Speciale/ Il decreto Urbani

La reazione al decreto è travolgente. Molti i critici, ma c'è anche chi sostiene che le misure non sono abbastanza dure ed estese. Fortissime le polemiche. I commenti di Massimo Mantellini, Andrea Rossato e ALCEI


Roma – Poche cose come il decreto Urbani appena approvato ( qui il testo in pdf del decreto) hanno sollevato una tale attenzione in rete. E mentre si affollano forum e newsgroup, la polemica non trova toni più distesi, dividendo associazioni di settore e Governo e facendo intervenire l’opposizione. Alcuni utenti hanno persino avviato una petizione contro il decreto.

Le polemiche
Il presidente degli editori italiani dell’ AIE , Federico Motta , in una nota diffusa nelle scorse ore si è chiesto se Urbani sia solo ministro del cinema. “Nel testo del decreto legge – si legge nella nota – si salvaguarda solo il cinema dallo scambio di file in Internet, senza prevedere la stessa tutela per le opere letterarie, quelle musicali, per il software e in generale di tutte le altre opere dell’ingegno. Il decreto prevede, infatti, nuove ipotesi di reato e di illecito amministrativo, applicabili unicamente alle opere cinematografiche”. “E tutto il resto? – ha chiesto Motta – Noi a quale ministro dobbiamo chiedere aiuto per la tutela del nostro diritto d’autore?”.

A scagliarsi contro l’attuale versione della normativa sono però anche le major della musica . La FIMI , federazione di settore, ha sottolineato che se le misure anti-pirateria non saranno subito estese al di fuori dell’ambito cinematografico di certo si creerà una disparità di trattamento sul piano della tutela penale con conseguenze sull’ammissibilità del decreto stesso.

Una presa di posizione alla quale il ministro ai Beni culturali Giuliano Urbani ha già risposto, spiegando che “sarà premura del ministero provvedere a definire uno strumento contro la pirateria per quanto riguarda i diritti d’autore anche nel campo della musica e della letteratura”. “Quello di oggi – ha spiegato Urbani – è soltanto un primo intervento che fa parte di un intero progetto contro la pirateria che investe l’intero campo dei beni culturali, e non soltanto il cinema”.

Lo stesso Urbani ha commentato il decreto sottolineando che “la pirateria audiovisiva è un furto e come tale deve essere trattata. I diritti d’autore devono essere difesi, altrimenti la proprietà intellettuale è destinata a scomparire, provocando nel lungo periodo la morte di ogni produzione culturale. Come ogni innovazione tecnologica, il web apre nuove e interessanti frontiere, che però non devono diventare un far west senza leggi. Esaltando eccessivamente la libertà di internet, rischiamo infatti di navigare in futuro in una rete priva di contenuti, un Mar Morto cibernetico prosciugato di idee”.

Una posizione che non è condivisa dall’opposizione politica. Il deputato diessino Pietro Folena in una nota si è chiesto se il Governo non voglia “internet come stato di polizia”. “Il decreto Urbani – ha dichiarato – è un provvedimento sbagliato in quella parte che si muove nella direzione della creazione di uno Stato di polizia su Internet.
Si obbligano infatti i fornitori di accesso ad Internet (provider) a controllare le attività degli utenti, nel più totale disprezzo della privacy. E’ un decreto che va nella direzione opposta rispetto alla direttiva recentemente approvata dall’Unione europea, che distingue molto nettamente coloro che piratano contenuti digitali da i semplici utenti che operano in una logica di scambio non commerciale”. Folena si è appellato all’opposizione e a quanti nella maggioranza “hanno dimostrato, in occasione della discussione della mozione sulla privacy – di cui sono stato promotore – di avere a cuore i diritti degli utenti di Internet e i principi di libertà che regolano la Rete”.

Su posizioni del tutto simili anche Fiorello Cortiana , senatore dei Verdi, secondo cui il decreto criminalizza gli utenti. “Anziché bloccare l’innovazione tecnologica con leggi liberticide come questa – ha dichiarato Cortiana – sarebbe stato necessario un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti coinvolti e non un’azione d’imperio”. Cortiana, presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l’Innovazione Tecnologica e la Cittadinanza Telematica, ha anche sottolineato come “questo decreto legge prevede che i provider debbano diventare i cani da guardia degli utenti, pena sanzioni severissime: sarebbe come dire che se qualcuno ruba un portafogli su un autobus, il responsabile è l’autista. E’ una legge inaccettabile”.
“Secondo punto controverso – ha continuato – è l’ipotesi di introdurre il reato di favoreggiamento della pirateria anche per chi scrive su un sito come si masterizza un CD”.
Cortiana ha anche sottolineato come “sulla parte specifica relativa al mantenimento dei dati internet da parte dei provider, il Parlamento, più di due settimane fa, ha bocciato questa proposta nel decreto Grande Fratello: riproporla in un altro Decreto Legge, a poca distanza di tempo, è stato un vero e proprio insulto al Parlamento, tanto che ho già chiesto al Presidente Pera di intervenire per garantire la dignità del Senato”.

Uno degli animatori di Copydown , Pinna, ha commentato il provvedimento sottolineando come sia “un tentativo di far attecchire nel sentire comune un concetto che appartiene solo all’industria della produzione culturale, cioè che la copia di un file per uso privato sia un furto “.


di Massimo Mantellini – Passati sono i tempi delle home page listate a lutto per provvedimenti censori e restrittivi delle libertà digitali. Adesso si lavora su altri fronti, per esempio per spaventare il più alto numero possibile di utenti P2P

Roma – Per chi lo vuole vedere, esiste un filo sottile che unisce eventi che ormai sono lontani un decennio. Risale al 1995 la prima significativa mobilitazione su Internet, quando nel mese di dicembre molte pagine web della allora giovanissima rete delle reti si listarono a lutto adottando lo sfondo nero per protestare contro un progetto di legge di Bill Clinton che intendeva limitare la libertà online. Da quella piccola mobilitazione di allora (non molti di quanti staranno leggendo queste righe credo potranno ricordare o anche solo immaginarsi la frontpage di Yahoo con lo sfondo nero) molti altri pericoli grandi e piccoli ha corso la rete Internet intesa come luogo di innovazione e di libertà. E il destino che ci tocca parrebbe davvero essere quello che alcuni pessimisti storici come Lawrence Lessig prospettano da anni: quello di una rete ammanettata, sfiatata e ridotta a sterile gingillo dalle esigenze superiori di poteri più grandi di lei.

Il luogo dell’individualismo nel quale ognuno conta per sè, ma anche nel quale ciascuno produce senso e contenuto per quanto è in grado e lo condivide con gli altri, la prateria senza confini nella quale gli imbecilli da anni ci dicono che il vero sovrano è l’anarchia, e pronunciando tale parola si riferiscono a “confusione”, “violenza”, “sopraffazione”, oggi se ne sta appesantita, nel nostro paese come altrove, dall’attenzione di legislatori, opinionisti e politici incolti. Perchè “incolti” è aggettivo indispensabile per raccontare una parte di quel tentativo di rendere Internet uguale al mondo conosciuto che si cela dietro le piccole leggi che lo Stato produce ormai con frequenza giornaliera. Norme pensate e messe su carta per risolvere gli annosi problemi della anarchia della rete.

Il decreto Urbani sul P2P – certo ricondurre a Giuliano Urbani, ideologo ormai bollito del liberismo berlusconiano una legge che intende limitare il file sharing ha un che di intrinsecamente curioso – è solo l’ultima delle piccole pezze attaccate ad una coperta troppo corta: quella del controllo totale sul traffico Internet e sulle sue perversioni. Una aspirazione che, fuori dai regimi autoritari, ha ben poche possibilità concrete di essere messa in pratica.

