Telecom: vi regalo la rivoluzione ADSL

L'azienda annuncia tagli del 45 per cento nel listino per gli operatori, che potranno così approntare offerte più intriganti per i consumatori. Ma non si risolve il problema delle attivazioni e delle competenze tra operatori


Roma – Operatori e provider potranno acquistare da Telecom Italia connettività ADSL da rivendere ai propri utenti ad un prezzo scontato del 45 per cento: questo l’importante annuncio giunto nelle scorse ore da Telecom Italia, dalla direzione Wholesale di Domestic Wireline.

Si tratta di un passo importante verso una maggiore diffusione dell’ADSL, secondo i responsabili di Telecom Italia, in quanto questo consentirà l’arrivo sul mercato di un nuovo flusso di offerte a prezzi ridotti e dunque porterà sull’ADSL un numero molto più ampio di consumatori.

Secondo Riccardo Ruggiero, che dirige Telecom Italia Domestic Wireline: “Questa nuova offerta riduce fortemente i costi sostenuti dai concorrenti per acquistare ADSL, e quindi banda larga, segnando una svolta importante in un mercato strategico per l’intero sistema Paese”.

Lo sconto da Telecom Italia viene applicato sulle offerte ADSL “full”, vale a dire 640/256, e il taglio dei prezzi avviene in accordo con l’Autorità garante per le TLC che spinge per un’accelerazione nello sviluppo della banda larga. In questo senso si sta muovendo anche il Governo che, come noto, ha presentato nei giorni scorsi il cosiddetto “emendamento cavodotti” del ministro all’Innovazione Lucio Stanca.

Secondo alcuni operatori con cui Punto Informatico ha potuto parlare in queste ore è dunque curioso, in questo scenario, che non venga affrontato pubblicamente e in modo trasparente quanto sta avvenendo in materia di attivazioni e competenze ADSL.

Come molti utenti hanno infatti segnalato in questi mesi, come si evidenzia dall’esperienza di alcuni provider nonché dalle proteste che appaiono su Usenet, troppo spesso la richiesta di un’attivazione ADSL si trasforma in una odissea. Mesi di attesa per l’attivazione, configurazioni di linea fatte male, infinite perdite di tempo con l’assistenza telefonica.

Per non parlare di quei casi, che non sembrano essere in diminuzione, in cui la richiesta della fornitura di ADSL ad un operatore si traduce in una inutile attesa durante la quale l’utente non può neppure rivolgersi ad altri operatori, pena la perdita della “priorità” acquisita attraverso Telecom Italia che si trova nel solito ruolo di “fornitore” di tutti i propri concorrenti.

Tutte le informazioni su ADSL e dintorni sono disponibili nel Canale ADSL di Punto Informatico.

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  • Anonimo scrive:
    Re: attenzione Informatico Italiano
    - Scritto da: Greenkey Loman
    Io volevo proporre una riflessione su quello
    che succederebbe se la legge passasse.....
    Questi sono i due scenari che mi sono venuti
    in mente leggendo i vostri post, secondo voi
    qual'è lo scenario più verosimile?Semplice:Fra quelli interessati a lavorare nel campo dell'informatica: AFra quelli interessati a giocare fra le iconcine colorate (che tra l'altro ci sono anche in Linux): B
  • Anonimo scrive:
    Mortacci de chi scrive morte al software libero
    Li mortacci tua e de chi te ce fa venì a scrive ste fregnacce.Viva il software libero morte all' stronzi
  • Anonimo scrive:
    Ma chi ci andrà...
    ....a fare il sistemista su sistemi così complessi, visto lo stipendio da fame della pubblica amministrazione ???Dibito che lo Stato paghi un sistemista 5000? al mese.....
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma chi ci andrà...
      Forse prendono poco i postini (mai troppo poco, visto che hanno il diritto di essere in malattia dal primo giorno di lavoro fino all'ultimo, ininterrottamente, senza che lo stipendio ne risenta).Chi fa questi lavori guadagna molto bene, informati meglio.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma chi ci andrà...
        Fai anche tu il postino, vero?Non lo sai che nel pubblico impiego esistono i CCNL.Dentro di possono trovare informazioni altamente attendibili in merito alle retribuzioni (C1 per i tecnici).Anche per le malattie esiste un tetto, ma come hai fatto a farti assumere senza saperlo?La conoscenza della normativa è infatti requisito per l'accesso ed in passato i contratti del P.I. erano legge.
  • Anonimo scrive:
    Non fatevi illusioni
    Anche io considero interessante questaproposta, ma credo che sia destinata al fallimento e che possa anche portare delleconseguenze negative.Tanto per cominciare: avete idea degliENORMI interessi che stanno dietro alleattuali forniture di sofware alla P.A.e alle aziende? C'è dietro una lobbyche neanche vi immaginate, forte anche esoprattutto perchè adagiata sullostatus quo.NB: ho detto anche "aziende" perchè è ovvioche se la P.A. passasse all'open source pertutta una serie di motivi molte aziendeseguirebbero a ruota in pochi anni.Inoltre: l'utente medio (e lo sono anchefunzionari, dirigenti, ecc.) è ormailobotomizzato, informaticamente parlando.Se gli togli Windows e MS Office siparalizza. E' una specie di assuefazione.Io ho provato - in vari contesti - aprospettare la possibilità di usare softwarealternativi (anche non open) gratuiti oda basso costo. Di solito non ti rispondononeanche. C'è una specie di bloccopsicologico. Attenzione: questa forma di"blocco" c'è anche da parte degli utentic.d. esperti. Io sono convinto che se si stilasse una graduatoria delle persone piùostili all'introduzione dell'open source (in generale) si vederebbe che in testaci sono sistemisti e amministratori direte. Chi ormai si è formatoprofessionalmente con i sistemi MS, ha imparato a mettere su un server con NTed a gestire una rete in questo modo, nonpuò che paventare iniziative che mettanoin discussione tutto questo. Infattidovrebbe imparare altre cose e la suaprofessionalità (stipendio, prestigio,potere, ecc.) verrebbe posta a rischio.Puo arrivare un concorrente più espertoche gli soffia la posizione.Infine, sono perplesso sulla possibilepoliticizzazione della proposta.Non vorei che l'introduzione dell'opensource divenisse una specie di crociatasponsorizzata da una fazione politica.Con la conseguenza che chi magari politicamente è su altre sponde si sentaspinto ad opporsi.Molto cinicamente: l'80% dell'establishmentimprenditorale italiano è perlomeno vicinoad un'impostazione ideologica decisamentedistante da quella della parte politicache ha formulato la proposta di legge.E' un argomento sgradevole, ma non so semi sono spiegato :-)Francamente preferirei che l'affermazionedel'open source seguisse strade"fisiologiche".Comunque in bocca al lupo alla legge esperiamo che vada in porto!
    • Anonimo scrive:
      [OTTTTTT] Re: Non fatevi illusioni

