zamperini usa questo termine in modo sballato lo faccia tanta altra gente non è una scusante. almeno un tempo con un po' di pudore si parlava di risorse, sì, ma umane.se poi a te fa piacere essere considerato un modulino standard intercambiabile e a buon bisogno "disposable", con la speranza di essere biodegradabile nel mondo del lavoro, bah, auguri.dimmi solo se devi mantenertici da solo col tuo lavoro, o sei a casa dei genitori, che se ti mantengono è perché hanno il lavoro fisso.
      Per quanto riguarda invece le considerazioni
      sulla tecnologia mi sembrano di stampo
      decisamente oscurantista e dirigista (e di
      solito dietro a questi atteggiamenti c'è
      sempre il desiderio di difendere a spada
      tratta dei privilegi corporativi acquisiti).frase fatta.a quali privilegi corporativi ci si riferirebbe nell'articolo?sai cosa significa privilegio?sai cosa significa corporativo?sai cosa significa acquisito?non usare parole tanto per far vedere che hai studiato (poco e male).già che ci siamo, sai cosa significa oscurantista?uno che si preoccupa dei diritti dei lavoratori ti sembra oscurantista?sai cosa significa dirigista? uno che si preoccupa che la gente che lavora abbia dei diritti in più, che non siano marionette intercambiabili usa e getta ti sembra dirigista?a me sembra semmai il contrario.anche se a te piace la tecnologia, e piace molto anche a me, dovrai comunque ammettere che se ne può fare un uso distorto.nell'articolo si dice che la tecnologia dev'essere "declinata". sembra un traslato forse un po' troppo poetico ma in sostanza vuol dire che dev'essere usata a fin di bene.ora, se io vengo messo nelle condizioni di lavorare dove voglio, *quando ne ho voglia*, ad esempio in treno, in aeroporto ecc., va benissimo.se invece significa che io posso essere ridotto al rango di un webservice da usare a tempo quando l'azienda non ha meglio da fare, be', non mi sta più bene, né mi piacerebbe considerare dei collaboratori in questo modo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Articolo decisamente sopra le righe
        - Scritto da: lbo

        questo è dovuto al fatto che zamperini usa
        il termine "risorsa" riferendosi a degli
        esseri umani come se fossero degli oggetti,
        degli attrezzi.

        non è così.

        un essere umano che lavora non è solo una
        "risorsa".In tal caso andiamo seduta stante a dare dell'imbecille a tutti gli ingegneri, manager e docenti universitari che organizzano stage, corsi e master per la "gestione delle risorse umane", espressione totalmente intercambiabile con "gestione del personale" fino a ieri sera, prima che il Mantellini in salsa consociativa ne decretasse l'ostracizzazione. Comunicheremo senza fallo alla Crusca, che provveda a cassare l'infelice stilema dal prossimo dizionario.Già che ci siamo, bruciamo anche i testi di organizzazione e decapitiamo anche tutti i vertici aziendali e consulenti di direzione ed organizzazione, che usano la stessa infelice, bandita espressione più volte al giorno, anche per iscritto in qualche (e più di qualche) organigramma.Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Articolo decisamente sopra le righe

          In tal caso andiamo seduta stante a dare
          dell'imbecille a tutti gli ingegneri,
          manager e docenti universitari che
          organizzano stage, corsi e master per la
          "gestione delle risorse umane", espressione
          totalmente intercambiabile con "gestione del
          personale" fino a ieri sera, prima che il
          Mantellini in salsa consociativa ne
          decretasse l'ostracizzazione. Non sarebbe mica male... ;-) Bella idea!
        • Anonimo scrive:
          Re: Articolo decisamente sopra le righe


          un essere umano che lavora non è solo una

          "risorsa".

