Stadia: le esclusive nel nome di Jade Raymond

Stadia Game and Entertainment è la software house di Google che svilupperà giochi per il cloud gaming: a guidarla Jade Raymond, ex EA e Ubisoft.

Per comprendere la portata delle ambizioni di Google legate a Stadia è sufficiente citare che nel corso dell’evento di presentazione andato in scena ieri alla GDC19 sono saliti sul palco due pezzi da novanta del mondo videoludico come Phil Harrison (ex PlayStation, Xbox, Atari, Gaikai) e Jade Raymond (ex Ubisoft ed Electronic Arts). A quest’ultima è affidata la guida del team che svilupperà le esclusive destinate alla piattaforma di cloud gaming.

Stadia Game and Entertainment

È questo il nome della squadra: Stadia Game and Entertainment. Una vera e propria software house interna al gruppo di Mountain View, già impegnata nella realizzazione dei giochi che saranno offerti in streaming agli utenti di Stadia. Raymond ha lasciato EA nel novembre scorso, passando a gennaio in bigG. Il suo nuovo incarico è rimasto però avvolto dal mistero fino alla scorsa settimana, quando lei stessa è intervenuta sui social per rendere nota la sua nuova avventura professionale.

Guiderà la software house, forte dell’esperienza acquisita con team al lavoro su titoli AAA capaci di affermarsi sul mercato: tra i molti citiamo i primi capitoli della serie Assassin’s Creed e Watch Dogs. Su LinkedIn, Jade si qualifica con la carica “VP and Head of Stadia Games and Entertainment”.

Il profilo di Jade Raymond su LinkedIn

Sono diversi al momento i punti da chiarire su Stadia Game and Entertainment. Quanti membri compongono la squadra? Dov’è localizzata la sede? Quali i giochi messi in cantiere? Nodi che verranno di certo sciolti prima del lancio del servizio, previsto entro l’anno negli Stati Uniti, in Canada, nel Regno Unito e in Europa (speriamo anche in Italia).

Jade Raymond, numero uno di Stadia Games and Entertainment

Giochi e sviluppatori third party

Google sa bene che per il successo dell’iniziativa i titoli first party e le esclusive non basteranno. Per questo motivo ha già siglato partnership con sviluppatori del calibro di Ubisoft (Assassin’s Creed Odyssey), id Software (DOOM Eternal), Tequila Softworks (RIME) e Q-Games (PixelJunk) in modo da offrire fin dall’esordio un buon catalogo di giochi. Se ne aggiungeranno con tutta probabilità altri in futuro. È online anche un portale dedicato a chi sviluppa, contenente tutte le informazioni necessarie per cimentarsi nella realizzazione di titoli da destinare alla piattaforma di cloud gaming che promette di mandare in pensione le console tradizionali.

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  • Eric Cartman scrive:
    Ah a proposito... e i giochi "controversi"? Un clic e via dal catalogo, senza possibilità di essere ripubblicati in proprio (eggià, se non ci sono più le console o i pc da gaming ma solo TV, tablet e scadentissime GPU integrate, a chi lo vendi un gioco rifiutato dai distributori?). Così se qualche associazione di SJW della malora si mette a rompere i cosiddetti perché nel tal gioco c'è un contenuto di qualche tipo tacciabile di razzismo, sessismo, fascismo, omofobia (e basta molto poco...), addio gioco.
  • Eric Cartman scrive:
    Fantastico! Mai più console wars! Un po' come dire che una pioggia di testate nucleari ha posto fine a tutte le guerre convenzionali... o no? Al cloud gaming di google risponderanno quelli di Sony, Microsoft, Nintendo e Steam, ciascuna col proprio catalogo, le proprie esclusive, i propri prezzi e abbonamenti. Quindi, se prima io potevo comprarmi il gioco di mia preferenza, scaricarlo, installarlo, giocarci quanto volevo, abbandonarlo una volta che mi fosse venuto a noia e riprenderlo in mano tempo dopo, ora dovrò sottoscrivere un abbonamento e continuare a pagare. E se lo sviluppatore rescinde il contratto col publisher? Bye bye! Se lo vuoi giocare ancora, abbonati (anche) all'altro distributore. E se non lo vuole mettere online più nessuno? Perso per sempre. Se poi fa parte di una serie... auguri! Un episodio con sony, due con microsoft, un altro con google....va a finire che ti abboni a tutti. O a nessuno. I giochi indie? puff! è stato bello finché è durato. Lascia fare ai big, piccoletto! E se proprio ci tieni tanto, qui c'è il portale del piccolo programmatore di google divertiti a fare il giochino che i soldini li facciamo noi! Datemi pure del matusa se volete, ma io mi compro ancora i libri di carta e i film in DVD. Lo stesso farò coi giochi, finché sarà possibile. Poi... mi iscriverò alla bocciofila.
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