      Inoltre: l'utente medio (e lo sono anche
      funzionari, dirigenti, ecc.) è ormai
      lobotomizzato, informaticamente parlando.
      Se gli togli Windows e MS Office si
      paralizza. E' una specie di assuefazione.
      Io ho provato - in vari contesti - a
      prospettare la possibilità di usare software
      alternativi (anche non open) gratuiti od
      a basso costo. Di solito non ti rispondono
      neanche. C'è una specie di blocco
      psicologico. Attenzione: questa forma di
      "blocco" c'è anche da parte degli utenti
      c.d. esperti. Io sono convinto che se si
      stilasse una graduatoria delle persone più
      ostili all'introduzione dell'open source
      (in generale) si vederebbe che in testa
      ci sono sistemisti e amministratori di
      rete. Chi ormai si è formato
      professionalmente con i sistemi MS, ha
      imparato a mettere su un server con NT
      ed a gestire una rete in questo modo, non
      può che paventare iniziative che mettano
      in discussione tutto questo. Infatti
      dovrebbe imparare altre cose e la sua
      professionalità (stipendio, prestigio,
      potere, ecc.) verrebbe posta a rischio.
      Puo arrivare un concorrente più esperto
      che gli soffia la posizione.l'uomo resta sempre l'annello debole...saranno cazzi quando le macchine saranno abbastanza intelligenti da capirlo...allora si che saranno cazzi...se guardate la fantascienza tutte le idee "rioluzionarie" c'hanno messo un centinaio d'anni a realizzarsi...che DIO ci salvi (da noi stessi)...piccolo triste mondo malato...
    • Anonimo scrive:
      Re: Non fatevi illusioni
      - Scritto da: Prospero
      Infine, sono perplesso sulla possibile
      politicizzazione della proposta.
      Non vorei che l'introduzione dell'open
      source divenisse una specie di crociata
      sponsorizzata da una fazione politica.
      Con la conseguenza che chi magari
      politicamente è su altre sponde si senta
      spinto ad opporsi.come scrissi una volta, se una fazione politica promuove una iniziativa per varare una legge che afferma che i pugni nelle palle fanno male, sicuramente la fazione opposta sollevera' critiche proponendo i pugni nelle palle come interessante forma di controllo delle nascite.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non fatevi illusioni
      Bè siccome dall'abbraccio letale a zio Bill non si è salvata neanche la fazione politica che oggi appoggia questa proposta, secondo me è necessario (per quanto sgradevole possa essere per lei) ammettere che ha sbagliato.E' necessario onde evitare che l'appoggio all'open source diventi un fatto di semplice operazione politica contro l'avversario, che oggi controlla apparati pubblici, ereditati con l'80% dei sistemi su windows, e quindi ne è attualmente responsabile.Oltretutto se la fazione che appoggia la proposta non fà ammenda, il rischio è che si ottenga poco e che quandoi torni questa al potere, rientrando in responsabilità su quei sistemi e sulle persone che lo gestiscono, insabbino questa ed altre iniziative del genere.Per l'utilizzatore della PA, c'è poi poco da dire, bisogna obbligarlo a d imparare, o lo fà o si procede a decurtazioni sullo stipendio e si deve anche arrivare al licenziamento; il tutto incitando professionalmente e meritocraticamente, i più bravi che lo fanno.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non fatevi illusioni
        Sulla prima parte del discorso sono pienamente d'accordo. L'autocritica una volta serviva a guadagnare voti, ora che è passata di moda e così non interessa più a nessuno.Sulla seconda parte del discorso, mi sembra che tu non abbia il minimo senso della realtà. Usare il software libero è giusto. Far capire alla gente che è qualitativamente migliore è giusto. Far capire alla gente l'ideaologia che sta dietro, è giusto. Togliere soldi a una persona, lasciarla senza lavoro, perchè non apprezza ciò che TU ritieni giusto è da imcecilli. Crea problemi molto ma molto più gravi di quelli che tenta (INVANO) di risolvere.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non fatevi illusioni
          Non mi riferivo al fatto che un dipendente della PA preferisse o meno un o.s. che può piacermi e relativo sw; ma in modo più generico al fatto che devono imparare a usare le nuove tecnologie messe a loro disposizione per gli interessi della PA, e pagate dai contribuenti; tra cui rientra anche l'uso di o.s. diversi da quello che finora hanno imparato.La "voglia di fare" nei dipendenti della PA è talmente latente che se non spronata in questo modo, non vedo alternative; daltronde avendo cmq (è assurdo, ma se anche un dipendente della PA rubasse alla PA o uccidesse dipendenti colleghi al lavoro, scontata la pena riavrebbe cmq il posto) un dip. della PA lo stipendio assicurato, non si darebbe da fare per "la gloria" della PA.Per inciso, qualche anno fà mi è stato proposto di amministrare dei server AIX di una delle direzioni centrali della Banca D'Italia, ma con lo scopo principale di fare da tutor su AIX a dei dipendenti della Banca perchè dovevano poi utilizzare dei programmi che giravano su AIX.A parte che ho dovuto rifiutare per la distanza eccessiva, dovendo cambiare ben 3 tipi di mezzi per arrivare alla sede, la cosa sorprendente è che io ero il 7° tentativo (se accettavo e se il mio profilo andava bene) per insegnare AIX a quei 5 dipendenti.Dipendenti che per inciso erano laureati in economia e avevano intorno ai 50 anni, quindi quasi 25 anni di servizio alla Banca d'Italia. Gli altri tentativi erano falliti, mi dissero che con uno di questi dip. ci si era quasi riusciti, ma poi fallì anche con lui. L'attenzione che il proponente la consulenza riservava a questa parte dell'impegno era metodica e preoccupata, tanto che il solo fatto della distanza che dovevo percorrere per arrivare in sede era oggetto di preoccupazione.Il motivo mi fù spiegato era ovvio: questi dipendenti erano persone in gamba, e lo dimostra il fatto di essere laureati in economia e lavorare agli alti livelli della Banca d'Italia; "ma sai, è gente che ha il loro stipendio assicurato, non è disposta per cui a mettersi ad imparare nuove cose, per cui occorre andarci coi guanti ed interessarli all'o.s. in modo di vincere la loro resistenza alla fatica d'apprendere nuove cose".Si, nonostante fossero stipendiati con soldi pubblici e con alto stipendio, nonostante fossero persone con alto Q.I. e alte capacità intellettuali e cognitive, si rifiutavano di fare la fatica d'apprendere, e tutto perchè il loro stipendio era cmq assicurato.Cosi come nel resto della PA, meno nelle ditte private, ma anche lì si incontrano dipendenti che una volta assunti e quindi assicurati entro certi limiti, si rifiutano di faticare per apprendere.Per questo l'unico modo è quello d'agire sullo stipendio delle persone, altrimenti il 99% di questi non si impegnerà mai a imparare un nuovo o.s. e relativo sw (nel caso in oggetto) solo perchè la PA ci risparmia e perchè è più rispettoso della libertà individuale (non essere agganciati a un sw e formati proprietari).
      • Anonimo scrive:
        Re: Non fatevi illusioni
        A quelli che invece non hanno ancora imparato a stare al mondo che facciamo?
  • Anonimo scrive:
    Ottimo, ma...
    Il comma 6 non mi convince, dall'articolo di PIComma 6La cessione di software libero viene esclusa dagli obblighi di cui all'Art. 10 della legge 248 del 18 Dicembre 2000 (bollino SIAE). (Comma in discussione).Ciò che non mi convince è il Comma in dicussione che compare fra parentesi... Qualcuno sa darmi spiegazioni?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ottimo, ma...
      - Scritto da: Skin Bracer
      Il comma 6 non mi convince, dall'articolo di
      PI