E se cio’ non bastasse, la ben nota incapacità italiana di far rispettare anche la più inutile norma vidimata per legge proteggerà ancora per chissà quanto la coscienza “sporca” di quanti condividono in rete contenuti protetti da copyright, lasciando aperta l’unica finestra di controllo che ormai resta a discografici ed editori: quella, a dire il vero leggermente vergognosa, della comunicazione minacciosa e della condanna esemplare. Storie note, già abbondantemente viste oltreoceano, di dodicenni approdati sul New York Times per aver scaricato un mp3 di un famoso rapper: minorenni e anziane signore usate da monito ad una audience di milioni di persone che hanno appena compiuto il medesimo reato. E che misteriosamente, al di là del rischio oggettivo di venire scoperti, non provano alcun senso di colpa.

A questo si riducono oggi i provvedimenti come il decreto Urbani e gli altri che lo seguiranno: legislazioni sulla carta assai preoccupanti per tutti, potenzialmente in grado di minare importanti libertà individuali, che invece servono solo a stigmatizzare gli usi (o gli abusi) di milioni di persone. Tutto cio’ per tutelare gli interessi di pochi, ricordando che per tali ignominie tutti, ma proprio tutti noi, dal grande provider fino al più ignaro utente del web, potremmo un giorno trovarci la polizia postale alla porta con un mandato per cercare dentro il nostro PC che fine abbiano fatto i soldi di Eros Ramazzotti o quelli di una grande major hollywoodiana. Soldi elargiti e divisi secondo regole ormai vetuste che piccole leggi paravento tentato di tutelare ad libitum. E davvero non si puo’ dire che in casi del genere il legislatore abbia anche solo minimamente compreso cosa si intende per “un mondo che cambia”.

Massimo Mantellini
Manteblog




di Andrea Rossato – Alcune delle misure previste dal decreto cozzano con le misure esistenti, ma importanti sono le modifiche rispetto ai testi precedenti. Tutto nasce da una mancata comprensione del peer-to-peer e del rapporto con il business delle major

Roma – Tanto piovve che tuonò, verrebbe da dire, rovesciando i termini del vecchio adagio.
Procediamo con ordine. Dopo che negli ultimi anni abbiamo assistito ad una costante estensione degli strumenti giuridici posti a difesa di ciò che ormai definiamo, con terminologia quanto meno tradizionalmente impropria, “proprietà intellettuale” , cosa cambia con l’approvazione del decreto legge Urbani sul cinema e le relative misure contro la pirateria telematica? Assai poco invero.

Distribuire a scopo di lucro opere cinematografiche per via telematica, mediante siti web o programmi di file-sharing, costituisce un reato aggravato, equiparato alla duplicazione, distribuzione, ecc. di opere, protette dal diritto d’autore, in quantità superiore alle 50 copie.
Si può discutere sulla portata innovativa della disposizione. In verità la norma consente di non provare il numero di copie distribuite, ma tale prova, se prodotta, avrebbe, anche in assenza della nuova disposizione, consentito di far scattare l’aggravante prevista dal comma 2 dell’art. 171-ter. All’effetto pratico, quindi, non si tratta di una novità rilevante.

Per quanto concerne l’utente domestico , che non tragga guadagno dall’uso dei sistemi peer-to-peer, il decreto introduce, solo per le opere cinematografiche, una sanzione amministrativa di poco superiore a quella prevista per la diffusione, duplicazione, ecc. di opere musicali. Unitamente alla sanzione vi è l’odiosa previsione di una gogna mediatica, con la pubblicazione della sanzione comminata su di un giornale a diffusione nazionale o su di un periodico specializzato nel settore dello spettacolo. Vedremo come l’opinione pubblica reagirà se e quando il nome di un minorenne, magari non abbiente, apparirà sulla pagina di un giornale per il solo fatto di aver scaricato un’opera cinematografica, magari non pubblicata – o non piú pubblicata – nel nostro paese.

Abbiamo già visto accadere qualcosa del genere negli Stati Uniti, in quel caso la RIAA citò in giudizio per una cifra considerevole una dodicenne che aveva scaricato un migliaio di canzoni dei suoi idoli preferiti, canzoni che non avrebbe avuto i soldi per acquistare. Sappiamo che la causa dei discografici non ne uscí rafforzata…

Un altro punto che poteva destare preoccupazioni riguarda il ruolo svolto dai service provider nella prevenzione della “pirateria” telematica. Anche su questo versante il decreto non contiene novità rilevanti: le informazioni utili ad identificare l’autore della fattispecie sanzionata, anche in via amministrativa, sono comunicate alle forze dell’ordine solo a seguito di un provvedimento dell’Autorità giudiziaria (comma 4). Come sempre.

Il comma 6 prevede che, se il provider ha avuto “effettiva conoscenza” della presenza di contenuti protetti (opere cinematografiche), egli debba comunicarlo al Ministero dell’Interno. Sono salve però le norme che da un lato liberano il provider dal dovere di vigilare sulla condotta di chi utilizzi le sue infrastrutture telematiche (art. 17 D. Lgs. 70/2003), e dall’altro limitano la sua responsabilità per il contenuto delle informazioni che vengono trasmesse nella sua rete. In base al citato art. 17 un tale obbligo di comunicazione esiste già, ed esso è qui formulato in maniera piú chiara e stringente. Il comma 2 di questo articolo prescrive, infatti, che il provider è tenuto “a informare senza indugio l’Autorità giudiziaria o quella amministrativa avente funzioni di vigilanza, qualora sia a conoscenza di presunte attività o informazioni illecite riguardanti un suo destinatario del servizio .
Nulla di nuovo, quindi, anche per quest’aspetto.

La locuzione “effettiva conoscenza” desta però una qualche attenzione nel giurista. Essa è assai poco utilizzata dal legislatore (ricorre non piú di una quindicina di volte in tutto il corpus della legislazione vigente) e quasi sempre risulta essere sinonimo di “conoscenza diretta” . Solitamente le norme che la contengono pongono obblighi aggravati di pubblicità, la quale deve condurre il soggetto cui è destinata ad avere, appunto, una conoscenza effettiva dell’atto pubblicato.
Il suo utilizzo in questo contesto mostra un certo disagio del legislatore nel formulare la norma, che si è voluta rendere piú ristretta, nella portata, rispetto alla disciplina sul commercio elettronico di cui al citato D. Lgs. 70/2003. D’altro canto la Costituzione, il codice di procedura penale e, da ultimo, la direttiva comunitaria 2002/58/CE, limitano la possibilità di intercettazione delle comunicazioni telematiche, e la subordinano comunque ad un provvedimento dell’Autorità giudiziaria. La normativa sulla privacy consente al provider di trattare i dati relativi al traffico degli utenti solo ai fini della fatturazione (art. 123 D.P.R. 196/2003).

Quando scatta, quindi, l’obbligo di informare le autorità competenti ? Non certo con la segnalazione di un terzo, ad esempio il detentore dei diritti, il quale, in base al comma 3, deve rivolgersi al ministero dell’Interno. Ma nemmeno per via di un’autonoma attività di prevenzione posta in essere dal provider stesso: egli dovrebbe, nel caso del P2P, intercettare il contenuto delle comunicazioni degli utenti, dal momento che questi sistemi, non illegali di per sé, posso essere utilizzati con finalità perfettamente lecite.
Tale possibilità gli è però negata dalle norme vigenti. Sembra quindi che la disposizione che stiamo commentando descriva un’eventualità che, con riferimento al file-sharing, ben difficilmente può verificarsi.
Come si comprende, essa è infatti destinata alle violazioni poste in essere mediante siti web, ai quali il provider, come tutti, può accedere, anche per via di un eventuale servizio di hosting che può prevedere, magari per via contrattuale, una qualche forma di controllo sui contenuti ospitati.

Un commento, allora.

