Google Stadia, oltre le console

Stadia è la piattaforma di cloud gaming voluta da Google per rivoluzionare il mondo dei videogiochi online: funziona senza usare le tradizionali console, per giocare in streaming dove vuoi, quando vuoi e come vuoi.

Google Stadia, oltre le console

Secondo Google, la console per i videogiochi non serve più: Stadia, la nuova piattaforma di cloud gaming, intende infatti mettere in fuorigioco Xbox e PlayStation per dar vita a qualcosa di nuovo e differente, basato sul cloud ed accessibile ovunque. Non che l’idea sia una novità assoluta, sia chiaro, ma fino ad oggi nessuno ha avuto la forza di portare alle estreme conseguenze un annuncio di questo tipo: ora che in campo c’è Google le cose potrebbero invece cambiare.

Il progetto è stato lanciato da Google con il supporto di nomi quali AMD, Unreal Engine, Unity e Havok. Ubisoft risulta essere tra i primissimi partner, quindi subito in pista di lancio per le prime anteprime che con ogni probabilità animeranno tutta la seconda metà dell’anno.

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Cos'è Stadia

Stadia è la piattaforma di gioco sviluppata da Google che consente di accedere ai videogiochi in streaming e senza l’utilizzo di alcuna console. Il principio è quello del “cloud gaming“, ossia una piattaforma di gioco basata su risorse cloud invece che risorse locali. Questo significa che i dati non vengono elaborati dalla potenza di calcolo di una console situata vicino al giocatore (come nel caso dei giochi al pc o delle tradizionali Xbox/PlayStation), ma da server remoti dedicati. Più semplicemente, Stadia sta ai videogiochi come Netflix ai film o Spotify alla musica: l’accesso è remoto, il modello è innovativo.

In una infrastruttura come quella di Stadia la gestione dell’intera esperienza di intrattenimento è affidata alle server farm, dunque, ed all’efficienza dei canali di comunicazione tra il server ed il client utilizzato dall’utente. Sebbene al momento i dettagli non siano ancora stati comunicati, è chiaro come Google debba poter offrire server di massima efficienza e l’utente debba poter godere di una connessione valida. L’esperienza di gioco è di qualità quando non ci sono lag, lo scorrere del gioco è fluido e l’utente può godersi la propria esperienza senza dover mai pensare al fatto che sta dialogando in presa diretta con un server remoto.

In tutto e per tutto si tratta di una forma di gaming basata sullo streaming: le informazioni di gioco vengono ricevute dall’utente all’interno di un flusso continuo di immagini, mentre l’utente a sua volta interagisce inviando al server le proprie decisioni di gioco. Nelle promesse di Google l’utente della piattaforma Stadia non si accorgerà in alcun modo di essere all’opera su una piattaforma cloud e questa efficienza porterà l’esperienza di gioco ad una nuova dimensione: più trasversale, meno onerosa e basata su una logica di “gaming as a service“.

Logo Google Stadia

Ce la farà Google laddove altri hanno falliti e molti non si sono ancora avventurati? Le console di gioco sono già il passato? Google ritiene sia il momento giusto per Stadia e per il cloud gaming: l’investimento è importante, la scommessa è altisonante e le opportunità sono abnormi.

L’infrastruttura basata sulla cloud di Stadia si evolve per rispondere alle esigenze di giocatori, sviluppatori e creator di YouTube.

Giochi dove vuoi, quando vuoi

Dall’always-on all’always on-game il passo è breve. Il cloud gaming, infatti, consente di accedere ai propri giochi pressoché ovunque poiché è sufficiente avere uno smartphone in tasca, una sufficiente velocità di connessione ed un numero di GB sufficienti per poter giocare in qualsiasi momento.

La piattaforma cloud stacca pertanto gli utenti dalla postazione fissa, ma al tempo stesso eleva non di poco le promesse fin qui portate avanti dagli altri attori già attivi da tempo nel cloud gaming. Nessun download richiesto, nessuna installazione, nessuna patch: con un click si è dentro il gioco, con un click se ne è fuori, e non occorre pensare ad altro.

Non solo: grazie alla funzione Crowd Play, con un semplice click si può accedere ad una partita in multiplayer, potendo così avere una room sempre ricca di opportunità tra le quali scegliere il proprio match play preferito.

Definizione 4K, 60fps

La promessa di Google è quella di una esperienza di gioco fluida e piacevole, offrendo all’utente immagini con definizione fino a 4K e con frequenza pari a 60fps. Su smartphone come in tv, insomma, non si dovranno sperimentare rallentamenti e, anzi, l’utente dovrà potersi godere le immagini di qualità HDR e l’audio surround previsto.