      Comma 6
      La cessione di software libero viene esclusa
      dagli obblighi di cui all'Art. 10 della
      legge 248 del 18 Dicembre 2000 (bollino
      SIAE). (Comma in discussione).

      Ciò che non mi convince è il Comma in
      dicussione che compare fra parentesi...
      Qualcuno sa darmi spiegazioni?
      Posso abbozzartene una, di spiegazione. Probabilmente si tratta di definire esattamente il comma, oppure e' in discussione il fatto di includerlo o meno...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ottimo, ma...
        - Scritto da: Blackstorm


        Posso abbozzartene una, di spiegazione.
        Probabilmente si tratta di definire
        esattamente il comma, oppure e' in
        discussione il fatto di includerlo o meno...Anche perchè sarebbe un controsenso far pagare i diritti d'autore, a meno che... il denaro non vada alle varie distro... Potrebbe essere una pensata intelligente ma andrebbe contro i princìpi del free software!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ottimo, ma...
      - Scritto da: Skin Bracer
      Il comma 6 non mi convince, dall'articolo di
      PI

      Comma 6
      La cessione di software libero viene esclusa
      dagli obblighi di cui all'Art. 10 della
      legge 248 del 18 Dicembre 2000 (bollino
      SIAE). (Comma in discussione).

      Ciò che non mi convince è il Comma in
      dicussione che compare fra parentesi...
      Qualcuno sa darmi spiegazioni?
      Il testo del DDL è stato ormai depositato. La dizione esatta nel testo è "Alla cessione di software libero non si applica quanto stabilito dall'articolo 171-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633, così come modificato dalla legge 18 agosto 2000, n. 248.". Come forse saprai la nuova legge sul diritto d'autore imponeva il bollino anche per il software libero. Con questo articolo speriamo di superare quella stortura.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ottimo, ma...
      OpsE' un refuso. NElla comunità online c'erano dei dubbi se lasciare l'articolo che risolverebbe un problema ma non è strettamente aderente al resto della proposta di legge.Nel testo definitivo spero i Verdi del Senato lo abbiano tolto ....CiaoAlessio Papini
  • Anonimo scrive:
    Chi troppo vuole ...
    Giustissima la battaglia, ma così è destinata al fallimento.Forse sarebbe più opportuno focalizzare tutte le attenzioni sulla proposta in Art. 4 Comma 1 in modo da garantire, se non altro la libera concorrenza fra diversi produttori di software.Non dimentichiamoci che Microsoft ingrassa anche (e sopratutto) grazie a chi deve comprarsi Windows e Word ultima versione solo per poter leggere i documenti di clienti e fornitori ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Chi troppo vuole ...
      - Scritto da: eymerich
      Non dimentichiamoci che Microsoft ingrassa
      anche (e sopratutto) grazie a chi deve
      comprarsi Windows e Word ultima versione
      solo per poter leggere i documenti di
      clienti e fornitori ...Questa è una favola metropolitana alla quale solo chi non conosce Word ne Windows può credere.Anche con Windows 95 e Word 97 è possibile leggere i documenti scritti con Word XP.Maggior obiettività, please. Non è raccontando frottole che si convince la gente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Chi troppo vuole ...

        Anche con Windows 95 e Word 97 è possibile
        leggere i documenti scritti con Word XP.anche notepad li legge...o no ????
        • Anonimo scrive:
          Re: Chi troppo vuole ...
          - Scritto da: blah

          Anche con Windows 95 e Word 97 è possibile

          leggere i documenti scritti con Word XP.
          anche notepad li legge...o no ????No.
  • Anonimo scrive:
    Morte al software libero
    Viva l'opensource!
    • Anonimo scrive:
      Re: Morte al software libero
      - Scritto da: Amigo
      Viva l'opensource!Che cinico!
      • Anonimo scrive:
        Re: Morte al software libero
        - Scritto da: tristezza
        Che cinico!GPM == virus
        • Anonimo scrive:
          Re: Morte al software libero
          - Scritto da: Amigo
          - Scritto da: tristezza


          Che cinico!

          GPM == virusNOOOOO Non puoi parlarmi così delGean Premio dell Montagna (maglia verde al Giro) :-ppp
          • Anonimo scrive:
            Re: Morte al software libero
            - Scritto da: SiN
            NOOOOO Non puoi parlarmi così delGean Premio
            dell Montagna (maglia verde al Giro) Non posso scriverlo giusto altrimenti mi si incolla addosso...
          • Anonimo scrive:
            Re: Morte al software libero
            ma davvero non vi capisco...GPL = virus?bene, non è obbligatoria, qual è il problema?
          • Anonimo scrive:
            Re: Morte al software libero
            - Scritto da: mrjive
            ma davvero non vi capisco...
            GPL = virus?
            bene, non è obbligatoria, qual è il problema?Sara' obbligatoria quando ogni stupida libreria sara' sotto GPL. A quel punto tanto vale usare Windows, almeno l'EULA non ti infetta.Firma anche tu la petizione contro la GPL e a favore dell'Open Source.
          • Anonimo scrive:
            Re: Morte al software libero
            - Scritto da: Amigo
            - Scritto da: mrjive

            ma davvero non vi capisco...

            GPL = virus?

            bene, non è obbligatoria, qual è il
            problema?

            Sara' obbligatoria quando ogni stupida
            libreria sara' sotto GPL. A quel punto tanto
            vale usare Windows, almeno l'EULA non ti
            infetta.

            Firma anche tu la petizione contro la GPL e
            a favore dell'Open Source.Secondo la definizione OSI la GPL E' open source. E poi le librerie sono quasi tutte sotto LGPL
  • Anonimo scrive:
    mmm, IBM e Finmatica
    mmm, si presentano IBM e Finmatica ???Passeremmo da un monopolio ad un altro ?Se si parla di software libero anche nelle PA, e non vedo perchè non si poteva fare prima, lo si faccia senza grandi nomi dietro, così si elimina il sospetto di voler aggredire un nuovo mercato.
    • Anonimo scrive:
      Re: mmm, IBM e Finmatica
      - Scritto da: Lindows
      mmm, si presentano IBM e Finmatica ???
      Passeremmo da un monopolio ad un altro ?

