Streaming musicale, mercato in fermento

Apple e il produttore Beats Electronics pronti all'alleanza per il lancio della piattaforma on-demand Daisy. Google avrebbe strappato un accordo di licensing a Warner Music per due servizi sonici su Play e YouTube
Apple e il produttore Beats Electronics pronti all'alleanza per il lancio della piattaforma on-demand Daisy. Google avrebbe strappato un accordo di licensing a Warner Music per due servizi sonici su Play e YouTube

Un’atmosfera elettrica nell mercato dello streaming musicale, più volte scosso da indiscrezioni che hanno fatto rapidamente il giro del web specializzato. Dopo la produzione di cuffie e altre apparecchiature di elettronica di consumo, Beats Electronics avrebbe incontrato il CEO di Apple Tim Cook per una eventuale collaborazione tra iTunes e Daisy, nuova piattaforma on-demand annunciata dal leader dei Nine Inch Nails (NIN) Trent Reznor .

Il misterioso incontro tra i vertici di Beats Electronics – fondata dal rapper Dr.Dre con il potente chairman di Interscope Geffen A&M Jimmy Iovine – e il colosso di Cupertino andrebbe a giustificare il massiccio investimento annunciato per il lancio di Daisy entro la fine di quest’anno. Un totale di 60 milioni di dollari garantito a Beats Electronics dalla società di capitali Access Industries con gli investitori Marc Rowan e James Packer.

Con questo flusso di denaro fresco, l’azienda di Dr.Dre e Iovine potrà gestire Daisy come una società indipendente , pronta a collaborazioni importanti per un lancio in pompa magna. Come già spiegato da Reznor, gli algoritmi di Daisy permetteranno agli ascoltatori di ricevere raccomandazioni musicali particolarmente accurate, sulla base degli artisti già selezionati e ovviamente sui singoli generi musicali.

Resta da capire come si comporteranno le principali major discografiche, certamente ingolosite da un eventuale accordo tra Daisy e Apple. Chi avrebbe già strappato un accordo succulento con Warner Music è l’altro gigante Google, pronto – sempre secondo le indiscrezioni – al lancio di ben due servizi di streaming a sottoscrizione dal marketplace Google Play e dalla piattaforma di video sharing YouTube .

Nessun commento è stato rilasciato dalla Grande G, che avrebbe intenzione di applicare due diversi modelli di consumo in streaming dal Tubo. Ci sarebbe infatti una versione gratuita, ma supportata dalla pubblicità e una versione a pagamento totalmente priva di inserzioni. In sostanza, il portalone di Mountain View andrebbe a rivaleggiare con i principali protagonisti (Spotify e Pandora) dell’ascolto in streaming di musica digitale.

Mauro Vecchio

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

06 03 2013
Link copiato negli appunti