          In tal caso andiamo seduta stante a dare
          dell'imbecille a tutti gli ingegneri,
          manager e docenti universitari che
          organizzano stage, corsi e master per la
          "gestione delle risorse umane", espressioned'accordissimo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Articolo decisamente sopra le righe
          Complimenti, voce di popolo voce di dio.Qualche tempo fa in germania era di moda bruciare gli ebrei, a forza di dirlo era diventato di moda anche da noi. Tu sei pericoloso, se ti dicono tre volta la stessa cosa la ripeti più forte. Sei il tipoco, zelante burocrate pronto a fare qualsiasi cosa gli dicano. Tipo burocrate, attento a norimberga.
          In tal caso andiamo seduta stante a dare
          dell'imbecille a tutti gli ingegneri,
          manager e docenti universitari che
          organizzano stage, corsi e master per la
          "gestione delle risorse umane", espressione
          totalmente intercambiabile con "gestione del
          personale" fino a ieri sera, prima che il
          Mantellini in salsa consociativa ne
          decretasse l'ostracizzazione. Comunicheremo
          senza fallo alla Crusca, che provveda a
          cassare l'infelice stilema dal prossimo
          dizionario.

          Già che ci siamo, bruciamo anche i testi di
          organizzazione e decapitiamo anche tutti i
          vertici aziendali e consulenti di direzione
          ed organizzazione, che usano la stessa
          infelice, bandita espressione più volte al
          giorno, anche per iscritto in qualche (e più
          di qualche) organigramma.

          Saluti
          • Anonimo scrive:
            Re: Articolo decisamente sopra le righe
            Sei messo veramente male, se non capisci neppure l'ironia e il sarcasmo. La prossima volta metterò delle bandierine. Ma che cazzo leggete voialtri, oltre alle rivistine di informatica ? Si consiglia una massiccia dose di Jerome e Woodehouse per cominciare.
        • Anonimo scrive:
          Re: Articolo decisamente sopra le righe
          - Scritto da: Sanpellegrino
          In tal caso andiamo seduta stante a dare
          dell'imbecille a tutti gli ingegneri,
          manager e docenti universitari che
          organizzano stage, corsi e master per la
          "gestione delle risorse umane", espressione
          totalmente intercambiabile con "gestione del
          personale" fino a ieri sera, prima che il
          Mantellini in salsa consociativa ne
          decretasse l'ostracizzazione. Comunicheremo
          senza fallo alla Crusca, che provveda a
          cassare l'infelice stilema dal prossimo
          dizionario.Potrebbe essere un idea.
          Già che ci siamo, bruciamo anche i testi di
          organizzazione e decapitiamo anche tutti i
          vertici aziendali e consulenti di direzione
          ed organizzazione, che usano la stessa
          infelice, bandita espressione più volte al
          giorno, anche per iscritto in qualche (e più
          di qualche) organigramma.No, cominciamo a ricondurre il termine "risorsa" a "persona"... lo dico per esperienza.Ho lavorato nell'ufficio di "programmazione della produzione" di una azienda, qualche anno fa, e spesso e volentieri nello stendere il programma dei lavori veniva naturale spostare le risorse da un reparto all'altro in base alle necessita' preparando carichi di lavoro di 8-9 ore al giorno MINIME, sempre parlando di "risorse"... e tutti gongolavamo soddisfatti del bel programma che avevamo realizzato (eravamo in 3)... beh.. una volta che al posto di "Risorsa 1" scrivevi "Mario Rossi" ti rendevi conto di quando alienante e assurdo fosse il programma scritto (complice anche il PC che quando ottimizzava mica pensava che Mario ha 2 figli, e noi polli a seguire il modello matematico come il vangelo) e veniva riscritto in modo da mantenere un carico tra le 7 h e 1/2 e le 8 e 1/2 (una persona deve pur fare pipi', no?).(Oddio, se ci avesse beccato il capo ad abbassare i limiti del programma sarebbero stati casini, ma tanto i clienti non si sono mai lamentati di ritardi o errori nelle lavorazioni...)Tutto questo era figlio dell'usare "risorsa" al posto di "persona", perche' una risorsa e' un oggetto e se ne puo' fare cio' che si vuole, una "persona", invece, necessita di rispetto.Saluti, Ryo Takatsuki
      • Anonimo scrive:
        Re: Articolo decisamente sopra le righe
        Secodo me l'articolo non si focalizza sul reale problema. In questo senso non è un gran articolo , secondo me!Intendo dire, che l'autore avrebbe potuto, e dovuto, puntare il dito sui reali responsabili di questa, odiabile, tendenza che cerca di modificare il concetto stesso di essere umano, declinandolo di volta in volta in risorsa o consumatore. Non credo proprio che si possano considerare responsabili i tecnici, o gli scienziati in genere. Sarebbe come dire che Volta, Franklin ed Edison, sono da ritenere responsabili dell'invenzione della sedia elettrica! Mi sembra paradossale!Perchè allora il sig. Mantellini non punta il dito verso tutti quei gran cervelloni che si occupano di Marketing, secondo me veri responsabili di questa tendenza? Forse perchè l'atmosfera che si respira nell'articolo è quella tipica da caccia alle streghe. Non mi piace come stanno andando le cose; mi sento tagliato fuori dallo sviluppo perchè non ci capisco un "H"; do la colpa a loro e li metto al rogo...Io, per carità, condivido pienamente il sentimento che ha motivato il sig. Mantellini nella stesura dell'articolo, solo mi piacerebbe che una volta tanto le cose venissero dette per benino!CiaoDavide Pellegrini
    • Anonimo scrive:
      Re: Articolo decisamente sopra le righe
      - Scritto da: Ferrarelle(e di
      solito dietro a questi atteggiamenti c'è
      sempre il desiderio di difendere a spada
      tratta dei privilegi corporativi acquisiti). come se fosse una cosa da non fare
  • Anonimo scrive:
    Non sono d'accordo
    Sono i 'tecnici' che mettono a disposizioni le nuove possibilità, e generalmente sono i 'dirigenti', che difficilmente hanno conoscenze esaurienti sulla 'tecnologia', che decidono come usarle: il fatto che vengano usate male non dipende necessariamente da chi le ha messe a disposizione. In genere non sono i tecnici a rilasciare dichiarazioni pubbliche, ma i geni delle Pubbliche relazioni, o peggio del Marketing.A parte questo, mi sembra che il termine 'Risorsa umana' sia usato da un po' di tempo, sicuramente da prima che la tecnologia consentisse ai lavoratori di portarsi dietro buona parte dell'ufficio su un Pc portatile, non ci vedo nulla di scandaloso nell'usarlo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono d'accordo