      Se si parla di software libero anche nelle
      PA, e non vedo perchè non si poteva fare
      prima, lo si faccia senza grandi nomi
      dietro, così si elimina il sospetto di voler
      aggredire un nuovo mercato.se lo si facesse senza grandi nomi dietro non si avrebbe la minima possibilita' di far passare la legge, temo... :(almeno cosi' non ci beccheremo piu' gli allegati in word dalla PA, ed e' gia' un passo avanti...
      • Anonimo scrive:
        Re: mmm, IBM e Finmatica
        Linux ha acquisito grandi quote di mercato (lato server) grazie soprattutto alle sue qualità tecnologiche e non per l'appoggio di grandi aziende.Dato il suo successo, anche le grandi aziende ora vogliono appoggiarlo, con il rischio di condannarlo. IBM, Oracle, SUN and Co. sono aziende assolutamente PROFIT.
        • Anonimo scrive:
          Re: mmm, IBM e Finmatica
          - Scritto da: Lindows
          Linux ha acquisito grandi quote di mercato
          (lato server) grazie soprattutto alle sue
          qualità tecnologiche e non per l'appoggio di
          grandi aziende.questo e' vero, ma in sede "legislativa" della qualita' tecnologica non importa molto, anche perche' non c'e' nessuno in grado di capirla
          Dato il suo successo, anche le grandi
          aziende ora vogliono appoggiarlo, con il
          rischio di condannarlo. IBM, Oracle, SUN and
          Co. sono aziende assolutamente PROFIT.verissimo. pero' nell'open source dovrebbe esserci posto sia per il profit che per il non-profit
        • Anonimo scrive:
          Re: mmm, IBM e Finmatica
          - Scritto da: Lindows
          Linux ha acquisito grandi quote di mercato
          (lato server) grazie soprattutto alle sue
          qualità tecnologiche e non per l'appoggio di
          grandi aziende.
          Dato il suo successo, anche le grandi
          aziende ora vogliono appoggiarlo, con il
          rischio di condannarlo. IBM, Oracle, SUN and
          Co. sono aziende assolutamente PROFIT.Non mi sembra che sia andata proprio così. La qualità di Linux mi sembra inferiore agli altri Unix proprietari e non (vari BSD, AIX, Solaris,...). E' emerso perchè la sua licenza dava spazio a tutti di fare un minimo di business quindi le grandi aziende lo hanno adottato. Senza l'appoggio di queste ditte forse non seremmo nemmeno qui a parlarne.Adesso è corretto che prendano parte ed incominciano a prendere i frutti di questo appoggio. Importante sarebbe stare attenti di non creare altri mostri (vedi Micro$oft).Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: mmm, IBM e Finmatica
        Quanto hai ragione.Che poi è veramente una cozzata!!! Già da Word97 si può salvare in HTML.Sono veramente dei pescipalla quando ti lasciano quel genere di allegati.Gli standard esistono ANCHE se usi software commerciale.- Scritto da: valhalla
        almeno cosi' non ci beccheremo piu' gli
        allegati in word dalla PA, ed e' gia' un
        passo avanti...
        • Anonimo scrive:
          Re: mmm, IBM e Finmatica
          - Scritto da: Comunque!

          Quanto hai ragione.
          Che poi è veramente una cozzata!!! Già da
          Word97 si può salvare in HTML.
          Sono veramente dei pescipalla quando ti
          lasciano quel genere di allegati.
          Gli standard esistono ANCHE se usi software
          commerciale.Il problema e' che l'html di word (o di powerpoint) e' diventato sempre piu' incompatibile con tutti gli altri browser. Microsoft adesso usa un namespace xml tutto suo e una qualche forma di xhtml, anche questo tutto suo (prova a salvare una presentazione di power point 2000 e guardala con netscape...)se fai visualizza html, inorridisci...Ciao




          - Scritto da: valhalla


          almeno cosi' non ci beccheremo piu' gli

          allegati in word dalla PA, ed e' gia' un

          passo avanti...

          • Anonimo scrive:
            Re: mmm, IBM e Finmatica
            - Scritto da: Marina


            - Scritto da: Comunque!



            Quanto hai ragione.

            Che poi è veramente una cozzata!!! Già da

            Word97 si può salvare in HTML.

            Sono veramente dei pescipalla quando ti

            lasciano quel genere di allegati.

            Gli standard esistono ANCHE se usi
            software

            commerciale.

            Il problema e' che l'html di word (o di
            powerpoint) e' diventato sempre piu'
            incompatibile con tutti gli altri browser.
            Microsoft adesso usa un namespace xml tutto
            suo e una qualche forma di xhtml, anche
            questo tutto suo (prova a salvare una
            presentazione di power point 2000 e guardala
            con netscape...)
            se fai visualizza html, inorridisci...

            Ciao









            - Scritto da: valhalla




            almeno cosi' non ci beccheremo piu' gli


            allegati in word dalla PA, ed e' gia'
            un


            passo avanti...


            Per la precisione, Microsoft NON supporta nè Xml nè Xhtml. Provate a vedere un documento Xhtml ben formato validato con il tool del W3c: con IE non si riesce. In compenso, un documento MS Xml non si vedrà mai correttamente con un tool non Microsoft. Le pagine Html salvate da Word non si vedono su nessun browser. Superato un certo grado di complessità, mandano in palla anche IE (e se non lo mandano in palla, comunque si vedono malissimo, tutti gli allineamenti vanno al diavolo).IE è così lento anche perchè non supporta Http 1.1 (nonostante dichiari di supportarlo).Microsoft, per quante idiozie possa raccontare alla stampa, non supporta nessuno standard o quasi.
    • Anonimo scrive:
      Re: mmm, IBM e Finmatica
      si passa a software OPEN SOURCE,che è diverso.Io preferisco avere a che fare con una sorgente in chiaro di IBM piuttosto che con alfredo scandaglia della pincopezzuli, di fraiello sul Blagghio in provincia di Gualdella...Perlomeno il team di supporto è garantito (non ho mai avuto problemi sull'assistenza Software con Ibm) e se vuoi puoi sviluppare tu, basandoti su prodotti IBM.Che ne so, puoi fare un'applicazione che gira sulle loro macchine perché ti sai interfacciare con le loro sorgenti. E lo fai in maniera totalmente autonoma.Per quanto anche io ami il software FREE=GRATIS, sono dell'idea che anche in quello a pagamento sia grande avere a disposizione la sorgente.- Scritto da: Lindows
      mmm, si presentano IBM e Finmatica ???
      Passeremmo da un monopolio ad un altro ?

