Tecnologie client/server per il Web

Internet Information Server 7.x, Internet Explorer, Silverlight: sempre più aziende si avvalgono delle applicazioni web di Microsoft per le più svariate esigenze di business. Un'analisi dei principali scenari di utilizzo

L’uso di applicazioni WEB in ambito aziendale è sempre più diffuso. I motivi che portano le aziende a preferire in molte situazioni questo modello applicativo sono la facilità di aggiornamento, la semplicità di manutenzione, la facilità di scalare in caso di necessità.
Per supportare al meglio questi scenari, Microsoft ha fatto evolvere la propria piattaforma WEB, Internet Information Server integrato in Windows Server, per renderla più gestibile, scalabile, affidabile e veloce.
Il primo cambio fondamentale è stato il passaggio dalla versione 5.0 alla versione 6.0 che ha comportato un completo ridisegno architetturale del web server di Microsoft. Ancora più importante è stato il passaggio dalla versione 6.0 alla versione 7.0, inclusa in Windows Server 2008.
La versione 7 di Internet Information Server introduce una nuova architettura modulare (fig. 1,2,3): IIS 7.x è composto infatti da oltre 40 moduli che possono essere installati a scelta dell’amministratore per costruire il server web che risponde esattamente alle sue necessità in termini di funzioni e di uso delle risorse. I moduli non installati non sono nemmeno estratti dai file di installazione (.CAB) e quindi non costituiscono punti di ingresso per attacchi e non richiedono di essere aggiornati, rendendo in questo modo più sicuro (soprattutto se usato su un’installazione Server Core di Windows Server) e più facilmente gestibile il server web.

L’architettura modulare presenta altri due importanti vantaggi:
– ogni modulo presente in IIS 7.x è sostituibile con un modulo diverso, scritto appositamente, che svolga funzioni analoghe in modo diverso
– è possibile aggiungere moduli che svolgono funzioni non previste dai moduli standard, estendendo in questo modo le funzionalità di IIS 7.x (fig. 4). Questo consente al team di sviluppo di rilasciare moduli aggiuntivi tra due diverse versioni di IIS e nello stesso tempo consente a chiunque di scrivere moduli di estensione. Le API disponibili agli sviluppatori Microsoft sono le stesse disponibili agli altri sviluppatori.

Un’altra novità introdotta da IIS 7.x è l’uso di una gerarchia di file in formato XML per la configurazione del server web. Il file di configurazione fondamentale è applicationhost.config che è modificabile solo dall’amministratore del server e contiene tutte le configurazione del server web, dei moduli utilizzati e dei siti web definiti.
Ad ogni sito, applicazione o virtual directory è poi associabile uno specifico file di configurazione (web.config) che è modificabile dall’amministratore dello specifico sito, applicazione o virtual directory. L’amministratore del server può decidere a chi delegare l’amministrazione di ogni sito web, applicazione o virtual directory e definire cosa questo amministratore di sito può modificare nel file di configurazione. IIS 7.x introduce quindi un concetto di delega amministrativa estremamente granulare (fig. 5 e 6).

L’amministratore di IIS 7.x (o dei siti e delle applicazioni) ha a disposizione diversi strumenti:

IIS Manager : è la nuova interfaccia grafica di amministrazione che consente di configurare tutti gli aspetti di IIS 7.x e dei moduli aggiuntivi, di.NET, di ASP.NET e dei moduli scritti daterze parti. Quest’ultimo aspetto è molto interessante: IIS Manager è estensibile come lo è IIS. Chi scrive un modulo di estensione per IIS può scrivere un modulo collegato di gestione estendendo le capacità di IIS Manager (fig. 7)

AppCmd : si tratta di un tool a linea di comando che consente di eseguire la completa configurazione e amministrazione di IIS 7.x
PoweShell : per IIS 7.0 (Windows Server 2008) è stato sviluppato un modulo di estensione di PowerShell che consente la completa amministrazione e configurazione di IIS 7.0 da PowerShell (il nuovo linguaggio di scripting/shell integrato in Windows) sia in modalità interattiva che sa script. Questo modulo è stato integrato in IIS 7.5, la versione di IIS presente in Windows Server 2008 R2.

