Tecnologia/ Brevettata la ruota..!

L'evento dimostrerebbe come il meccanismo di registrazione dei brevetti sulla tecnologia faccia acqua da tutte le parti. L'ideona è venuta ad un avvocato freelance, che ora possiede un brevetto clamoroso
L'evento dimostrerebbe come il meccanismo di registrazione dei brevetti sulla tecnologia faccia acqua da tutte le parti. L'ideona è venuta ad un avvocato freelance, che ora possiede un brevetto clamoroso


Melbourne (Australia) – Un australiano detiene oggi il brevetto su un “device circolare che facilita il trasporto”, cioè sulla ruota.

L’annuncio lo ha dato lo stesso John Keogh, un giovane avvocato freelance di Melbourne che ha stupito mezzo mondo annunciando l’acquisizione di questo brevetto nel capitolato delle “Innovation Patent”, quello dei brevetti “dell’innovazione”.

Keogh non ha effettuato la registrazione per arricchirsi chiedendo royalty a chiunque utilizzi o produca qualsiasi cosa che gira per muoversi, ma lo ha fatto, come ha spiegato con chiarezza, per dimostrare con un gesto clamoroso come l’intera gestione dei brevetti industriali e tecnologici faccia acqua da tutte le parti. Una situazione-limite denunciata inutilmente da moltissimi negli ultimi anni, che si sono scontrati con la facilità con cui negli USA, ma sempre più in tutti i paesi ricchi, è possibile registrare brevetti e lucrarci sopra, spesso ostacolando lo sviluppo e “predando” legittimi fruitori di tecnologie condivise.

Keogh se l’è presa prima di tutto con il sistema dei brevetti australiano che nel suo caso, e in molti altri, non richiede un esame dettagliato della tecnologia per la quale si richiede una “Innovation Patent”. “L’ufficio dei brevetti – ha spiegato – potrebbe essere indotto a rilasciare un brevetto per qualsiasi cosa. Tutto quello che fanno è stamparci sopra un timbro”.

“Lo spunto per questa azione – ha continuato – arriva dal governo federale. La maggioranza sostiene che il costo per ottenere un brevetto è troppo alto spingendo così il governo a trovare un modo più facile per rilasciare brevetti”. La differenza tra una “Innovation Patent” e una “Standard Patent” sta nel fatto che la seconda deve essere presentata per i suoi caratteri significativamente innovativi; la prima, invece, deve solo mostrare che c’è dell’innovazione e può essere preparata senza alcuna consulenza professionale.

Secondo un commissario dell’Ufficio brevetti, però, “ottenere un brevetto per la ruota richiede una presentazione fasulla, un fatto grave che porterebbe all’annullamento del brevetto”. Ma Keogh insiste, spiegando che l’unico modo per dimostrare che il sistema funziona è arrivare in tribunale. In quella sede Keogh è convinto di rendere palese la pericolosa inefficienza delle modalità di brevetto.

La questione dei brevetti tecnologici a tutte le latitudini è da tempo una delle materie centrali nel dibattito sullo sviluppo hi-tech e spesso ha riguardato sistemi e tecnologie utilizzate online. Hanno fatto rumore, per esempio, le tesi di British Telecom secondo cui la company britannica disporrebbe del brevetto per l’ipertesto, o quelle di E-Data, che ha peraltro già ottenuto royalty per il download…

Situazioni-limite di difficile digestione che contribuiscono a mettere ulteriormente a soqquadro l’intero settore dei brevetti tecnologici, troppo spesso utilizzati per raccogliere discutibilissime royalty con la conseguenza di rallentare o bloccare lo sviluppo…

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02 07 2001
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