      Se si parla di software libero anche nelle
      PA, e non vedo perchè non si poteva fare
      prima, lo si faccia senza grandi nomi
      dietro, così si elimina il sospetto di voler
      aggredire un nuovo mercato.
    • Anonimo scrive:
      Re: mmm, IBM e Finmatica
      La ragione della presenza di aziende di varie dimensioni (alla presentazione c'erano anche Redhat e Suse) serve per dimostrare che il software libero non è soltanto una fisima da smanettoni ma ha anche importanti ricadute economiche. Lo stesso al Linux Event di Livorno in questi giorni, organizzato da ICUBE srl e con larga presenza di aziende.Se hai letto altri interventi noterai che alcuni dubbi derivano da parzialità politica della proposta (Verdi, anche se stiamo cercando di allargare -pare con successo - ad altre forze politiche) e dalla forza marketing delle aziende che vendono software alle Pubbliche Amministrazioni.E' chiaro che la presenza di aziende private tanto importanti e certo non imputabili di ideologie alternative o comunque partigiane aiuta molto la Proposta di Legge.Almeno spero!Alessio Papini, capogruppo dei Verdi di Firenze e collettore dei suggerimenti e proposte per la scrittura della Proposta di Legge.
  • Anonimo scrive:
    A chi conviene il software libero
    Anch'io sono molto curioso di vedere come andrà l'iter di questa proposta. A differenza di PI, mi aspetto abbia un certo successo visto che è supportata da grandi nomi dell'informatica italiana. Mi è chiaro anche il motivo di tanto supporto soprattutto quello dietro le quinte. Poter finalmente togliere di mezzo le applicazioni e i sistemi operativi standard, per i grandi integratori è una occasione molto ghiotta.Grazie alla disponibilità dei sorgenti ed alla libertà di modificarli, io posso finalmente creare versioni specializzate dei s.o. e soprattutto degli applicativi per ogni singolo cliente, attività sempre molto apprezzata dai nostri ministeri. A quel punto mi basta rendere adeguatamente complicata e poco documentata la mia modifica che violà magicamente ho una fortissima barriera all'ingresso per gli altri fornitori e posso iniziare a far pagare canoni improbabili per la manutenzione di un accrocchio che solo io so far funzionare. Certamente taglio fuori i piccoli fornitori e tra grandi il mercato è abbastanza grande per spartircelo senza troppi clamori, uno ministero a te ed uno a me.E non mi venite a parlare per favore di disponibilità dei sorgenti. I sorgenti c'erano allora come ci sono adesso. Metterci le mani è un'altra cosa soprattutto quando ci sono commistioni hardware e software. E cerco di evitare qui di parlare della problematica GPL.E' esattamente quello che facevano le varie aziende (che guarda caso sono le stesse che appoggiano questa legge) negli anni 70 e 80 prima dell'avvento delle applicazioni standard Microsoft e non solo. Sapete come si incavolavano negli anni 90 quando un qualsiasi dealer poteva offrire Lotus 123 a prezzi migliori dei loro ??? Adesso che gli si offre la possibilità di tornare a far pagare un word processor qualche migliaia di euro per posto di lavoro (erano i prezzi che pagava la Marina Militare nel 1988) volete che ci rinuncino così facilmente ?E noi a continuare a pagare per arricchire i soliti noti. La vera sudditanza informatica è questa altro che i soldi a Bill Gates. Andate a vedere quanto fattura la Microsoft in Italia rispetto a IBM, Finsiel e compagnia cantante. Scoprirete interessanti fatterelli.
    • Anonimo scrive:
      Re: A chi conviene il software libero
      analisi spietata ma giusta! nella P.A. ancora si combatte con i software IBM... :-)Inoltre, con l'attuale politica di stardardizzazione e rete unitaria della P.A. l'"open source"... mi sembra una via complicata!
    • Anonimo scrive:
      Re: A chi conviene il software libero
      - Scritto da: Diglett
      Mi è chiaro anche il motivo di tanto
      supporto soprattutto quello dietro le
      quinte. Poter finalmente togliere di mezzo
      le applicazioni e i sistemi operativi
      standard, per i grandi integratori è una
      occasione molto ghiotta.Ti posso rispondere semplicemente: il testo e' solo una proposta, che puo' modificata, quindi migliorata. Quello che hai ipotizzato e' un effetto indesiderato. Lo scopo della legge e tutt'altro. Se ritieni sia possibile evitare che accada quanto da te prospettato con apposite norme sulla gestione del codice aperto, scrivi agli autori/propositori della legge spiegando il problema e proponendo soluzioni.
