La musica nel nostro paese vale 513,4 milioni di euro l’anno, il doppio rispetto al 2019. È questo il dato pubblicato da FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana) e relativo allo stato del mercato discografico in Italia. Nel corso del 2025 è stato registrato un record, con una crescita pari al 10,7% rispetto ai dodici mesi precedenti. Il trend positivo prosegue ormai da otto anni, segnale di un settore in salute.
Come sta il mercato discografico in Italia?
Il cuore pulsante è rappresentato dallo streaming, che da solo genera circa due terzi dei ricavi totali, con gli abbonamenti premium arrivati a toccare i 234,4 milioni di euro (+14,1%). Riemerge anche la passione per il supporto fisico: 74,7 milioni di euro (+21,9%), con i vinili tornati a vendere come ai vecchi tempi (+24,2%). Bene anche i CD (+15,1%). È invece ormai residuale la quota associata ai download.

Concentrando l’attenzione sulla musica fluida, quella di piattaforme come Spotify, nel 2025 i servizi hanno generato 99 miliardi di ascolti. E per quanto riguarda l’export all’estero, i proventi dalle royalties fuori dai confini nazionali sono arrivati a 32 milioni di euro, +13,9% in un anno e +180% rispetto al 2020.
Per quanto riguarda il supporto fisico, la Top 10 delle vendite è dominata da Orbit orbit di Caparezza, seguito da The life of a showgirl di Taylor Swift e da Tutta vita di Olly. Giù dal podio seguono Ranch di Salmo, Santana Money Gang di Sfera Ebbasta & Shiva, È finita la pace di Marracash, Volevo essere un duro di Lucio Corsi, Comuni mortali di Achille Lauro, Wish You Were Here (edizione 50esimo anniversario) dei Pink Floyd e Live at Pompeii sempre dei Pink Floyd.
Quello italiano è il terzo mercato discografico più importante dell’Unione europea. Nel comunicato giunto in redazione, FIMI sottolinea che i risultati hanno superato quelli del box office cinematografico (496,5 milioni di euro). Questo il commento del CEO Enzo Mazza.
Il futuro presenta nuove incognite e, nonostante oltre nove milioni di italiani ascoltino musica tramite un abbonamento streaming, la piena maturità del mercato è ancora distante. L’AI generativa, inoltre, rappresenta un’opportunità, ma anche una sfida che richiede modelli di business adeguati e tutele legislative, aprendo le porte a un 2026 di grandi trasformazioni.