Taiwan non è cinese: no a tre smartphone Huawei

Taiwan non è cinese: la posizione di Taipei sulla vicenda che ha causato lo stop alla commercializzazione di tre smartphone Huawei nel territorio.
Taiwan non è cinese: la posizione di Taipei sulla vicenda che ha causato lo stop alla commercializzazione di tre smartphone Huawei nel territorio.

P30, P30 Pro e Nova 5T sono i tre smartphone Huawei che non potranno essere commercializzati nel territorio di Taiwan finché il gruppo di Shenzhen non interverrà modificando un aspetto del sistema operativo preinstallato. Nulla a che vedere con il ban degli Stati Uniti, è una questione di principio: il paese viene indicato dal software come “Taiwan, China”, un’etichetta poco gradita a Taipei.

Huawei P30, P30 Pro e Nova 5T via da Taiwan

Ad annunciare il blocco delle vendite, in vigore dalla giornata di ieri, è stata la National Communications Commission. Una vicenda complessa, che può essere interpretata con il fatto che Pechino considera Taiwan parte del territorio cinese in attesa di una riunificazione da attuare se necessario anche con la forza come minacciato più volte in decenni di tensioni. I rapporti si sono incrinati in seguito all’elezione della presidente Tsai Ing-wen nel 2016, sostenitrice dell’indipendenza e dunque poco incline ad accettare le imposizioni della Cina. Questo un estratto (in forma tradotta) del comunicato diramato dall’autorità.

Le definizioni in questi telefoni non rispecchiano la realtà dei fatti e urtano la dignità del nostro paese. Per questo abbiamo attuato misure restrittive.

Huawei Nova 5T

Nel mezzo Xunwei Technologies, realtà che si occupa di importare e distribuire i prodotti di Huawei sul territorio taiwanese. All’azienda il compito non semplice di mediare e trovare una soluzione che possa soddisfare entrambe le parti.

Restando in tema, il mese scorso abbiamo scritto della misteriosa scomparsa della bandiera di Taiwan dalle tastiere dei dispositivi iOS e iPadOS presenti nei territori di Hong Kong e Macao. Legittimi i dubbi di chi ha pensato a un’imposizione di Pechino nei confronti di Apple, in un momento che vede una parte del continente asiatico alle prese con diversi movimenti di protesta.

Fonte: CNA
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