      • Anonimo scrive:
        Re: A chi conviene il software libero (AGGIUNGO)
        - Scritto da: FDG
        ...scrivi agli autori/propositori della
        legge spiegando il problema e proponendo
        soluzioni.Aggiungo: scrivi ovviamenta anche agli altri parlamentari!
    • Anonimo scrive:
      Re: A chi conviene il software libero
      - Scritto da: ilFrate
      Spesso la modifica può essere anche
      semplicemente un plug-in o una libreria
      proprietaria specializzata (quindi non di
      interesse generale) linkata dinamicamenteE questo non e' software libero.Leggendo il resto del tuo post, mi pare che il problema si a l'accessibilita' del codice (la documentazione!) e la standardizzazione delle soluzioni. Fino ad ora ci siamo fidati della standardizzazione di questo tipo di software e del fatto che il codice fosse in qualche modo accessibile. E devo dire che fino ad ora questa fiducia e' stata ben riposta. Certo che se interessi particolari dovessero prevalere su quelli generali, le cose potrebbero cambiare. E questo e', a mio avviso, un problema su cui la futura legge dovra' dire qualcosa. Intanto, non secondario, dice che le specifiche dei formati devono essere pubbliche. Specifiche pubbliche, vuol dire che c'e' la possibilita' di interfacciarsi con del software senza essere necesariamente l'autore di quel software.
      Ma assume un senso più che logico se tutto
      ciò che è software viene gestito/organizzato
      esclusivamente nei datacenter di un'azienda
      (senza il coinvolgimento di nessun fornitore
      software).Certo, se il cliente fa solo l'interesse del fornitore!
      Naturalmente, oltre che un grosso potenziale
      pericolo alla proprietà intellettuale di una
      qualunque azienda...La proposta di legge da una definizione del software libero che non mi pare coincida con la licenza GPL: parla di diritto di redistribuire software e sorgenti insieme, non di dovere. E comunque, il supposti problemi della GPL possono essere risolti.
      questo è anche un grosso
      freno all'innovazione (dopo anni che il
      datacenter si è adagiato su alcune soluzioni
      consolidate e sicure...Ehm, si puo' dire la stessa cosa dell'attuale situazione del mercato del software proprietario.
      , quale può essere lo
      stimolo ad introdurre una minima innovazione
      o cambiare -se pur leggermente- le proprie
      scelte ?)Non so, ma credo che questo non abbia nulla a che fare con la natura piu' o meno aperta del software.
    • Anonimo scrive:
      Re: A chi conviene il software libero
      Per usare uno UNIX a livello base non occorre certamente nessun corso di laurea in scienze o ingegneria; se poi parliamo di Linux basta essere un pò "smanettoni" e leggersi qualche doc.Certamente, se voglio usarlo oltre lo standard (ad esempio per qualche utilizzo di periferiche non comuni, etc.), allora occorre leggersi doc. specifico; ma il vantaggio è che sai cosa fai.Se poi voglio usarlo cmq ad un buon livello, non dico sistemista, occorre documentarsi e studiare di più; ma non servervono lauree a Princeton per questo, come dici dipende dall'uso che se ne vuol fare.Poi, lo UNIX è nato per quell'applicazioni che cito; è cioè nato per sfruttare il computer su cui gira al max; quello che tu dici può essere vero in un'ottica di non squisitamente (permettimi di usare questo termine) tecnica.Ma con mio sommo dispiacere, in parte, Linux si và orientando per andare incontro alle esigenze della maggioranza (e sottolineo della maggioranza) di ut. non tecnici. Daltronde il fatto di trovarsi davanti cmq un o.s. che di base non è concepito per l'user-friendly, lo porta a soddisfare le esigenze della sola maggioranza in modo user-friendly. O detto diversamente, siccome per rendere facile un'o.s. che non lo è, debbo impostarlo su alcune configurazioni di modo che l'o.s. per l'uso derivante da quelle configurazioni, risulti facile, debbo scartare altre configurazioni (che cmq l'ut. esperto può fare), scelgo ovv. le esigenze della maggioranza. Ciò è vero dai programmi, ai linguaggi nazionali, al sostegno per gli handicap.In seno a ciò, non è detto che un'o.s. UNIX debba andare bene a tutti, ma è vero che almeno Linux impostato come in Mandrake o Red Hat, pur nella diversificazione delle fasce a cui ogni distro si rivolge, va bene per la maggioranza.
    • Anonimo scrive:
      Re: A chi conviene il software libero

