Speciale/ I CD al Cactus son qui per rimanere

Universal non ferma i suoi piani di invasione del mercato con i CD protetti dalla copia e lancia un sito di supporto tecnico per rispondere ai dubbi degli utenti. Midbar, nel frattempo, macina nuove protezioni
Universal non ferma i suoi piani di invasione del mercato con i CD protetti dalla copia e lancia un sito di supporto tecnico per rispondere ai dubbi degli utenti. Midbar, nel frattempo, macina nuove protezioni


Roma – Nonostante le proteste dei consumatori, le indagini governative in USA e le velate minacce di Philips , il colosso discografico Universal Music Group (UMG) non sembra minimamente intenzionato a cancellare o frenare i propri progetti in merito alla protezione dei CD con tecnologie anti-copia.

Proprio in questi giorni, facendo seguito all’introduzione sul mercato americano del suo primo CD protetto – la colonna sonora del film “The Fast and the Furious” – UMG ha addirittura lanciato un intero sito di assistenza, musichelponline.com , in cui ha pubblicato una FAQ , una pagina di supporto tecnico , una serie di regole in rispetto alle quali è possibile esercitare il diritto di recesso e alcune note legali sul player e le tecnologie di compressione incluse in alcuni CD.

Come si era sottolineato all’epoca dell’annuncio, il CD protetto di Universal ha sollevato molto interesse nel settore: questo perché da un lato si tratta del primo CD di questo tipo introdotto in USA da una etichetta di grosso calibro, e dall’altro perché adotta un formato “ibrido” inedito che accosta alle tracce audio protette (e non riproducibili su PC) i relativi brani compressi (riproducibili su PC Windows attraverso un player accluso).

Nella pagina delle FAQ è possibile apprendere che UMG “sta integrando la protezione dalla copia nei propri CD per tentare di proteggere i diritti dei nostri artisti e dei detentori dei copyright prevenendo la copia dei CD e la distribuzione illegale su Internet”.

UMG sostiene di voler testare, durante l’anno, diverse tecnologie anti-copia su alcuni album che, garantisce il colosso, saranno chiaramente identificabili come CD protetti dalla copia.

Alla fatidica domanda “posso ottenere una copia di questo CD senza la protezione?” UMG risponde con un secco “no, tutte le copie di questo CD sono protette”.


Come per il software, anche per i CD di musica spuntano le “richieste minime di sistema”: un PC 133 MHz con 32 MB di RAM, un drive CD-ROM, casse, scheda sonora e una qualsiasi versione di Windows da 95 a XP. Questo è quanto serve per far girare il player software necessario a riprodurre i file audio inclusi nel CD e compressi nel formato proprietario “CDS”.

Nella pagina dedicata al supporto tecnico, UMG ammette che “il CD potrebbe non essere riproducibile in un limitato numero di player” e invita gli utenti a scrivere all’e-mail di assistenza tecnica umg@umusic.com nel caso si odano “click, rumori, salti o altre anomalie”, “il suono non parte o non si ferma quando il tasto avanti viene schiacciato”, “le funzioni fast forward e rewind non funzionano”, “non si riesce a riprodurre tutti i brani” o, ancora, “ci sono lunghe attese fra le canzoni o dopo che un tasto funzione è stato premuto”. Sebbene in questi casi il cliente possa farsi restituire il prezzo del CD, questa lunga trafila di “eventuali” problemi tecnici fa assomigliare l’operazione commerciale di UMG ad una sorta di beta testing pubblico.

UMG assicura di stare facendo tutto il possibile “per eliminare ogni interferenza audio o difficoltà tecnica generata dall’introduzione delle tecnologie anti-copia”. Già, ma a spese di chi?, si domandano molti consumatori.

L’etichetta promette poi di voler porre rimedio alla mancanza di una versione del player per Mac e alla possibilità di copiare le tracce audio su hard disk.

Nella sezione del sito dedicata ai termini e alle condizioni d’uso, sotto la voce “proprietà intellettuale” è possibile venire a conoscenza del fatto che il player software contiene alcune tecnologie sviluppate da Midbar , l’azienda israeliana che fornisce a UMG l’ormai noto sistema anti-copia Cactus Data Shield (CDS); EverAd, un’altra start-up israeliana che sviluppa tecnologie per fornire banner pubblicitari insieme al download di musica ed altri contenuti; e QDesign , sviluppatrice di formati di compressione audio come MVP . Com’era già noto, il player integra inoltre l’encoder MP3 open source LAME con cui, evidentemente, sono stati compressi i brani (avvalendosi però di un formato dei file proprietario non riconosciuto dagli altri player).


Foraggiata da colossi della musica come UMG, BMG ed EMI, la piccola Midbar sembra darsi un gran da fare per sviluppare nuove tecnologie anti-copia e mettere a punto quelle già proposte da tempo.

Attualmente l’azienda propone tre diversi schemi di protezione: il CDS-100, che consente di riprodurre i CD solo da un tradizionale lettore di musica; il CDS-200, che permette la riproduzione dei brani anche su PC; ed il prossimo CDS-300, che in aggiunta al CDS-200 dà all’utente la possibilità di copiare la musica anche su hard disk.

Midbar sostiene di aver appena “risolto tutti i problemi di riproduzione fino ad oggi conosciuti” nella protezione CDS-200, la stessa che (si può facilmente intuire) è stata adottata da UMG nel suo recente CD protetto. Con questo aggiornamento Midbar sembra pronta a sfidare tutti i detrattori della sua tecnologia e smentire le lamentele che consumatori e audiofili avevano avanzato nei confronti di una protezione che, a loro dire, non garantiva la riproducibilità dei CD su tutti i player in circolazione e comprometteva la qualità della musica.

“Il risultato dell’aggiornamento al CDS-200 – afferma Midbar in un comunicato – mostra come questa protezione sia ora vicina a garantire la compatibilità al 100% su una larga scala di dispositivi differenti inclusi lettori CD, car stereo, dispositivi CD portatili, DVD, PC e sistemi audio professionali”.

“Il sistema – continua Midbar – ha anche dimostrato di mantenere la qualità del suono della registrazione originale”.

L’azienda ha poi annunciato che i CD protetti dalla sua tecnologia CDS immessi sul mercato europeo e statunitense sarebbero, ad oggi, oltre 8 milioni.

Midbar ha anche annunciato il rilascio, durante questo trimestre, dello schema di protezione CDS-300 che, come si è detto poc’anzi, consentirà la copia dei brani compressi su hard disk e sui dispositivi portatili. A questo punto molti si chiederanno dove stia l’inghippo, visto che se le cose stessero davvero in questi termini, Midbar avrebbe una lunga barba bianca ed un cappello rosso in testa. In realtà il CDS-300 integra la tecnologia digital rights management (DRM) che, come afferma Midbar, consentirà la riproduzione dei file esclusivamente “in un ambiente sicuro”: questo significa che se non si hanno i diritti per riprodurre i brani e non si dispone di un player (hardware o software) in grado di gestire il DRM, si rimarrà a bocca asciutta.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

20 01 2002
Link copiato negli appunti