Per farsi un’idea generale del decreto può forse risultare utile ricostruire la storia del testo. Benché la prima versione non sia stata pubblicata, Giovanni Ziccardi, che ha svolto un ruolo di consulenza per il Ministero dei Beni culturali e vi ha quindi avuto accesso, conferma, sul suo blog , le indiscrezioni pubblicate anche da PI circa la presenza di sanzioni penali – e multa – anche per chi ponesse a disposizione del pubblico, con sistemi P2P, opere audiovisive.

La norma modificava l’art. 171 della legge sul diritto d’autore. Il testo pubblicato da PI era già molto diverso, prevedendo solamente la sanzione amministrativa, come confermato nella versione definitiva.

Rispetto al testo anticipato da PI, infine, sono state apportare modifiche interessanti: si è eliminato il richiamo all’ uso della cifratura come aggravante della condotta sanzionata e si sono inseriti i richiami agli articoli del decreto sul commercio elettronico (D.Lgs.70/2003) che limitano, come visto, obblighi e responsabilità del provider.

L’impressione che se ne può trarre è che vi sia stato un tentativo di criminalizzare la condivisione di opere protette mediante sistemi P2P, rendendo reato tale condotta. Ma che il tentativo non sia riuscito.

La conferenza stampa del Ministro Urbani, sul punto, dimostra un fenomeno imbarazzante: l’uso della legge per campagne di sensibilizzazione, educazione, non diversamente per quanto succede con gli spot di Pubblicità Progresso. Se può far piacere a molti il fatto che nella sostanza non cambi alcunché, pur tuttavia dobbiamo riflettere su un tal modo di produrre diritto. Egli afferma che le sanzioni amministrative, dal carattere “simbolico” , sono volte a “disincentivare ed educare” … Come lo sono quindi la maggior parte delle norme del codice della strada, che non vietano, ma disincentivano ed educano.

Le cose non dovrebbero stare cosí. Il file-sharing , se ha ad oggetto, senza fine di lucro, opere protette, è un’attività illecita. La sanzione lieve, ma pur presente da lungo tempo. D’altro canto essa è un’attività di massa. Lo spirito che la anima, per costituzione, è quello della condivisione della conoscenza e di esperienze estetiche che nessuno potrebbe ritenere meritevoli di biasimo. Le sue relazioni con le difficoltà dell’industria dell’intrattenimento non sono pienamente comprese. Sarebbe, pertanto, il caso di affrontare il problema generale. Dobbiamo impedirla definendola un “furto”, e come tale sanzionarla, per preservare un modello di business forse in crisi per altre ragioni? Abbiamo forza ed argomenti convincenti per farlo sino a rendere il divieto socialmente accettato? O dobbiamo continuare a rifugiarci nell’ipocrisia di norme che paiono avere il solo scopo di dire tu questo non lo devi fare, ma io non posso e non voglio impedirtelo , minando cosí il fondamento di quel principio a garanzia della libertà di ciascuno rappresentato da ciò che intendiamo quando parliamo di stato di diritto ?

Andrea Rossato (*)
Dipartimento di Scienze giuridiche – Università di Trento

NOTA: La copia letterale e la distribuzione di questo articolo nella sua integrità sono permesse con qualsiasi mezzo, a condizione che questa nota sia riprodotta.

(*) Andrea Rossato è dottore di ricerca in diritto privato comparato. Assegnista del Dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Trento insegna, come professore a contratto, Introduzione al diritto nella Facoltà di Ingegneria della stessa Università. (email: andrea.rossato AT ing.unitn.it)


UPDATE: Alcei ha appena comunicato quanto segue:

Rileviamo che Il testo pubblicato sul sito del Ministero diversamente da quanto abbiamo accertato, non contiene il riferimento
alla crittografia. Sospendiamo, sul punto, qualsiasi valutazione in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Di seguito il testo della nota diffusa nelle scorse ore dall’Associazione

Roma – Il decreto legge recante interventi urgenti in materia di beni ad attività culturali (“decreto Urbani” approvato dal governo l’11 marzo 2004) si aggiunge a una lunga serie di leggi e norme che, con i più svariati pretesti, infieriscono contro l’internet e contro la libertà e i diritti delle persone.

Un’analisi dei molteplici difetti e problemi di questo decreto-legge si trova qui .

All’origine, questo decreto riprendeva alcuni temi ed errori di quello 354/03 emesso il 24 dicembre 2003 e divenuto legge il 26 febbraio 2004 dopo un infruttuoso dibattito parlamentare che ha solo marginalmente attenuato alcuni dai suoi molti difetti (vedi qui ).

Nel corso di elaborazione del nuovo decreto sono stati eliminati i riferimenti alla “conservazione obbligatoria dei dati” (la cosiddetta data retention). Ma si è andati, assurdamente, a “innovare” sulla già distorta e impropria normativa sul cosiddetto “diritto d’autore”. Introducendo nuovi vincoli, nuove repressioni, nuove violazioni di diritto e di fatto.

In sostanza – si tratta di un’ennesima legge-papocchio inutile, inefficace e pericolosa. In cui si mescolano, in un intruglio indigesto e velenoso, temi diversi e non connessi fra loro, come il terrorismo e la duplicazione di musica, video o software.

È inutile perchè non fornisce alcuno strumento utile per la prevenzione del crimine (e in particolare di delitti gravi come il terrorismo o altre forme di violenza).

È inefficace perchè è farraginosa e mal concepita, quindi atta a produrre dispersione di attività, procedimenti a carico di innocenti, sovraccarico di indagini senza capo nè coda, a scapito di attività seriamente utili per combattere le attività criminali.

È pericolosa perchè introduce, in materie ove è totalmente insensato, il concetto di “processo alle intenzioni” cioè di punibilità non di un fatto, ma della supposta inclinazione a farlo (se questa violazione di un principio fondamentale del diritto puo’ essere ammissibile in situazioni estreme come il terrorismo, è inaccettabile che possa essere estesa a situazioni in cui non c’è alcun rischio per la vita e la sicurezza delle persone e delle istituzioni).

Come altre (troppe) leggi e norme rivela, con le sue affermazioni ridondanti e inutili, una specifica volontà di repressione dell’internet e della libertà di comunicazione e di informazione offerta dalla rete.

La perversa assurdità dell’impostazione è rivelata da alcune specifiche disposizioni.

– Con l’entrata in vigore del “decreto Urbani”, la Digos, oltre a occuparsi di criminalità organizzata, terrorismo e sicurezza dello Stato avrà il compito di tutelare in via preventiva gli interessi di un ristretto gruppo di (potenti) imprenditori dello spettacolo, dell’editoria e dell’informatica (che già con le leggi esistenti sono assurdamente favoriti dal fatto che la duplicazione di musica, immagini o software è considerata una responsabilità penale).

– Questo decreto stabilisce di fatto la “responsabilità oggettiva” dei provider, che hanno l’obbligo di monitoraggio e denuncia dei propri utenti – e sono multati pesantissimamente se non denunciano.

Si instaura, insomma, qualcosa che somiglia molto a uno “stato di polizia”, con la persecuzione delle intenzioni, l’obbligo di delazione, la violazione della vita privata e della comunicazione.

E tutto questo non per combattere i terroristi (che possono essere solo favoriti dalla confusione e dalla dispersione di energie create da leggi come questa) ma per soddisfare il protagonismo di questo o quell’altro uomo politico (“voglio anch’io una mia legge contro l’internet”) e le potenti lobby delle case discografiche o di software, cui poco importa se leggi come questa siano applicabili o funzionali, ma piace “terrorizzare” chi non asseconda i loro avidi interessi.

