Streaming pirata: CINEMAGOAL chiusa dalla Guardia di Finanza

Streaming pirata: CINEMAGOAL chiusa dalla Guardia di Finanza

La Guardia di Finanza ha chiuso il servizio pirata che sfruttava l'app CINEMAGOAL per la visione dei contenuti di DAZN, Sky, Netflix, Disney+ e Spotify.
Streaming pirata: CINEMAGOAL chiusa dalla Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza ha chiuso il servizio pirata che sfruttava l'app CINEMAGOAL per la visione dei contenuti di DAZN, Sky, Netflix, Disney+ e Spotify.

La Guardia di Finanza di Ravenna ha scoperto e smantellato una sofisticata rete di distribuzione pirata dei contenuti di DAZN, Sky, Netflix, Disney+ e Spotify al termine della cosiddetta Operazione Tutto Chiaro. L’accesso a sport, film, serie TV e musica avveniva tramite l’app CINEMAGOAL installata sui dispositivi degli abbonati (PC, Mac, Fire TV Stick, smartphone, tablet).

Non era una IPTV visibile a Piracy Shield

Come sottolinea la Guardia di Finanza nel comunicato stampa, il servizio di streaming illegale sfruttava una tecnologia innovativa, quindi non era la tradizionale IPTV. L’app CINEMAGOAL consentiva la connessione a server in Francia e Germania. Sul territorio nazionale erano state noleggiate macchine virtuali (attive 24 ore su 24) che effettuavano l’accesso alle piattaforme dei provider (DAZN, Sky, Netflix, Disney+ e Spotify) e catturavano i “codici originali” di abbonamenti leciti intestati a soggetti fittizi ogni 3 minuti.

Questi ultimi erano i token di autenticazione inviati ai server esteri, sui quali avveniva la decifrazione dei contenuti audiovisivi, successivamente trasmessi in chiaro ai dispositivi degli abbonati. Questo sistema non poteva essere rilevato dai provider e quindi segnalato tramite Piracy Shield, in quanto la connessione non era associabile ad un indirizzo IP.

Questo vantaggio rispetto alle IPTV, oltre alla qualità video originale (il flusso non veniva ricodificato), erano pubblicizzate dai rivenditori (oltre 70) degli abbonamenti (da 40 a 130 euro all’anno). I pagamenti venivano effettuati principalmente con criptovalute o su conti esteri. Una percentuale incassata con gli abbonamenti veniva quindi girata agli organizzatori della frode.

All’operazione hanno partecipato circa 200 finanzieri. Con la collaborazione di Eurojust sono stati sequestrati i server esteri, sui quali era conservato anche il codice sorgente dell’app. In base alle stime delle società interessate, il danno economico ammonta a circa 300 milioni di euro (mancati abbonamenti).

Per gli organizzatori si ipotizzano i reati di pirateria audiovisiva, accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. La Guardia di Finanza è individuato i primi 1.000 abbonati pirata che riceveranno una sanzione amministrativa tra 154 e 5.000 euro. Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia, ha dichiarato:

Voglio ringraziare la Guardia di Finanza di Ravenna e la Procura di Bologna per questa importante operazione antipirateria che dimostra la crescente efficacia nel contrastare anche le tecnologie più sofisticate. Chi sceglie lo streaming illegale non solo alimenta i profitti milionari di organizzazioni criminali, ma rischia anche sanzioni ed espone i propri dati personali a furti e truffe.

Fonte: GdF
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Pubblicato il
22 mag 2026
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