      La vera sudditanza informatica
      è questa altro che i soldi a Bill Gates.
      Andate a vedere quanto fattura la Microsoft
      in Italia rispetto a IBM, Finsiel e
      compagnia cantante.A mio modesto parere stai usando argomenti giusti per saltare a conclusioni sbagliate. Il problema non è "standard proprietario" contro "nessuno standard". Il problema è "standard proprietario" contro "standard aperto".E' chiaro che se sostituiamo la prepotenza di Microsoft con quella di IBM non facciamo necessariamente un buon affare. Quello che dovremmo fare, dove possibile, è svincolarci dai produttori.Un esempio banale ma attuale: se distribuiamo i nostri documenti pubblici in formato Word facciamo un favore ad un privato. Se li distribuiamo in formato PDF va già meglio, perché il reader PDF è gratis e multipiattaforma. Se li distribuiamo in HTML, quando possibile, è ancora meglio, perché HTML non appartiene a nessuno.Anch'io lavoro nell'IT, e sono sicuro che questo genere di passi avanti non pregiudicherebbe la nostra indipendenza dagli avidi integratori di sistemi - anzi, tutto il contrario. Credo che saremmo un po' più liberi. Paolo
  • Anonimo scrive:
    Veramente consolante...
    E io che mi chiedevo se si poteva promuovere una petizione sul modello di quella di Bundestux al Parlamento tedesco... Per una volta la realta' ha superato le mie aspirazioni. E' consolante.Alberto
  • Anonimo scrive:
    Manca un comma sui corsi ECDL
    Io ritengo necessaria la revisione dei corsi ECDL che ad eccezione della prima parte formano e verificano solo le conoscenze dei soliti applicativi, rinunciando a diffondere contenuti teorici e trasversali assai più utili.
    • Anonimo scrive:
      Re: Manca un comma sui corsi ECDL
      - Scritto da: Christian
      soliti applicativi, rinunciando a diffondere
      contenuti teorici e trasversali assai più
      utili.come ad esempio i fondamenti del debianzhang che si imparano in soli 15 anni
  • Anonimo scrive:
    ho già in mente un film
    pensate ad un bel film in cui un tizio x scopre che i programmi che lui credeva girassero non sono quelli opensource che sembravano, ma hanno codice che sniffa dati degli utenti e li spedisce da qualche parte ... roba che controlla ecce cc...mega giallo classico ...eh!?he he!!! qualcuno ci penserà. lo so. ne sono certa
    • Anonimo scrive:
      Re: ho già in mente un film
      scusa ma questo esiste già con programmi che non si dichiarano open source...
      • Anonimo scrive:
        Re: ho già in mente un film
        film copiato, allora;-)- Scritto da: ??
        scusa ma questo esiste già con programmi che
        non si dichiarano open source...
  • Anonimo scrive:
    Underconstruction perenne
    prego controllare un dettagliohttp://www.senato.it/leg/14/Elezioni/er_r10.htm
    • Anonimo scrive:
      Re: Underconstruction perenne
      - Scritto da: trallallero
      prego controllare un dettaglio
      http://www.senato.it/leg/14/Elezioni/er_r10.hE sti cazzi? :DVuoi mettere avere il sorgente del programma usato per fare quella pagina? Tutta un'altra storia, potrai modificarlo e correggere tutti i bug, una cosa strepitosa! Quella diventerebbe una pagina Under Construction fatta con un software Open Source, sarebbe sicuramente migliore.CiaoVan Helsing
  • Anonimo scrive:
    DWG, DOC, XLS, MDB, DB2, DB3, RBF ...
    quindi niente formati proprietari davvero?vedrai che faranno le richieste di formati digitali in modo che gli unici che risponderanno ai requisiti saranno i formati proprietari.ed inoltre chi si interesserà ai progetti? gente che di tecnologia ne capisce poco.Invece di affidare le commissioni alle università (solo per la parte tecnica, perché per il resto sono pliticizzate come poche) il tutto sarà affidato a gente qualsiasi.Questo mi aspetto, non lo affermo come certezza.
  • Anonimo scrive:
    Alea iacta est
    E ora speriamo che sta legge la presentino BENE, facendo capire quali sono i risparmi ottenibili utilizzando software aperto.Comunque, ragazzi, la cosa dilaga a macchia d'olio, chi l'avrebbe mai detto, io non me l'aspettavo proprio ;^)
    • Anonimo scrive:
      Re: Alea iacta est
      - Scritto da: slack\b0y
      E ora speriamo che sta legge la presentino
      BENE, facendo capire quali sono i risparmi
      ottenibili utilizzando software aperto.
      Comunque, ragazzi, la cosa dilaga a macchia
      d'olio, chi l'avrebbe mai detto, io non me
      l'aspettavo proprio ;^)Come membro fisso del Pluto da tre anni, io sitanta gente ha lavorato senza grossi clamori, in questi anni e i risultati iniziano a vedersiE spero che tutto si concluda per il meglio, anche se... ci sono troppi interessi economici sotto Windows e compagniaCiao
      • Anonimo scrive:
        Re: Alea iacta est
        - Scritto da: Marina