ALCEI

ALCEI (Associazione per la Libertà nella Comunicazione Elettronica Interattiva) è l’associazione che dal 1994 si batte, a livello nazionale e internazionale per il rispetto dei diritti del cittadino nell’uso delle reti telematiche. È founding member della Global Internet Liberty Campaign (GILC)

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  • Anonimo scrive:
    autovelox
    secondo me va a 50Km/h massimo, non impenna non sgomma qualche secondo di video per incastrare Valentino Rossi..... c'è da riflettere
    • Anonimo scrive:
      Re: autovelox
      - Scritto da: Anonimo
      secondo me va a 50Km/h massimo, non impenna non
      sgomma qualche secondo di video per incastrare
      Valentino Rossi..... c'è da riflettereVoi amici della polizia...invece di stare a criticare andate a lavorare comunisti che non siete altro.Vivete alle spalle di chi lavora e costruisce riempiendovi d'oro criticando gli altri.Prima di criticare FATE.Troppi giornalisti e troppi commentatori.Vogliamo un paese libero, libero di vivere e lavorare senza dover sempre trainare sanguisughe.
  • Anonimo scrive:
    allora...
    è diseducativo il fatto che i nostri miti sono corridori di F1, corridori di moto, personaggi che fanno sport estremi...insomma diventa diseducativo ogni volta che mitizziamo un campione di un qualsiasi sport che se imitato a certi livelli da persone non professioniste può essere pericoloso...o no ?io il paracadute lo aprivo a 300 metri... dopo l'avvento sportivo di patrick de gayardon lo apro a 100......assurdo...
  • Anonimo scrive:
    Non ve ne va mai bene una!
    Ma possibile che ogni cosa che faccia Telecom deve essere sempre e comunque attaccata?Adesso persino lo spot 'spericolato'. mah.A questo punto vietiamo anche i film di azione, a partire dai primi 007 ed a finire a quelli in questi giorni nelle sale... e vietiamo anche di vendere a Carnevale i vestiti dell'uomo ragno o le pistole giocattolo, cosi' stiamo tutti piu' sicuri.Mah.Gennaro
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ve ne va mai bene una!
      Togli il logo telecom metti Vodafone dove lavoro, il risultato non cambia.Non è detto che perchè i signori della sinistra ci hanno abituati a polemizzare su tutto lo si faccia per emulazione o perchè non si ha nulla da fare. Vuoi dirmi che è paragonabile ad un film? Nessuno si inventerebbe mai di protestare contro gli autori di bad boys II per il disastro che mostrano nel loro film, ma un Valentino che si pone in quel modo non è un bell'esempio.Hai mai preso un marciapiede in faccia con un casco jet? Sai quanto male fa? Sai che vuol dire passare sei mesi a frullati?Alla Lessa viene consegnato proprio uno di quei caschi.Non volermene ma se si mettono in guardia le persone sulla cattiva comunicazione di uno spot non è detto che sia per fare della pura polemica.Io so come devo girare per strada e lo stesso chi ha scritto qual comunicato. lo sappiamo sulla nostra esperienza e perchè lo insegnamo agli altri. Poi ognuno è libero di fare quel che vuole, basta che non venga ad ammazzare mia moglie o mio figlio perchè vuole emulare un cretino ceh impenna e sgomma per strada.Bibò
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ve ne va mai bene una!
        - Scritto da: Anonimo
        Non è detto che perchè i
        signori della sinistra ci hanno abituati a
        polemizzare su tutto lo si faccia per
        emulazione o perchè non si ha nulla
        da fare. ecco la stronzata delle 9:33
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ve ne va mai bene una!
        anche con un casco integrale se ti prendi un marciapiede con la faccia bevi frullati per 3 mesi, solo un ignorante puo' dire una cosa del genere!pensi che coprire sia la stessa cosa che salvaguardare?se per caso si dovesse rompere il vetro di plastica del casco integrale cosa succederebbe alla tua cara faccina?pensi che un casco che si deforma non puo' colpirti con pari violenza del cemento?Pittosto di conprare casci integrali in policarbonato , come quelli delle forze dell'ordine, perche' non promuovete quelli in kevlar? oppure carbonio?il casco , che sia integrale o jet poco importa, basta che esso sia di qualita', smettete di comprare caschi da 50 euro, ricordatevi che quella cosa serve a salvarvi la testa!ex endurista.
  • Anonimo scrive:
    Urbani: puntito anche chi non usa i p2p?
    Se si fanno dawnload senza condividere niente la legge punisce lo stesso con le stesse sanzioni?ogni persona è allo stesso livello di chi produce film in quantità industriale?
  • Anonimo scrive:
    E gli autovelox ?
    Cioè mi state dicendo che esiste una associazione amici di quelli che mettono gli autovelox ?? dai non ci posso credere... io personalmente vado a piedi e in autobus, ma considerando l'italiano medio mi pare impossibile :|
    • Anonimo scrive:
      Re: E gli autovelox ?
      e se ti dicessi che proprio quell'associazione ha attaccato pubblicamente i signori vigili per l'uso incondizionato degli autovelox scommetto che ti verrebbero i capelli ancor più dritti.Il problema di no italiani è che siamo un pò chiusi di testa. Ascoltiamo quanto dice la gente, prendiamo quel che ci pare, lo rielaboriamo e così via fino ad ottenere un bel pastone.Poi predihiamo bene ma se ci beccano a fare gliimbecilli ai 140 in città allora i poliziotti sono dei bastardi.Io ero uno di quei coglioni da 300 all'ora in autostrada, poi un angioletto ti apre gli occhi ma non sempre va così bene...Bibò
  • Mechano scrive:
    Re: Da motociclista
    - Scritto da: Anonimo
    sinergia che si è creata tra il
    decreto Urbani e Rosso Alice, che perlomeno
    dovrebbe far sospettare. E invece... eTele$om Italia e' invischiata in politica con tentacoli come quelli della piovra di mafiosa memoria.
    invece si lamentano perchè V.Rossi fa
    un'impennatina con quella che se non sbaglio
    era una Honda CBR1000RR Fireblade... con
    quella altro che impennate... ahahha....E' una Yamaha R6 modello 2004. Comunque fa i suoi 104cv alla ruota, 5,5kgm di coppia e piu' di 240km/h, per un 600cc non e' male.--Ciao. Mr. Mechano
  • Anonimo scrive:
    sono anni che siamo diseducati
    sono anni che siamo diseducati, tutto questo serve solo a fare girare soldi...
  • Mechano scrive:
    Re: Ok... leviamo di mezzo il Rossi!
    - Scritto da: Anonimo
    ...
    Avede dei figli che pensate indosseranno
    sempre il casco e andranno sempre piano?
    Non credo. Allora se vogliamo chiudere gli
    occhi fatelo pure.
    Se volete aprirli venite a fare un giro su
    www.motociclisti-incolumi.com o andate in
    qualsiasi reparto di ortopedia.
    Davide Barin
    Vice Presidente AMI Indipendentemente dal comportamento di tanta gente che, perche' ha una moto si sente Motociclista, e non sa che l'essere "Motociclista" (notare la M maiuscola) e' ben altra cosa. C'e' da dire che la pericolosita' della moto deriva solo da comportamenti incoscienti ma solo in piccola misura di chi guida la moto, nella maggior parte dei casi sono automobilisti ed altre persone dal comportamento poco corretto.Per non parlare dello stato in cui si trovano le nostre strade o dei luoghi comuni creati dai mass-media nei confronti della nostra categoria. Mass-media che comunque si sa sono delle porcherie di per se e indipendentemente dalla pericolosita' della moto. Ipocriti nel pagare soldoni per accaparrarsi la diffusione dei gran premi di motociclismo, salvo poi mostrare il mondo delle 2 ruote solo riferito a comportamenti pericolosi, dove impennate di imbecilli in scooter sono definite acrobazie dei "centauri", e cosi' via.Io sono caduto varie volte con la moto, l'ultima frattura me l'ha procurato un automoblista che e' poi fuggito.La precedente caduta e' stata causata da ghiaia sparsa dietro ad una curva su tutta la carreggiata e assolutamente invisibile e pericolosa. In 4 giorni ci sono caduti 7 motociclisti (molti dei quali mototuristi stranieri), prima che venisse rimossa da chi di competenza.E la volta precedente su una macchia di olio per cucina, gettato deliberatamente da qualcuno in un curvone di una localita' montana frequentata da motociclisti.E nonostante cio' al reparto di ortopedia dell'ospedale dove sono finito a causa della mia ultima caduta (per causa dell'automobilista poi fuggito) ho potuto notare che la maggior parte non erano motociclisti ma persone in condizioni ben piu' gravi a causa di incidenti sul lavoro o per delle semplici faccende domestiche (una donna fratturata al femore per essere scivolata sul detersivo per pavimenti).--Ciao. Mr. Mechano ==================================Modificato dall'autore il 16/03/2004 12.52.16
  • Anonimo scrive:
    Sono due prodotti differenti...
    La pubblicità sotto accusa è quella relativa al ADSL Alice, non al portale RossoAlice.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma per favore...
    - Scritto da: Anonimo
    Da domani andranno tutti in giro a salvare
    modelle 8) e impennare con la moto :)
    1. se hai una moto di quella cilindrata hai
    almeno 20 anni e si spera che non ti lasci
    influenzare dalla pubblicità come un
    bambino...In un mondo ideale i 20enni sarebbero maturi.
    2. se sei un ragazzo hai molto probabilmente
    uno scooter che non fa più dei 45km/h
    :s per legge (ehm) e quindi è molto
    difficile che tu possa fare cose spericolate
    a quella velocità...La maggior parte degli scooter supera i 45 e se ti è mai capitato di girare in città avrai notato come la selva di scooter di cose spericolate ne fa, e se cadi a 45 all'ora di male te ne fai, senza casco o con il jet ancora di +.
  • Anonimo scrive:
    Re: il vostro posto e' in mezzo a una st
    Solo per dire che il casco jet è omolato per ciclomotori e non per moto di grossa cilindrata.
  • Anonimo scrive:
    ma chi sono questi?...
    ma sono gli stessi che negli anni '70 se la prendevano con i cartoni di goldrake, negli anni '80 con ken il guerriero e negli anni '90 con sailormoon?!?...perchè mi pare che qui chiunque si alzi al mattino sia libero di delirare senza controllo... almeno lo faccia nel chiuso di casa sua, che sennò ci fa la solita figuretta rendendo noto a tutti il suo grado di ottusità...
    • Anonimo scrive:
      Re: ma chi sono questi?...
      Anonimo wrote:
      ma sono gli stessi che negli anni '70 se la prendevano [...]Magari il problema fossero solo gli anime...Appena l' ho letto mi sono venute in mente le varie campagne censoree contro gioki di ruolo, rock, film violenti, metal, ...Se c' e' un' educazione adeguata le censure non servono, mentre se non c' e' un' educazione adeguata le censure sono altrettanto inutili.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma chi sono questi?...
        - Scritto da: Anonimo
        Anonimo wrote:

        ma sono gli stessi che negli anni '70
        se la prendevano [...]

        Magari il problema fossero solo gli anime...
        Appena l' ho letto mi sono venute in mente
        le varie campagne censoree contro gioki di
        ruolo, rock, film violenti, metal, ...

        Se c' e' un' educazione adeguata le censure
        non servono, mentre se non c' e' un'
        educazione adeguata le censure sonoVero....mi ricordo tanto siti demenziali come quello del moige, del centro CULturale di san giorgio...ecc.... hi hi hi hi purtroppo di ottusi bigotti sono tanti che fondano associazioni che hanno poi un certo perso come il moige.Videogiochi, amine e manga, fumetti, film e certi generi musicali sono sempre nel mirino di queste associazioni perbeniste!!!Ma che vogliamo fare?!? un pedagogico su ogni cosa?!?!
        altrettanto inutili.
  • Anonimo scrive:
    ironia no eh?
    ma una lettura ironica non ci sta proprio?con lo scimmiottamento degli action film "ammerigani"...?pare assurdo? visto che si tratta di una cosa "per voi giovani"...cose da matti... se tuo figlio è cerebroleso e si impenna perché Valentino fa le acrobazie nello spot, non bisogna eliminare lo spot... bisogna eliminare la moto da sotto il sedere di tuo figlio... finché non ci arriva da solo..
    • Anonimo scrive:
      Re: ironia no eh?
      - Scritto da: Anonimo
      cose da matti... se tuo figlio è
      cerebroleso e si impenna perché
      Valentino fa le acrobazie nello spot, non
      bisogna eliminare lo spot... bisogna
      eliminare la moto da sotto il sedere di tuo
      figlio... finché non ci arriva da
      solo..Oppure eliminare tuo figlio e andarsi a fare uno sparone in tangenziale...
  • DPY scrive:
    Notevolecomportamento della stampa
    Non entro nel merito del comunicato, se non per osservare che a prima vista mi ha dato l'impressione di essere solo un tentativo della sedicente ASAPS di guadagnare visibilità sugli organi di informazione. Con questa idea, sono andato a vedere il loro sito (www.asasp.it): ora, si può essere d'accordo o meno su quello che scrivono, ma è interessante notare che di comunicati stampa ne hanno fatti parecchi, e su argomenti ben più seri. Di questi comunicati... nessuna traccia sulla stampa nazionale, per uno come questo, in paragone frivolo... fiumi di inchiostro.
  • Anonimo scrive:
    A proposito di "coincidenze"...
    http://www.svanityfair.com/modules.php?name=News&file=article&sid=425Per carità, nulla che ci faccia gridare allo scandalo : ormai usare questi sotterfugi e trabocchetti è così "trendy".............peccato solo che mi si sfibrino le gonadi ! :@Facciamo le brave "formichine"...cominciamo a diffondere....Fossimo anche solo in 3 a pensarla allo stesso modo...cominciamo ad informare altri 3..........Cerchiamo di cooperare il MENO possibile con l'ignoranza....In fin dei conti, le valanghe, sono SEMPRE partite da un inutile miroscopica impercettibile ed ipertrascurabile vibrazione............"non lo dico io, lo dice la Storia....."
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma che bello!!!!
    mi ricorda tanto il movimento delle "madri indignate" che nel 1979-80 sbraitavano contro Goldrake perche' istigava i figli alla violenza :D che tristezza
  • Anonimo scrive:
    Semmai l'oscenità..
    Semmai l'oscenità è l'inquientante tempisco con cui Rosso Alice è stata lanciata sul mercato, cioè proprio in concomitanza con il decreto di Urbani. Così ora ci vogliono negare la possibilità di scambiare filmati ed indirizzare verso lo scarno cataloghetto (a pagamento) di Alice.
  • Mechano scrive:
    Da motociclista
    Devo dire che con 18 anni di esprienza sulle 2 ruote, una carriera agonistica nel motocross, nelle gare in salita a cronometro, ed un hobby di elaboratore e collaudatore per campionati minori, quando guardo quella pubblicita' mi vien da ridere. A parte che capisco le necessita' tecniche della pubblicita', il casco jet e' la minore delle cazzate, in moto non si va di certo con giacchino in jeans e minigonna, una caduta puo' essere quanto o piu' rovinosa del non avere il casco... E in 30 secondi di spot e in quella situazione Valentino non aveva certo una tuta completa o almeno jeans pesanti e giacca con protezioni, con se. Oltre al tempo per indossarli... Pero' e' certo che ai motociclisti veri un burn-out ed un'impennata in tv fanno sorridere. Perche' sono cose stupide senza le quali pero' non si puo' vivere, se si e' appassionati, e come appassionati si sa anche quanto possono essere criticate da chi appassionato non e'. Allora per questo motivo critico anche io lo spot, perche' per i burn-out e le impennate ci sono le piste e le comode e disabitate stradine di montagna fuori dai centri abitati oppure gli stradoni chiusi o semi deserti dei quartieri di periferia... Dell'educazione dei ragazzini io non mi preoccuperei per motivi semplicemente tecnici. Un burn-out si puo' fare solo con una moto con oltre 60cv e 6kgm di coppia (ci vogliono piu' di 100cv e 8kgm per farli facilmente) cosi' come impennare di gas, bisogna arrivare a quasi 100cv per una moto che pesa piu' di 160kgm. E questo tipo di mezzi non li ha e non li potrebbe guidare nessun ragazzino sotto i 21 anni di eta'. L'impennata con lo scooter tirandocisi su il manubrio la provi quando hai 14 anni, alla prima caduta da 20km/h e il relativo costo per riparare quei bidet con le ruote, fatti di plastica col telaio a forma di banana, che si chiamano scooter (e che qualcuno impropriamente vorrebbe chiamare moto), e dopo le bastonate di papa', passa la voglia e si aspetta un'eta' e la possibilita' di guidare mezzi piu' potenti, ma raggiunta quell'eta' c'e' anche molta piu' esperienza. Parlando da esperto, burn-out e impennate su strade dritte e aperte, o correre (anche oltre i 220km/h) su autostrade dritte e poco trafficate, sono le cose meno pericolose con la moto. Rarissimi gli incidenti in cui sono state coinvolte moto, in autostrade del nord-Italia anche se nessun