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Quanto costa

Il prezzo di accesso a Stadia non è ancora stato annunciato. Occorre però fin da subito metabolizzare l’idea di quello che è un sistema differente di gaming, cosa che determina anche un nuovo modello di business. In questo caso sia la console che i videogiochi, ad esempio, non sono in vendita: non vi sono dunque alti costi iniziali per l’accesso alla piattaforma, ma vi può anzi accedere chiunque a titolo gratuito o quasi.

I giochi inoltre non saranno acquistati poiché non ne è richiesta alcuna disponibilità fisica (su DVD) né immateriale (allocata su un disco locale): il cloud gaming suggerisce piuttosto una modalità di “gaming as a service” nel quale varie forme di abbonamento (alla piattaforma o a giochi premium) sostituiscono quello che è il tradizionale acquisto.

Così come lo streaming ha cambiato il modo di pagare l’accesso a film e musica, così avverrà anche i videogiochi. Il costo e le modalità di accesso non sono al momento ancora stati illustrati e se ne saprà di più soltanto dopo l’estate 2019.

Un’ipotesi di costo

Sebbene non si abbia alcuna indicazione, sulla base di altre esperienze in ambito streaming possiamo ipotizzare un livello di costo tra 10 e 20 euro mensili, con alcuni titoli gratuiti a fare da richiamo per un primo assaggio ed alcune esperienze “premium” a richiedere integrazioni ulteriori.

Da non escludersi è la possibilità di esperienze freemium che, grazie alle inserzioni pubblicitarie, possono abbassare – o annullare – il costo mensile di accesso, oppure sbloccare funzionalità aggiuntive, oppure offrire esperienze di intrattenimento ancor più ricche. Le possibilità sono molte, insomma, e con ogni probabilità nella fase iniziale si potrà assistere a svariate sperimentazioni alla ricerca del miglior modello di business.

Stadia: Il futuro dei videogiochi non è una console.

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Stadia in Italia

L’esordio di Stadia è previsto entro la seconda metà del 2019. Google ha spiegato come i paesi sicuri di aver immediatamente accesso alla piattaforma siano Stati Uniti, Canada e Regno Unito, ma ha compreso in questo gruppo anche “buona parte dell’Europa”. L’Italia, con ogni probabilità, è compresa in questo primo gruppo di Stati abilitati.

La conferma si ha in modo indiretto dal fatto che fin da subito sia disponibile la versione italiana del sito ufficiale di Stadia. Al momento non è possibile accedere ad alcuna demo, ma è possibile fin da oggi lasciare il proprio indirizzo di posta elettronica per poter ricevere in futuro ogni indicazione relative alle modalità di accesso al cloud gaming di Google.

Approfondimenti

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I giochi

Due i titoli che animeranno fin da subito l’esperienza su Google Stadia: Ubisoft ha annunciato Assassin’s Creed Odissey, mentre id Software ha tolto i veli su DOOM Eternal. L’intero catalogo Ubisoft è destinato al porting su Stadia, mentre in generale la logica cloud dovrebbe incoraggiare i grandi produttori di videogiochi a produrre titoli che, una volta affidati ai server Google, saranno a loro volta declinati volta per volta ai differenti device con cui si avrà accesso al gioco.

DOOM Eternal su Stadia

Nessuno dovrà più preoccuparsi di sviluppare una versione desktop, una per console e una per mobile: Stadia nasce per questo e chiede ai grandi gruppi di sviluppare semplicemente per il cloud.

Ti presentiamo Stadia, la nuova piattaforma di g​aming​ di Google per divertir​ti​ con i giochi tripla A ​dove vuoi, su qualsiasi ​dispositivo​.

Una conferma che giunge immediata è quella relativa alle esclusive. I giochi che Stadia riuscirà ad avere per sé (senza escludere la possibilità dell’autoproduzione) costituiranno un valore competitivo altissimo, al pari di quanto fatto Netflix per imporsi nel mondo del video in streaming. Così sarà anche per Stadia: videogiochi in esclusiva che caratterizzino l’esperienza sulla piattaforma rispetto ai competitor, alzando il livello complessivo e tentando di scavare un solco tra Mountain View e la concorrenza.

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Hardware

La piattaforma Google Stadia consente di giocare ovunque e con pressoché qualsiasi device. Le specifiche tecniche richieste non sono al momento note, ma di fatto per poter iniziare la propria esperienza l’utente deve assicurarsi di avere soltanto:

  • un display (smartphone, monitor, tv);
  • una connessione;
  • un dispositivo per l’avvio del gioco (un browser come Chrome, Chromecast o l’app su smartphone).

Non serve altro perché GPU, CPU e memoria sono a tutti gli effetti elementi delegati a Google: le informazioni non sono elaborate in locale, ma gestite dal server remoto che invia al client soltanto la risultanza finale necessaria per il gioco.

L’assenza di requisiti restrittivi indica pertanto la possibilità di accedere a Google Stadia sia da smartphone che da PC, nonché da tablet o da Chromecast, il tutto con un rapporto privilegiato tra la piattaforma di gaming e quella video di YouTube.

