Tele2, nessuna sanzione sui contratti

L'Autorità di garanzia del mercato ha fatto sapere di non intendere procedere in nessun modo contro l'operatore
L'Autorità di garanzia del mercato ha fatto sapere di non intendere procedere in nessun modo contro l'operatore

Non mancano i consumatori che si sono rivolti all’Autorità Antitrust perché si sono ritenuti ingannati da certe pratiche adottate dalla società Opitel (già Tele2 Italia SpA), pratiche relative ai contratti di telefonia a distanza, attivati a loro dire dagli operatori della società senza consenso preventivo. Ora l’Authority ha però deciso di non procedere.

Agcm ricorda nel suo ultimo bollettino i problemi incontrati dai consumatori e si addentra nelle modalità di lavoro degli agenti Opitel. Inoltre, ricorda ed evidenzia come l’azienda segnalata dai consumatori che hanno scritto all’Autorità, abbia adottato nuove e diverse pratiche di servizio per andare incontro alle necessità emerse dai disguidi segnalati. “Già oggi – segnala l’Autorità – in caso di contestazioni da parte dell’utente, relative alla fornitura del servizio, Opitel annulla la fatturazione emettendo contestuale nota di credito per l’intero importo richiesto ovvero provvede all’integrale rimborso delle somme erroneamente corrisposte dal cliente, rimborsandogli in più integralmente anche i costi di riallaccio alla rete Telecom”.

Dunque certe segnalazioni erano forse fondate ma – sottolinea l’Autorità – “le modifiche apportate da Opitel ai propri processi di acquisizione del consenso dei clienti nei casi di contrattazione a distanza, prima della comunicazione di avvio del presente procedimento, avevano già, nella sostanza, eliminato il fenomeno oggetto di segnalazione facendo venir meno il presupposto del periculum in mora necessario per l’adozione della misura cautelare; le ulteriori misure che la società si è impegnata ad adottare mostrano la piena disponibilità a risolvere in modo pieno e definitivo ogni preoccupazione in relazione alle fattispecie segnalate, a beneficio dei consumatori e degli utenti dei servizi”.

Per queste ragioni, tra le altre, il Garante del mercato ha stabilito che non debbano assumersi misure cautelari specifiche in questo caso. I consumatori interessati hanno 60 giorni per ricorrere eventualmente al TAR contro la decisione di Agcm.

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04 06 2008
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