motociclista pensa che abbia senso andare in autostrada in moto. Pagare il pedaggio per farcisi rovinare le gomme appiattendole? Sono pericolose la velocita' in strade strette con veicoli o persone che possono muoversi in maniera imprevedibile. Velocita' in strade ricche di curve e carreggiata stretta, e ovviamente le condizioni del mezzo, dell'asfalto (la causa maggiore di incidenti e' la condizione della strada non la velocita') e psico-fisiche del conducente.E mi fanno ridere ancora di piu' i perbenisti del ca%%o che intervengono a parlare di cattiva educazione davanti ad una pubblicita', quando il cinema e la TV sono talmente farcite di comportamenti a rischio non solo al volante. Chi si ricorda le cazzate motociclistiche del film Mission Impossible? Gomme che passano da stradali a tassellate nel cambio di una scena, e acrobazie molte delle quali non sono finte, ma le sanno fare solo stuntman di professione con anni di esperienza e molte ossa rotte e moto distrutte nella loro carriera...--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
    • enzogupi scrive:
      Re: Da motociclista
      - Scritto da: Mechano
      Chi si ricorda le
      cazzate motociclistiche del film Mission
      Impossible? Gomme che passano da stradali a
      tassellate nel cambio di una scena, e
      acrobazie molte delle quali non sono finte,
      ma le sanno fare solo stuntman di
      professione con anni di esperienza e molte
      ossa rotte e moto distrutte nella loro
      carriera...Mamma mia, quando ho visto quelle scene horiso per due giorni.... :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Da motociclista
      - Scritto da: Mechano
      Devo dire che con 18 anni di esprienza sulle
      2 ruote, una carriera agonistica nel
      motocross, nelle gare in salita a
      cronometro, ed un hobby di elaboratore e
      collaudatore per campionati minori, quando
      guardo quella pubblicita' mi vien da ridere.Grazie per le delucidazioni, ma sinceramente quando ho sentito di "proteste" per lo spot a tutto pensavo fuorchè al modo in cui veniva portata quella moto. Queste associazioni non capiscono un'emerita fava e sono prese a tal punto dalle loro pruderie che dimenticano questioni di gran lunga piu' importanti, come ad esempio la strana sinergia che si è creata tra il decreto Urbani e Rosso Alice, che perlomeno dovrebbe far sospettare. E invece... e invece si lamentano perchè V.Rossi fa un'impennatina con quella che se non sbaglio era una Honda CBR1000RR Fireblade... con quella altro che impennate... ahahha....Alberto Scala
    • Anonimo scrive:
      Re: Da motociclista
      carissimo qui l'hai sparata grossa:"Dell'educazione dei ragazzini io non mi preoccuperei per motivi semplicemente tecnici. Un burn-out si puo' fare solo con una moto con oltre 60cv e 6kgm di coppia (ci vogliono piu' di 100cv e 8kgm per farli facilmente) cosi' come impennare di gas, bisogna arrivare a quasi 100cv per una moto che pesa piu' di 160kgm.E questo tipo di mezzi non li ha e non li potrebbe guidare nessun ragazzino sotto i 21 anni di eta'."il burn-out lo fai anche con lo scooter e per farsi le mono non servono 100 cv.Gli incidenti non sono causati per la maggior parte dei casi dalle condizioni delle strade ma dalla velocità con cui vengono percorse che non è commisurata alle setsse condizioni.Scrivo da motociclista di 30 anni che va in moto da quando ne aveva 5, che sotto il culo aveva l'aspes di suo padre e che in officina ha passato un pò di tempo. Sono un cancello anche in pista (basta guardare i miei video su www.scapollo.com) e su strada ero il numero uno dei cogli%%ni vantandosi con i video girati su strada ai 299.Nessuno si metterà mai contro i numeri fatti nei film, evidentemente non è chiaro quanto differente sia il paragone con rossi.Noi come associazione non ci siamo schierati con chi si battea per la pubblicità della birra fatta da Rossi ma contro questa pubblicità si.Poi ripeto, io l'ho capita, tardi ma ci sono arrivato, quindi nella mia vita non cambia nulla.Ma non venitemi a dire che questo tipo di pubblicità non è diseducativa.Nessuno parla di abbigliare la Lessa con tuta in pelle, se le facevano mettere un integrale con i tempi televisivi ce la faceva lo stesso, evidentemente dovevano mostrare i due tipi di caschi prodotti da quell'azienda.E' il comportamento. e basta.Poi ogni asino continui a ruminare la sua biada.Davide Barin Vice presidente AMI per chi volesse 3482260022
  • lborselli scrive:
    Una riflessione
    Allora: io mi firmo. Mi chiamo Lorenzo Borselli: una riflessione: ma avete visto che di questa cosa non gliene frega niente a nessuno? Eppure, se vogliamo essere sinceri, quelle cose per strada non si devono fare! Perché se le fai violi la legge. Io, per inciso, moto mille sotto il culo e saponette parecchio consumate, e tuta spidi slabbrata su fianco destro per scivolatona all'Arrabbiata! E' inutile prendersela sempre a priori. Stavolta la Telecom ha toppato e il dottore ci piacerebbe parlasse un pochino della sicurezza, come fanno alcuni suoi colleghi. Perché andare a spasso in pista costa davvero troppo. La mia vita non ha prezzo, quindi: sulla strada andateci voi a tutta birra (magari nastro azzurro dentro il casco). Vale, ripigliati!
  • Anonimo scrive:
    Trovo invece diseducativo per i giovani.
    ...il messaggio "velato" secondo cui una figona del genere monta sulla moto del primo arrivato, senza guardalo in faccia o nel portafogli: magari!!
  • Akiro scrive:
    ahiahi, quante proteste
    ma si sa che in italia non si può toccare Valentino, Vieri le veline ed il Grande Fratello (quello finto), sono cose molto care al popolo italiano...secondo me la telivisione fa cagare al 99.99%, è fine a se stessa ed è tutto finto.
    • sh4d scrive:
      Re: ahiahi, quante proteste
      - Scritto da: Akiro
      ma si sa che in italia non si può
      toccare Valentino, Vieri le veline ed il
      Grande Fratello (quello finto), sono cose
      molto care al popolo italiano...

