Amazon nel cloud gaming, contro Stadia e xCloud?

Anche Amazon sarebbe in procinto di annunciare una piattaforma dedicata al cloud gaming: il debutto, forse, entro il prossimo anno.
Anche Amazon sarebbe in procinto di annunciare una piattaforma dedicata al cloud gaming: il debutto, forse, entro il prossimo anno.

Proprio nei giorni in cui al termine di una lunga attesa Stadia fa il suo debutto ufficiale anche in Italia (non senza qualche inciampo), ecco spuntare nuove indiscrezioni su quello che potrebbe essere uno dei concorrenti più agguerriti di Google nel territorio del cloud gaming: non stiamo parlando di Microsoft con la sua piattaforma xCloud, ma di Amazon.

Il cloud gaming secondo Amazon?

Anche il gruppo di Jeff Bezos, in questo periodo alle prese con i preparativi del Black Friday, sembra intenzionato a dire la propria in un territorio che andrà facendosi sempre più affollato, considerando anche le alternative già disponibili, proposte tra gli altri da NVIDIA e Sony solo per fare due esempi. Le voci di corridoio ipotizzano un lancio nel 2020.

Di certo Amazon possiede l’infrastruttura cloud necessaria per gestire un servizio di questo tipo: AWS. C’è poi Twitch, acquisito nel 2014 e capace nel corso degli anni di rafforzare il brand nel territorio dello streaming dedicato ai videogiochi.

La redazione di CNET ha scovato l’offerta di lavoro per una posizione aperta che lascia ben pochi dubbi sulla natura dell’incarico. Ne riportiamo di seguito la descrizione in forma tradotta.

Pensiamo che l’evoluzione iniziata con la community arcade, proseguita con il live streaming e il fenomeno eSports, continuerà verso un futuro in cui tutti tutti potranno essere giocatori e ognuno potrà creare, competere, collaborare e connettersi con gli altri su scala globale.

Celato, ma neanche troppo, il riferimento alla scalabilità dell’infrastruttura cloud. In un altro annuncio si legge che l’azienda ha intenzione di “guidare l’innovazione per nuove applicazioni come il machine vision e il gioco in streaming”. Immaginiamo che l’integrazione di un simile servizio con quanto offerto oggi ad esempio con l’abbonamento Prime possa spingerne l’adozione.

Fonte: CNET
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