      A parte questo, mi sembra che il termine
      'Risorsa umana' sia usato da un po' di
      tempo, sicuramente da prima che laappunto, risorsa *umana*.adesso si dice risorsa, e basta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sono d'accordo
      - Scritto da: DPY
      Sono i 'tecnici' che mettono a disposizioni
      le nuove possibilità, e generalmente sono i
      'dirigenti', che difficilmente hanno
      conoscenze esaurienti sulla 'tecnologia',
      che decidono come usarle: il fatto che
      vengano usate male non dipende
      necessariamente da chi le ha messe a
      disposizione. In genere non sono i tecnici a
      rilasciare dichiarazioni pubbliche, ma i
      geni delle Pubbliche relazioni, o peggio del
      Marketing.Un derivato molto simpatico ma anche molto realista della legge di murphy e':"in uno schema gerarchico, ognuno verra' promosso in maniera direttamente proporzionale alla sua incompetenza..."impariamo a conviverci...
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sono d'accordo

        Un derivato molto simpatico ma anche molto
        realista della legge di murphy e':

        "in uno schema gerarchico, ognuno verra'
        promosso in maniera direttamente
        proporzionale alla sua incompetenza..."

        impariamo a conviverci...si dice anche che chi è mediocre si contorna di mediocri (che di solito non osano contraddire)
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