      secondo me la telivisione fa cagare al
      99.99%, è fine a se stessa ed
      è tutto finto.In compenso quando si tratta di toccare un anonimo cittadino incensurato non glie ne fotte niente a nessuno.
  • sh4d scrive:
    Pippe mentali
    Nient'altro che pippe mentali.Si pensa a quanto fuorviante possa essere lo spot di Alice magari mentre si guarda un film come The Rock, che vanta un sontuoso inseguimento auto/moto.Pippe mentali. La gente ha tempo da perdere alla ricerca della cazzata nascosta; fa passare il decreto urbani e poi va a cercare il cavillo nello spot. Come se l'educazione fosse dettata dalla pubblicità. Ma che razza di educazione date ai vostri figli se essi prendono esempio dalla pubblicità?Chi si lamenta del mancato potere educativo della televisione è perchè non è capace a fare il genitore, dovendo demandare il televisore a questo gravoso compito.Peccato anzi che la Lessa non si spogli durante lo spot, quello sì che sarebbe educativo :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Pippe mentali
      - Scritto da: sh4d
      Nient'altro che pippe mentali.
      Si pensa a quanto fuorviante possa essere lo
      spot di Alice magari mentre si guarda un
      film come The Rock, che vanta un sontuoso
      inseguimento auto/moto.
      Pippe mentali. La gente ha tempo da perdere
      alla ricerca della cazzata nascosta; fa
      passare il decreto urbani e poi va a cercare
      il cavillo nello spot. Come se l'educazione
      fosse dettata dalla pubblicità. Ma
      che razza di educazione date ai vostri figli
      se essi prendono esempio dalla
      pubblicità?
      Chi si lamenta del mancato potere educativo
      della televisione è perchè non
      è capace a fare il genitore, dovendo
      demandare il televisore a questo gravoso
      compito.
      Peccato anzi che la Lessa non si spogli
      durante lo spot, quello sì che
      sarebbe educativo :)

      quoto in tutto:D
  • Anonimo scrive:
    Re: il vostro posto e' in mezzo a una strada
    - Scritto da: Anonimo
    che il casco aperto non vi convinca non ce
    importa una bel niente, dal momento che il
    jet e' omologato,

    il vostro ridicolo appellarsi allo
    strapotere dell'economia a discapito della
    qualita' della vita e' patetico, infatti
    anche il casco obbligatorio e' stato chiesto
    a gran voce dalle compagnie assicuratrici,
    avevano addirittura minacciato di non
    liquidare piu' le cause

    ma la cosa piu' inquietante e' il tono
    bonario da prete di paese, voi esistete per
    usare il bastone lasciate stare la penna
    ingenuottiA parte il tono del messaggio che ti può piacere o meno (non piace nemmeno a me, ma...).Il casco obbligatorio esiste (come le cinture di sicurezza del resto) SOPRATTUTTO perchè le ferite invalidanti riportate in caso di incidenti sarebbero un costo sociale altissimo da pagare e questo si rifletterebbe sulle nostre tasche di cittadini che saremmo costretti a finanziare (con le tasse) le cure e l'assistenza a tanti coglioncelli che si ritroverebbero, per esempio, paralizzati dopo avere giocato al "pilota da corsa" dopo avre bevuto una vodka di troppo, etc. etc.Ovvio che il casco e le cinture non risolvono i problemi (e che non esiste una ricetta per eliminare del tutto il tipo di lesioni invalidanti causate dagli incidenti stradali) ma li riducono sensibilmente.Riflettici, prima di scrivere la prossima volta.......
  • Terra2 scrive:
    Ok... leviamo di mezzo il Rossi!
    Premettendo che la pubblicità Alice ADSL con Valentino a me fa terribilmente cacare... ed andrebbe eliminata non per il "cattivo esempio" che da, ma più semplicemente perchè è stata creata inequivocabilmente da un qualcuno con la stessa creatività di un cetriolo.Detto questo, immagino che sarebbe opportuno eliminare anche:- le pubblicità delle merendine... non sono sane e nutrienti. Fanno ingrassare i bambini di 12 anni è li trasformano in bidoncini di grasso. E comunque Spirit non verrà mai a giocare con te.- le pubblicità dei profumi da uomo! Ti puoi mettere quintali di Axe, ma se sei un "povero cesso" le ragazze non ti cagheranno mai e poi mai, fattene una ragione.- le pubblicità di Auto: non te le recapitano su un'isola deserta, nessuna Orca ammaestrata ti aiuterà mai a sciacquarla, non ci puoi fare evoluzioni sulla luna e soprattutto, specie se sei donna, non ti fanno vincere una gara a braccio di ferro con un idraulico.- Le pubblicità di quegli operatori telefonici che promettono videocomunicazione e servizi video in tempo reale. Ciccio! Te la sogni quella fluidità!- Le pubblicità dei liquori. Se li bevi diventi un rincoglionito, non un figo. Inoltre non passano via Fax.- Le pubblicità di scope e detersivi. Per pulire una casa dovrai sempre e comunque farti un cu%o tanto. L'unico sistema per pulire la casa senza fatica è avere una colf o non avere una casa.- Le pubblicità delle cremine che distendono le rughe. Se fossero veritiere, ho almeno un paio di zie sessantenni che a quest'ora dovrebbero essere diventate delle strafighe.- Le pubblicità sull'efficenza delle ferrovie e delle poste italiane! (come dice Luttazzi in questi casi: "la battuta fatevela da soli")==================================Modificato dall'autore il 15/03/2004 15.09.01==================================Modificato dall'autore il 15/03/2004 15.09.58
    • Anonimo scrive:
      Re: Ok... leviamo di mezzo il Rossi!
      Ma non stiamo parlando di pubblicità ingannevole, ma di pubblicita' diseducativa.Se permetti c'è un bel pò di differenza tra mettersi troppo profumo e rischiare di investire qualcuno derapando...
      • Terra2 scrive:
        Re: Ok... leviamo di mezzo il Rossi!

        Se permetti c'è un bel pò di
        differenza tra mettersi troppo profumo e
        rischiare di investire qualcuno derapando...E si che c'è differenza quando li incontri in ascensore sono più simpatici quelli che derapano :)A questo punto eliminiamo dalla circolazione anche i film d'azione (sai passano anche quelli in TV), da quelli di John Woo alle fiction tipo "carabinieri" (sono mer%ate, ma anche li ogni tanto c'è qualche birichino che sgomma!).
        • Anonimo scrive:
          Re: Ok... leviamo di mezzo il Rossi!
          ma si certo censuriamo tutto per proteggere2 o 3 coglioni che siccome hanno il cervellovuoto ci downloadano qualsiasi cagatavista alla televisione....ahahahah ma ti rendi conto quanto siamocircondati da eserciti di perbenisti terrorizzatiche quando escono la sera in auto coi figligli urlano di chiudere gli occhi quando vedono una battona al distributore e poi di nascosto vanno a trans ???che mondo di merda :)F.- Scritto da: Terra2


          Se permetti c'è un bel pò
          di

          differenza tra mettersi troppo profumo e

          rischiare di investire qualcuno
          derapando...

          E si che c'è differenza quando li
          incontri in ascensore sono più
          simpatici quelli che derapano :)

