Suno contro lo spam musicale AI: arrivano watermark e nuovi limiti

Suno contro lo spam musicale AI: arrivano watermark e nuovi limiti

Suno annuncia watermark, fingerprinting e limiti ai download per contrastare lo spam musicale generato dall'AI. Restano i dubbi dopo le polemiche.
Suno contro lo spam musicale AI: arrivano watermark e nuovi limiti
Suno annuncia watermark, fingerprinting e limiti ai download per contrastare lo spam musicale generato dall'AI. Restano i dubbi dopo le polemiche.

L’azienda che ha scaricato 2 milioni di clip da YouTube Music senza permesso, che ha offerto borse di studio con clausola bavaglio agli artisti indipendenti, e che permette di inviare musica AI su iMessage, adesso vuole combattere lo spam musicale AI.

Il CEO Mikey Shulman ha pubblicato un lungo intervento sul blog di Suno, promettendo maggiore trasparenza, più rispetto per i detentori dei diritti e una valorizzazione dell’arte creata dagli esseri umani. La “conversione” è evidente, i dettagli però sono vaghi. Bisogna vedere quanto queste promesse si tradurranno in misure concrete.

Suno cambia rotta: nuove misure contro la musica AI

Watermarking e fingerprinting: Suno implementerà una tecnologia che rende più facile identificare i contenuti generati dalla piattaforma. Shulman dice che è allineata con standard industriali emergenti, probabilmente C2PA e SynthID, gli stessi che Google e Meta stanno adottando.

Policy sui download: dopo il patteggiamento con Warner Music Group l’anno scorso, Suno ha annunciato che limiterà i download agli abbonati paganti, con un numero massimo di download mensili. I dettagli specifici non sono ancora stati condivisi.

Partnership con le piattaforme: Suno dice di voler collaborare con le piattaforme di distribuzione per combattere frodi e abusi. Quali piattaforme, come, e quando, non specificato.

Le contraddizioni restano

Shulman parla di trasparenza, ma file hackerati hanno appena rivelato istruzioni di scraping nel codice sorgente per YouTube, Deezer e Genius, e i clienti non sono stati avvisati della violazione dei dati. Shulman parla di rispetto per i detentori dei diritti, ma Sony ha appena fatto causa per 30.000 brani e la RIAA accusa Suno di aver scaricato e utilizzato contenuti provenienti dai servizi di streaming senza licenza.

Shulman dice di voler tutelare l’arte umana, ma lascia agli artisti la scelta se rivelare l’uso dell’AI. La trasparenza, però, funziona solo se è obbligatoria, altrimenti è più uno slogan che una regola.

Fonte: SUNO
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Pubblicato il
7 ago 2026
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