Il controller

Per rendere quanto migliore l’esperienza su Stadia, tuttavia, Google ha sviluppato anche un apposito controller pensato per offrire ai gamer una gestione più rapida ed emozionante dei propri videogiochi. Tramite la rete Wifi, il controller Stadia genera una connessione diretta con i server Google, permettendo così un dialogo diretto, rapido e senza mediazioni che in qualche modo è come quello tradizionale tra controller e console. La differenza è che in questo caso la distanza non è di pochi metri, ma di svariate centinaia di km.

Il controller di Stadia in tre diverse colorazioni: bianco, nero e azzurro

Il controller – disponibile nelle colorazioni bianca, nera e azzurra – consente di avere tutte le funzioni tradizionali dei videogiochi, ma al tempo stesso permette di effettuare catture istantanee delle immagini per una successiva condivisione, oppure per accedere all’Assistente Google tramite apposito microfono incorporato (funzione che, con ogni probabilità, trasformerà altresì il controller in una sorta di dispositivo di input in salsa Google Home).

Il datacenter Stadia

La potenza di calcolo e la memoria che dovranno supportare Stadia sono tutti concentrati nei data center che Google sta sviluppando. Siccome il client viene eliminato, limitando ogni funzionalità ad un monitor ed un sensore di input, tutto il peso grava sull’infrastruttura.

A tal fine Google ha predisposto una dotazione di altissimo spessore, con specifiche destinate a crescere ulteriormente con l’aumentare dell’utenza:

  • CPU x86 custom da 2,70 GHz hyper-threaded con AVX2 SIMD e 9,5 MB di cache L2+L3;
  • GPU AMD custom con memoria HBM2 e 56 compute unit;
  • 16 GB di RAM con performance fino a 484 GB/s;
  • cloud storage SSD.

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Banda e connessione

Quanta banda serve per poter accedere all’intrattenimento con Google Stadia? Anche in questo caso non sono giunte indicazioni specifiche da Google, poiché al momento ci si è limitati a presentare la piattaforma e le sue promesse di qualità.

Queste le uniche indicazioni fornite al momento da Google:

È richiesta una connessione a Internet ad alta velocità. La visione in 4K HDR a 60 f/s dipende dalla larghezza di banda. L’esperienza di gioco può variare a seconda della qualità della connessione a Internet.

Sebbene non sia ancora il momento di entrare nei dettagli, la quantità di banda necessaria per lo streaming dei giochi su Stadia dovrà pertanto essere di un certo livello, poiché le immagini promesse sono in grado di arrivare a 4K con framerate da 60 frame al secondo – e la sicura adozione di algoritmi adattativi in grado di scalare qualità e definizione con il decrescere delle performance della connessione. Così come è complesso poter godere di un film in alta definizione quando il flusso di banda non è particolarmente performante, a maggior ragione l’esperienza sarà complessa nel gaming, ove l’istantaneità è tutto e dove il buffer è spesso al di fuori delle possibilità del gioco.

Il consumo di banda sarà particolarmente importante quando l’accesso al gioco avverrà da postazione mobile, ove il limite dei GB a disposizione del proprio smartphone potrebbero imporre specifici limiti all’intrattenimento su Stadia.

Si attendono pertanto delucidazioni su questo fronte, ove i consumi saranno però altresì dipendenti dal tipo di gioco, dal tipo di ottimizzazione fornito dagli sviluppatori e dal tipo di gameplay offerto. Le demo fin qui mostrate prevedevano una velocità di 25mbps, ma l’esperienza potrebbe essere fruibile con leggero downgrade della definizione anche a 15mbps: si attendono conferme in merito.

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Stadia e YouTube

Stadia avrà per sua definizione un rapporto privilegiato con YouTube. Ciò avviene per vari motivi ed il primo è quello di una sorta di vocazione comune: YouTube, da sempre sinonimo di streaming video, ospiterà immagini e trailer dei giochi, diventando per molti versi anche una vetrina per l’esperienza videoludica altrui. Inoltre la repository diventerà un cavallo di Troia per i giochi, poiché sarà sufficiente un click per passare dalla visualizzazione di un gioco all’accesso diretto al gioco stesso.

YouTube si candida pertanto fin dal primo giorno a diventare una sorta di compendio a Google Stadia, e viceversa la promessa di sinergie non è certo celata. Stadia e YouTube sono destinati quindi a diventare le due facce della stessa medaglia del cloud gaming: da una parte c’è l’esperienza di gioco diretta, dall’altra c’è quella indiretta delle immagini di gameplay. L’unione tra le due parti consegna a Google una posizione privilegiata per fare di Stadia un passaggio obbligato per chiunque ami i videogiochi.

Giacomo Dotta