          A questo punto eliminiamo dalla circolazione
          anche i film d'azione (sai passano anche
          quelli in TV), da quelli di John Woo alle
          fiction tipo "carabinieri" (sono mer%ate, ma
          anche li ogni tanto c'è qualche
          birichino che sgomma!).
          • Anonimo scrive:
            Re: Ok... leviamo di mezzo il Rossi!
            Se permette forse qualcuno non ha ben chiaro come funzionino queste cose.Quanti ragazzini hanno appiccicato sul casco o sullo scooter l'adesivo di Vale? quanti di noi mentre giravano in moto o in scooter si sentivano di viaggiare come Kevin Swanz? Molti, troppi. A me è andata sempre bene , anche quando non indossavo il casco nonostante mio padre mi controllasse ogni volta che uscivo, fatti 500 metri lo toglievo. E poi i rossi, le mono in due con il si per far vedere agli amici che eri bravo, si un bravo coglione.Il brutto è che con la matura età, che di maturo ha avuto gran poco, le sfide ai 299 in autostrada e non solo e me ne vantavo... come diceva il nonno di pierino "di coglioni ce ne sono tanti milioni di milioni". Ma a volte è troppo tardi. Ora quando vedo ceh un ragazzino di 17 anni che ha sempre portato il casco integrale ben allacciato, il paraschiena, al tuta ecc anche con la sua 125 e ci lascia le penne per un paletto di m... la cosa mi fa incazzare terribilmente perchè ad altri mille che se ne sono sempre sbattuti non accadrà mai nulla (meglio così).Io in questa battaglia ci sono coinvolto da un anno e ringrazio Dio che mi ha aperto gli occhi e dato la possibilità di non parlare per nulla ma di fare qualcosa di buono.Non esistono quindi solo gli eserciti dei benpensanti, che non hanno il coraggio di ammettere i propri sbagli e non sempre le polemiche partono per divertimento me per il rispetto della vita altrui.Noi siamo solo un fine, il termine l'obiettivo della catena consumistica, allora con uno spot ne fai quattro: uno ad Alice (andasse bene a me non funziona mai), uno alla Yamaha, un'altro alla Dainese ed infine a quanto sono bravo ad andare via in moto solo perchè so sgommare od impennare.Come quei "fighi" che trovi nei passi montani che strusciano anche le mutande sull'asfalto e poi li trovi in pista e sono più fermi degli stessi guard rail piantati a bordo pista.Siete per caso dei motociclisti? Avete mai perso un amico, un fratello a causa di uno schifoso paletto o per un tombino? Rischiate la vita tutti i giorni anche andando con criterio?Avede dei figli che pensate indosseranno sempre il casco e andranno sempre piano?Non credo. Allora se vogliamo chiudere gli occhi fatelo pure.Se volete aprirli venite a fare un giro su www.motociclisti-incolumi.com o andate in qualsiasi reparto di ortopedia.Davide BarinVice Presidente AMI
    • Anonimo scrive:
      Re: Ok... leviamo di mezzo il Rossi!
      Terra wrote:
      Detto questo, immagino che sarebbe opportuno eliminare
      anche:
      [...]Aggiungerei ke l' acqua non contiene calorie, non fa centrare un rigore a porta vuota (specialmente ai fringuelli brocchi), le particelle di sodio nell' acqua reagiscono causando esplosioni e l' assenza sempre del sodio non ti cambia un ca**o se non hai specifici problemi di salute (specialmente se poi metti 3 etti di sale sulla lattuga).E per fare "psss" va altrettanto bene pure l' acqua del rubinetto.
  • Anonimo scrive:
    Hanno ragione
    E dai, non si fa altro che cercare di educare le persone alla correttezza in strada e di fargli capire la reale pericolosita' di un incidente che questi fanno vedere sgommate a destra e sinistra.Il problema e' che questi messaggi possono essere recepiti e "presi ad esempio" da persone facilmente influenzabili.Un ragazzino potrebbe pensare "se sgommo come Valentino acchiappo anche io".Ed e' qui la magagna.Almeno durante le scene di sgommate e slalom in mezzo alla folla avessero scritto "Pilota professionista - non imitatelo grazie" ... niente, nemmeno quello !
    • sh4d scrive:
      Re: Hanno ragione (ma dove? ma quando!)
      - Scritto da: Anonimo
      E dai, non si fa altro che cercare di
      educare le persone alla correttezza in
      strada e di fargli capire la reale
      pericolosita' di un incidente che questi
      fanno vedere sgommate a destra e sinistra.
      Il problema e' che questi messaggi possono
      essere recepiti e "presi ad esempio" da
      persone facilmente influenzabili.
      Un ragazzino potrebbe pensare "se sgommo
      come Valentino acchiappo anche io".
      Ed e' qui la magagna.
      Almeno durante le scene di sgommate e slalom
      in mezzo alla folla avessero scritto "Pilota
      professionista - non imitatelo grazie" ...
      niente, nemmeno quello !Io ho ancora un vecchio Aprilia Scarabeo (oh mio dio ho nominato un brand registrato), e se vai ad alzare il sedile trovi un'etichetta con su scritte diverse indicazioni.L'olio va sostituito ogni 10mila km, non andare oltre la velocità specificata ecc..ecc.. e per ultimo, e giuro che non scherzo, c'è scritto "non masticare ne succhiare alcuna parte del veicolo" .Come se la mattina al semaforo mi mettessi a ciucciare un parafango. c'è una cosa che si chiama Buon Senso, che oramai è finito sotto le scarpe di tutti. Se il ragazzino ciccione guarda valentino rossi che sgomma e pensa "se lo fa lui in tv è giusto, e lo faccio anch'io" non è colpa della televisione che diseduca. E' il ragazzino che è un cogli0ne. E ancora più coglione è il/la padre/madre che glielo permette.
      • Anonimo scrive:
        Re: Hanno ragione (ma dove? ma quando!)

        L'olio va sostituito ogni 10mila km, non
        andare oltre la velocità specificata
        ecc..ecc.. e per ultimo, e giuro che non
        scherzo, c'è scritto "non
        masticare ne succhiare alcuna parte del
        veicolo".
        Come se la mattina al semaforo mi mettessi a
        ciucciare un parafango.LoL.Ti prego!!! Fagli una foto e mettila online da qualche parte!!Fammi rotflare susu!!Basta anche un cellulare a fare una foto ormai...Ciao.
    • Anonimo scrive:
      Re: Hanno ragione
      Verissimo ! Però togliamo di mezzo anche le pubblicità sugli alcolici .... quelle che fanno intendere quanto è figo , quanto è bello bere !!!!
  • Anonimo scrive:
    Ma per favore...
    Da domani andranno tutti in giro a salvare modelle 8) e impennare con la moto :)1. se hai una moto di quella cilindrata hai almeno 20 anni e si spera che non ti lasci influenzare dalla pubblicità come un bambino...2. se sei un ragazzo hai molto probabilmente uno scooter che non fa più dei 45km/h :s per legge (ehm) e quindi è molto difficile che tu possa fare cose spericolate a quella velocità...
  • Anonimo scrive:
    Ma che bello!!!!
    Che bella moralina educativa ed edificante, molto politically correct.MI VIENE IL VOMITO!!! SEMPRE DI PIU'
  • Anonimo scrive:
    il vostro posto e' in mezzo a una strada
    che il casco aperto non vi convinca non ce importa una bel niente, dal momento che il jet e' omologato,il vostro ridicolo appellarsi allo strapotere dell'economia a discapito della qualita' della vita e' patetico, infatti anche il casco obbligatorio e' stato chiesto a gran voce dalle compagnie assicuratrici, avevano addirittura minacciato di non liquidare piu' le causema la cosa piu' inquietante e' il tono bonario da prete di paese, voi esistete per usare il bastone lasciate stare la penna ingenuotti
  • Anonimo scrive:
    Re: Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    No dai, effettivamente hanno ragione.Adesso ho visto anche la publicità della candeggina in cui la sfigata di turno dice che è letteralmente una "figata"! La televisione è ormai una cloaca a cielo aperto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
      figata e' sul vocabolario, la maggior parte degli italiani usa questo vocabolo almeno una volta alla settimana, e' mostruosamente ipocrita additare le "parolacce" in televisione, la cloaca a cielo aperto e' il nostro paese, la televisione ne e' soltanto la proiezione.inoltre le espressioni giovanili sono sempre e comunque usate a sproposito, con un accento ridicolo, o fuori contesto.il tutto scandalizza i soliti beghini ma ha un'effetto esilarante su chi conosce l'espressione e il suo uso corrente, in sostanza l'uso televisivo saltuario di termini quotidiani e' assolutamente innocuo.ma questi qui escono dal libro cuore?
      • Anonimo scrive:
        Re: Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
        "figata" e "cazzata" fanno parte del nostro vocabolario quotidiano. Curioso notare come il primo termine, derivato dall'organo genitale femminile, indichi una cosa bella e positiva, mentre il scondo, derivato dall'organo genitale maschile, indichi una cosa brutta e stupida. E poi parlano di maschilismo della lingua italiana :D
  • Anonimo scrive:
    Miiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
    non ci possso credeeeeereeeecosa mi tocca leggere mamma mia
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