Sempre per gli amministratori e per gli sviluppatori è da sottolineare l’introduzione, con IIS 7.x, di un nuovo meccanismo di analisi e ricerca degli errori sfruttabile nelle proprie applicazioni web.
L’installazione di IIS 7.x è estremamente semplificata usando il Web Platform Installer

Si tratta di un’applicazione liberamente scaricabile dal sito Microsoft che consente di selezionare i moduli di IIS che si desidera installare (fig. 8), i tool di sviluppo Microsoft della famiglia Express 2010 (gratuiti), SQL Server Express (gratuito) e una serie di applicazioni.NET e PHP (fig. 9) liberamente disponibili e presenti nella Windows Web App Gallery .

Parlando di applicazioni PHP è da sottolineare come in IIS 7.x il supporto a questo linguaggio sia stato estremamente migliorato grazie all’introduzione di FastCGI e WinCache for PHP che consentono di incrementare notevolmente la velocità di esecuzione delle applicazioni PHP su Windows.

Moduli di estensione per IIS 7.x

Come abbiamo detto la modularità di IIS 7.x consente a sviluppatori Microsoft e non-Microsoft, di estenderne le funzionalità attraverso moduli aggiuntivi.
Da quando è stato rilasciato IIS 7.0 sono stati resi disponibili diversi moduli di estensione reperibili sul sito ufficiale di IIS 7.0 .
Oltre ai già citati FastCGI (ora integrato in IIS 7.x e disponibile anche per le versioni precedenti di IIS) e WinCache for PHP, altri moduli estremamente utili sono:

URL Rewriter : consente di scrivere delle regole che mappano gli url “reali” di un’applicazione web su URL pubblici semplificati (es. da http://www.myapplication.com/webapp.aspx?ID=123456789 a http://www.myapplication.com/ricette )
Web Deploy : è un tool che consente di eseguire la migrazione di interi siti web da un server IIS 6.0 ad IIS 7.x, di copiare siti web da un server ad un altro, di mantenere sincronizzata un’applicazione web in una server farm, di impacchettare e salvare in un file zip un intero sito web. Il tool è in grado di gestire sia le pagine del sito, sia i database, sia chiavi di registry, sia configurazioni e certificati digitali.
Application Request Routing : è un modulo che, appoggiandosi a URL rewrite, è in grado di gestire regole di indirizzamento (routing) a livello applicativo. In questo modo è possibile indirizzare richieste per siti o contenuti particolari entro uno stesso sito a server diversi in una web farm.
Administration Pack : è un insieme di tool che estendono l’interfaccia di amministrazione IIS Manager consentendo di accedere in modo semplificato a tutti i file di configurazione, di fare ricerche di parole chiave negli stessi, ecc.
Database Manager : è un tool che estende IIS Manger consentendo di fare una gestione di base dei database legati alle diverse applicazioni
Search Engine Optimization Toolkit : questa estensione aiuta gli sviluppatori, gli hoster e gli amministratori IT a migliorare la rilevanza di un sito nei motori di ricerca
Un discorso a parte meritano le estensioni di IIS per la gestione dei contenuti multimediali.

Il team di sviluppo di IIS 7.x, che ora integra anche il team di sviluppo di Windows Media Services, ha sviluppato, anche in collaborazione con terze parti, una serie di estensioni per migliorare la gestione e l’erogazione di contenuti video e audio attraverso IIS:

Smooth Streaming : è un’estensione di IIS che consente l’erogazione di contenuti video verso un client Silverlight con una qualità che si adatta in modo dinamico alla banda disponibile tra il server e il client
Live Smooth Streaming : questa estensione è analoga alla precedente, ma usabile con contenuti video Live
Web Playlist : estensione molto interessante che consente di creare delle playlist gestire lato server invece che lato client. In questo modo chi eroga i contenuti multimediali ha la possibilità di gestire, anche in modo dinamico e in base al profilo, i contenuti disponibili a ciascun utente. I link presenti nella playlist sono criptati e in questo modo è possibile evitare una redirezione dei contenuti.
Windows Media Services 2008 : in realtà Windows Media Service 2008 non è esattamente un’estensione di IIS, ma uno strumento per la distribuzione professionale di contenuti audio e video, on demand e live, sia su rete pubblica sia su rete privata. Questo strumento è in grado di gestire anche milioni di utenti contemporanei su una CDN
Smooth Streaming Player Developement Kit : anche questa non è un’estensione di IIS, ma uno strumento per sviluppatori che aiuta a sviluppare client Silverlight in grado di sfruttare a pieno la tecnologia smooth streaming.
IIS 7.x costituisce veramente un salto di qualità per la piattaforma web di Microsoft con molte novità disponibili e molte altre arriveranno presto. Oltre alla tecnologie Server fino ad ora analizzate, Microsoft è in grado di garantire un’offerta completa e professionale per il web lato client. I prodotti di punta dell’azienda sono sostanzialmente Internet Explorer e la tecnologia Silverlight.
Entrambi i prodotti sono sviluppati dai team di Redmond con l’obiettivo di soddisfare le esigenze dei clienti sia sul lato sicurezza sia sul lato prestazioni.
Il browser è uno strumento che, soprattutto negli ultimi anni, ha subito delle evoluzioni tali da conferirgli un ruolo di fondamentale importanza, tanto è che oggi si guarda ai browser come al runtime del futuro, che consentirà la transizione dal modello applicativo di oggi al modello SaaS oS+S (Software as a Service o Software plus Services), caratterizzato da un’offerta lato client di applicazioni fruibili via Web come servizi. Per quanto detto fino ad ora, si intuisce che il browser deve essere progettato in modo da soddisfare determinate caratteristiche di sicurezza, semplicità di uso e velocità, tali da consentirne un uso rapido e privo di rischi.
Oltre ad implementare le peculiarità fin qui elencate, un browser deve essere tale da soddisfare differenti esigenze a diversi livelli. Per chi sviluppa pagine o applicazioni web, è importante che il browser rispetti gli standard approvati, che supporti completamente le nuove tecnologie ed i nuovi linguaggi di programmazione, che sia estendibile e che consenta di sfruttare completamente la potenza dell’hardware del PC per permettere di arricchire l’esperienza utente. Per gli amministratori di sistema è fondamentale che il browser sia personalizzabile, gestibile in modo centralizzato e sicuro, in modo da garantire l’integrità degli utenti della rete aziendale e delle infrastrutture IT stesse.

Microsoft cerca di offrire, con Internet Explorer un prodotto completo, pensato per soddisfare al meglio tutte le esigenze sopra descritte. L’azienda di Redmond investe continuamente nel miglioramento di IE che, a partire dalla versione 7 e nell’attuale versione 8, ha completamente rinnovato l’architettura di funzionamento per soddisfare le necessità di utenti, sviluppatori e professionisti IT .
Fra le tante novità introdotte, l’utilizzo del meccanismo dell’Integrity Level è, ad esempio, il più emblematico di questa continua evoluzione. Introdotto nei nuovi sistemi operativi Windows Vista e Windows 7, il sistema dell’Integrity Level è un insieme di modalità di separazione dei processi, che vengono gestiti ed eseguiti con credenziali e permessi differenti all’interno del sistema operativo, a garanzia della sicurezza dello stesso, in quanto con gli Integrity Level è possibile proteggere i file e i dati core e dell’OS dalle modifiche accidentali eseguite da utenti con privilegi, proteggere i dati utente dalle modifiche maligne apportate da codice sconosciuto e proteggere i processi in esecuzione con privilegi amministrativi da modifiche provenienti da parte dei processi in esecuzione come LUA (Limited User Account), anche se dello stesso utente.

L’utilizzo di tecnologie come gli Integrity Level, permette di assicurare una sicurezza maggiore durante la navigazione: infatti, le applicazioni o le pagine web, individuate come contenuti potenzialmente rischiosi, vengono ad essere identificate da un livello di integrità basso – Low Integrity – limitandone i privilegi sulla macchina e mantenendo il browser in una sorta di sandbox che gode di privilegi limitati. Infatti, le applicazioni Low Integrity non possono accedere e modificare né file utente né impostazioni dell’host, a meno che queste azioni non siano garantite da un’autorizzazione esplicita dell’utente. In questo modo, anche un ipotetico attacco portato a termine con successo tramite IE 8 ai danni del sistema operativo, darà a chi ha condotto l’attacco dei privilegi limitati, tali da non poter modificare file o processi marcati con un Integrity Level High o System.
Oltre al pieno utilizzo dell’Integrity Level, l’architettura di Internet Explorer è progettata secondo una struttura definita Loosely Coupled IE , capace di separare e differenziare i differenti processi che prendono in carico il rendering della pagine Web e dei differenti tab dal processo che ad esempio si occupa della visualizzazione delle barre degli strumenti e della GUI del browser. Il Loosely Coupled IE è talmente raffinato che è in grado di separare i processi rendering, anche a seconda che il sito venga classificato come appartenente ad un’area di Trusted Site, di Intranet o di Internet, identificato in quest’ultimo caso come Sito Generico. Infatti, IE8 implementa un broker process che viene eseguito in Integrity Level Medium, in modo da gestire al meglio la finestra,ossia la cornice, del browser e le operazioni che effettua l’utente come il salvataggio dei file. Inoltre, questo broker process si occupa anche del caricamento e rendering di quelle pagine e di quei pannelli identificati come siti intranet. Altri processi posti in modalità protetta con Integrity Level Low si occupano di effettuare il rendering delle pagine Web appartenenti all’area Internet. Questi meccanismi facilitano il lavoro degli amministratori IT, nel mantenere un alto livello di sicurezza nella rete aziendale.
Un’altra novità introdotta in IE8 riguarda l’uso dell’ Address Space Layout Randomization introdotto con i sistemi operativi Windows Vista/7: quando un programma, come l’eseguibile del browser, viene avviato, i processi riguardanti la sua esecuzione vengono ad essere caricati ogni volta in locazioni di memoria differenti. In questo modo, chi attaccava le applicazioni in buffer overflow oppure conosceva la specifica area di memoria nella quale l’applicazione ogni volta veniva caricata, si trova a dover fronteggiare una situazione per cui l’eseguibile si sposta nelle aree di memoria ogni volta che viene lanciato, divenendo così difficilmente individuabile e quindi più difficilmente attaccabile.
Internet Explorer 8 è in grado, infine, di utilizzare un’altra caratteristica dell’architettura dei nuovi sistemi operativi Microsoft, la Data Execution Prevention . Questa tecnologia, il cui enforcement viene fatto via hardware, sfrutta il non-Execute bit presente nelle nuove generazioni di processori Intel ed AMD e si occupa di evitare che del codice possa essere mandato in esecuzione nelle aree di memoria marcate come locazioni dati. In questo modo si evitano ulteriormente gli attacchi in buffer overflow: infatti, se prima era possibile scrivere delle parole di codice nelle aree dati, obbligandone l’esecuzione tramite buffer overlow di un’applicazione, ora con il sistema di DEP non sarà più possibile avviare l’esecuzione di qualsiasi tipo di codice scritto irregolarmente nelle aree dati.

Sempre a garanzia di una massima sicurezza, Internet Explorer 8 introduce particolari novità anche per quanto riguarda il rapporto che normalmente intercorre fra browser e controlli ActiveX. Infatti, in IE8 viene data la possibilità agli utenti standard di installare gli ActiveX, ma solo nel proprio profilo: questo significa che qualsiasi ActiveX, anche dal contenuto potenzialmente dannoso, resta comunque limitato al profilo dell’utente che ne ha richiesto l’installazione, evitando che tale controllo ActiveX sia reso disponibile a livello di macchina e che, quindi, se malevolo, possa nuocere alla sicurezza dell’intero pc. Inoltre, in IE8 è possibile decidere che un singolo ActiveX possa essere utilizzabile solo ed esclusivamente su un particolar sito Web. Questa novità è importantissima soprattutto per la sicurezza negli ambienti Corporate, in quanto si potrebbe volere che particolari ActiveX custom utilizzati nella intranet aziendale non vengano ad essere abilitati sui siti Internet, evitando così che un eventuale problema a carico del controllo ActiveX possa mettere a repentaglio la sicurezza della macchina e dei dati aziendali.

A garantire ulteriormente la sicurezza dell’infrastruttura IT, i nuovi browser Microsoft mettono a disposizione degli amministratori di rete feature che si integrano perfettamente con le regole di policy di proxy e firewall aziendali, per assicurare navigazione ristretta verso i soli siti autorizzati ed una sicurezza base anche per gli utenti che si collegano alle risorse aziendali da connessioni remote in mobilità. Ad esempio, Internet Explorer 8 implementa l’evoluzione del filtro Antiphishing di IE7, chiamato SmartScreen Filter . Questo nuovo componente non si limita solo a notificare all’utente la navigazione su un sito identificato come non sicuro ed a rischio phishing (anche grazie ai differenti colori della nuova barra degli indirizzi di IE8, che mostra sempre l’IP od il dominio sulla quale si sta navigando), ma offre un’analisi completa del rischio anche quando l’utente va ad effettuare il download di file durante la navigazione. Queste funzionalità base antimalware sono garantite dall’integrazione di nuove tecnologie euristiche in grado di identificare le minacce provenienti dai differenti siti Web, ad esempio attraverso analisi sull’URL o sul caricamento delle immagini delle pagine visitate: infatti, durante la navigazione, l’indirizzo Internet viene verificato, per controllare che appartenga ad una whitelist locale di siti affidabili ed in caso contrario, viene confrontato con i dati di sicurezza presenti nel servizio Microsoft URL Reputation Server , che effettua una serie di controlli e mantiene il database degli URL affidabili aggiornato. Inoltre, allo SmartScreen Filter sono state dedicate apposite aree di Group Policy , in modo che gli amministratori possano decidere e configurare in modo centralizzato che gli utenti non navighino mai su pagine di siti phishing, anche al di fuori della rete protetta aziendale, in mobilità o fuori dagli orari di lavoro. Sempre grazie all’integrazione fra IE8 e le Group Policy, gli amministratori di rete possono effettuare in modo centralizzato tutta un’altra serie di configurazioni centralizzate che va ben oltre le sole impostazioni dello SmartScreen Filter: infatti, ad esempio è possibile possibile configurare le impostazioni delle differenti aree – Trusted Sites, Internet, Intranet – oppure bloccare l’installazione dei controlli ActiveX non autorizzati fino a disabilitare completamente per l’utente la possibilità di modificare le impostazioni del browser. Allo stesso modo, l’Internet Explorer Administration Kit (IEAK) , consente di creare una configurazione di base del browser da condividere con tutte le macchine aziendali.
Ed ancora, per la sicurezza del browser, Microsoft ha implementato in IE il Cross Site Scripting (XSS) Filter , che permette, grazie ad un filtro euristico, di identificare e bloccare attacchi di tipo reflection (Type 1), condotti tramite scripting sviluppati appositamente per recuperare dalle sessioni di navigazione dati utente come username o password di accesso ai servizi Internet ed intranet, la cronologia od i cookie che consentono l’autenticazione sui siti.
Ad affiancare quest’ultima tecnologia, è stato implementato la protezione dal clickjacking ( ClickJacking Protection ), una tecnica di attacco che sfrutta gli IFrame per creare dei layer sovrapposti, progettati per ingannare l’utente: l’internauta è magari convito di cliccare su di un link fidato appartenente ad un sito individuato come affidabile, mentre in realtà un IFrame nascosto e sovrapposto redirige il link verso un sito malevolo, minando la sicurezza del browser e della macchina.
Lato utente, Internet Explorer 8 introduce novità importanti come gli Slice e gli Accelerators , pensati per facilitare la navigazione degli utenti, consentendo ad esempio di avere sempre a disposizione le ultime informazioni o di eseguire delle operazioni in pochi click, ai quali si affiancano le tecnologie di InPrivate Browsing ed InPrivate Filtering : il primo sistema permette la navigazione sui siti Internet, senza lasciare traccia all’interno del PC usato per la navigazione, in quanto avviene un cleanup delle informazioni (cookies, cronologia, compilazione form e file temporanei) alla chiusura della sessione di InPrivate Browsing; la seconda funzionalità consente all’utente di decidere in modo autonomo quali provider siano in grado di tracciare le sue attività di navigazione.

Il motore di rendering di Internet Explorer 8 è maggiormente conforme agli standard internazionali rispetto alle edizioni precedenti, ma per garantire la massima compatibilità nella visualizzazione di pagine Internet o dei siti web della Intranet è possibile anche forzare la modalità di visualizzazione IE 7 o quella delle versioni precedenti. Inoltre, Microsoft ha raccolto nell’ Application Compatibility Toolkit tutta una serie di strumenti, pensati per facilitare le operazione di testing della compatibilità fra i siti web Intranet esistenti ed IE8, suggerendo anche alcune modalità di risoluzione dei problemi più comuni di compatibilità . Infine, per i casi in cui è proprio necessario avere una copia di Internet Explorer 6 con la quale visitare determinate pagine, Microsoft mette a disposizione il Windows XP Mode oppure una immagine creata con le tecniche di virtualizzazione Med-V , garantendo la navigazione anche su quei siti web che purtroppo necessitano esclusivamente di Internet Explorer 6.
Poiché la sicurezza non può essere l’unico focus di un browser, il team di Internet Explorer ha deciso di soddisfare le pressanti esigenze degli utenti, sempre assetati di nuove e comode funzionalità, e di stare al passo con l’evoluzione degli standard Web e le caratteristiche hardware dei computer, provvedendo alla realizzazione di una nuova edizione del noto browser, che come tradizione seguirà la numerazione delle release ponendosi al nono posto, con il nome di Internet Explorer 9.
IE9, presentato in anteprima al Mix di Las Vegas , al momento è disponibile in modalità Platform Preview , ed è scaricabile da http://ie.microsoft.com/testdrive . Le varie Platform Preview saranno aggiornate ogni otto settimane, fino al rilascio della prima Beta di Internet Explorer 9, per consentire a sviluppatori, professionisti IT ed “enthusiast” di provare in anteprima le funzionalità che saranno integrate in IE 9. Proprio di recente, il team di sviluppo ha provveduto al rilascio della seconda Platform Preview , dalle quali si evincono tutte le novità nella quale il team Microsoft si sta cimentando. Infatti, gli sforzi si stanno concentrando soprattutto sul motore, migliorandone le performance e ampliando il supporto agli standard , come CSS3, H.264 , SVG ed HTML5. Infatti, nel test Acid3, che verifica il livello di conformità di un browser ad alcuni standard web, la IE9 PP2 è riuscita a registrare un punteggio pari a 68/100. Inoltre, il team di IE ha deciso di riscrivere completamente il motore che si prende carico di elaborare i Javascript delle pagine web, ormai utilizzati in modo massivo su tutti i siti web, per ottimizzare anche questo aspetto relativo alle performance del browser ed alla facilità della navigazione. Anche in questo caso, con SunSpider, un apposito test di perfomance, che misura la velocità dei motori JavaScript, IE9 PP2 è riuscita ad ottenere ottimi risultati, con tempi inferiori ai 500 ms.

Infine, a casa Redmond hanno deciso di puntare con IE9 su nuove funzionalità che sfruttino l’accelerazione hardware offerta dalle moderne GPU, supportando così a pieno anche importanti caratteristiche grafiche.
Microsoft ha deciso di puntare anche su un’altra tecnologia per il web, nota come Silverlight , la cui versione 4.0,presentata nel corso del MIX di Las Vegas, si presenta come una release ricca di aggiornamenti, mirati a consolidare il ruolo del plug-in come robusta piattaforma per lo sviluppo di Rich Internet Application ad alto impatto e la creazione delle applicazioni web Internet ed intranet del futuro, aumentando anche le possibilità di sviluppo di applicazioni desktop cross-platform, grazie al supporto multibrowser e multipiattaforma (supporta infatti Internet Explorer, Firefox, Safari, Chrome, su sistemi Windows, Macintosh e Linux grazie alla implementazione Open Source Moonlight . Questa nuova edizione di Silverlight accorcia a grandi passi la distanza che separava questo runtime dai suoi competitor più importanti, quali Adobe Flash e Flex. Infatti, la quarta edizione di Silverlight, che ormai è presente in oltre il 60% dei computer connessi ad Internet nel mondo e che occupa poco meno di 5 Mb, vuole presentarsi come unica piattaforma dedicata sia alle applicazioni basate sul browser sia a quelle Out-Of-the-Browser (OOB) quindi di vere e proprie applicazioni eseguibili sul client dell’utente, in quanto per queste ultime sono state aggiunte alcune funzionalità mirate ad accrescerne le potenzialità di realizzazione.
Come mostrato durante la keynote del MIX10 , Silverlight consente di creare giochi, applicazioni multimediali, di gestire contenuti in HD, di creare animazioni e interfacce grafiche accattivanti, di utilizzare dispositivi esterni come le webcam, ma anche di creare applicazioni gestionali, tramite l’utilizzo di controlli sofisticati, la possibilità di connettersi a database e risorse aziendali e l’integrazione con altri prodotti della piattaforma Microsoft come SharePoint Server .
Silverlight permette inoltre di sviluppare applicazioni per Windows Phone 7, fornendo agli sviluppatori la possibilità di avvantaggiarsi per il mobile degli stessi strumenti e delle stesse conoscenze utili allo sviluppo delle applicazioni web e desktop.
Per iniziare a sviluppare con la versione 4 di Silverlight è sufficiente scaricare ed installare i release candidate di Silverlight tools per Visual Studio 2010 , che comprendono sia il nuovo runtime che i template per Visual Studio, oltre all’ SDK ed alla documentazione in formato CHM .
Silverlight 4.0, così come nelle versioni precedenti , può essere distribuito in azienda in modo centralizzato , utilizzando strumenti come Windows Server Update Services, System Center Configuration Manager, System Center Essentials o altri sistemi di distribuzione software aziendale , per consentire a tutti gli utenti, di avere una navigazione ricca sia all’interno delle rete aziendale che all’esterno.

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