Non è la prima volta che scriviamo di armi realizzate con le stampanti 3D. Ormai da lungo tempo circolano in rete progetti per creare pistole fai-da-te, tanto da richiedere leggi speciali nel tentativo di arginare il fenomeno. Non ci era però mai successo di farlo in relazione ai coltelli. Lo spunto arriva dai Carabinieri, che in un comunicato appena giunto in redazione raccontano un caso che coinvolge direttamente e in modo preoccupante il mondo della scuola.
A scuola con i coltelli stampati in 3D
In una media di Terlano (Bolzano), il personale ha rinvenuto e immediatamente sequestrato un coltello a scatto realizzato in materiale plastico, con una lama di circa 8 centimetri. Il possessore ha raccontato di averlo ricevuto da un secondo studente. La successiva perquisizione domiciliare eseguita dalle forze dell’ordine ha permesso di trovarne altri, sempre costruiti con una stampante 3D e poi assemblati. Il materiale è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria presso il Tribunale per i minorenni di Bolzano. Il minore è stato deferito in stato di libertà per i reati di fabbricazione e detenzione di oggetti atti ad offendere.
L’episodio riveste connotati di gravità che, però, a seguito dell’intervento tempestivo del personale scolastico e grazie alla collaborazione delle famiglie, è stato circoscritto, ed è stato impedito che esso sfociasse in avvenimenti di maggior entità e pericolosità.

Impossibile rilevarli con i metal detector
La cronaca racconta sempre più spesso di aggressioni con coltelli che avvengono nel mondo della scuola, a volte fatali come accaduto di recente a La Spezia. Uno studio del CNR fa riferimento a un’abitudine sempre più diffusa, quella del portare armi in classe.
L’impiego delle stampanti 3D e la realizzazione in materiale plastico (polimerico) renderebbe inutili gli eventuali controlli con i metal detector eseguiti all’ingresso, una misura ipotizzata nei giorni scorsi dal ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara.