Streaming illegale: AGCOM potrà ordinare il blocco

Streaming illegale: AGCOM potrà ordinare il blocco

Una proposta di legge consente ad AGCOM di ordinare il blocco della risoluzione DNS e degli indirizzi IP per impedire lo streaming illegale.
Una proposta di legge consente ad AGCOM di ordinare il blocco della risoluzione DNS e degli indirizzi IP per impedire lo streaming illegale.

Le Commissioni Cultura e Trasporti della Camera dei deputati hanno proposto una nuova legge che attribuisce più poteri all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) nella lotta contro lo streaming illegale. AGCOM potrà ordinare agli ISP (Internet Service Provider) di bloccare immediatamente indirizzi IP e DNS. Come dimostra la recente operazione della Guardia di Finanza, le cosiddette reti IPTV pirata sono ancora molto diffuse.

Pirateria online: provvedimenti urgenti e cautelari

Oggi sono disponibili numerosi servizi di streaming che permettono di accedere a film, serie TV e sport, tra cui Amazon Prime Video, Disney , DAZN, Apple TV+ e NOW, pagando abbonamento mensili o annuali piuttosto bassi, considerata la possibilità di dividere la spesa. Nonostante ciò ci sono ancora molte persone che preferiscono lo streaming pirata. L’obiettivo della proposta di legge è contrastare il fenomeno, colpendo soprattutto chi ottiene un guadagno da questa attività illegale.

In base all’art. 2, AGCOM può “ordinare ai prestatori di servizi, compresi i prestatori di accesso alla rete, di disabilitare l’accesso ai contenuti illeciti mediante il blocco della risoluzione DNS dei nomi di dominio, e il blocco all’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP“.

Nel caso di trasmissione di contenuti in diretta (ad esempio, le partite di calcio), l’autorità può adottare un provvedimento cautelare abbreviato per ordinare il blocco dei nomi di dominio e degli indirizzi IP, prima della diretta o nel corso della medesima, a seguito della richiesta da parte del titolare dei diritti.

Il provvedimento di blocco deve essere eseguito “senza alcun indugio e in tempo reale“. Tutte le informazioni devono essere trasmesse alla Procura della Repubblica da AGCOM e dagli ISP per consentire l’identificazione dei fornitori abusivi. La legge prevede inoltre la richiesta di informazioni agli istituti di credito e alle società che mettono carte di pagamento per individuare i gestori dei siti.

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Pubblicato il 7 giu 2022
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