        - Scritto da: slack\b0y

        E ora speriamo che sta legge la presentino

        BENE, facendo capire quali sono i risparmi

        ottenibili utilizzando software aperto.Dimenticavo:non cisono solo i risparmi, ma i vantaggi: maggior sicurezza, affidabilita', possibilita' di incremento dello sviliuppo di software nazionali (e quindi incremento dei posti di lavoro per programmatori e sistemisti veri), meno capitali che vanno all'estero, in particolare nelle tasche del buon BillCiaoP.S E non parlo solo di Linux, evitiamo le guerre di religione: ci sono anche altri sistemi. Free BSD, Open BSD, Net BSD, GNU Hurd, ecc..

        Comunque, ragazzi, la cosa dilaga a
        macchia

        d'olio, chi l'avrebbe mai detto, io non me

        l'aspettavo proprio ;^)

        Come membro fisso del Pluto da tre anni, io
        si

        tanta gente ha lavorato senza grossi
        clamori, in questi anni e i risultati
        iniziano a vedersi

        E spero che tutto si concluda per il meglio,
        anche se... ci sono troppi interessi
        economici sotto Windows e compagnia

        Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Alea iacta est

          guerre di religione: ci sono anche altri
          sistemi. Free BSD, Open BSD, Net BSD, GNU
          Hurd, ecc..A quale fascia di utenza si indirizzano?
          • Anonimo scrive:
            Re: Alea iacta est
            - Scritto da: Benny

            guerre di religione: ci sono anche altri

            sistemi. Free BSD, Open BSD, Net BSD, GNU

            Hurd, ecc..
            A quale fascia di utenza si indirizzano?che io sappia molti di questi ad una fascia di utenza piu' vicina ai server che non al mercato consumer, pero' nella pubblica amministrazione non ci sono solo i "computer delle segretarie"comunque mi risulta che un *BSD + KDE configurato da una persona che sa cosa fare sia di semplice utilizzo esattamente come un Linux + KDE ben configurato (la differenza principale e' che e' piu' facile imparare a configurare linux perche' ci sono piu' persone che possono aiutare...)
          • Anonimo scrive:
            Re: Alea iacta est
            - Scritto da: valhalla
            - Scritto da: Benny


            guerre di religione: ci sono anche
            altri


            sistemi. Free BSD, Open BSD, Net BSD,
            GNU


            Hurd, ecc..

            A quale fascia di utenza si indirizzano?

            che io sappia molti di questi ad una fascia
            di utenza piu' vicina ai server che non al
            mercato consumer, pero' nella pubblica
            amministrazione non ci sono solo i "computer
            delle segretarie"

            comunque mi risulta che un *BSD + KDE
            configurato da una persona che sa cosa fare
            sia di semplice utilizzo esattamente come un
            Linux + KDE ben configurato (la differenza
            principale e' che e' piu' facile imparare a
            configurare linux perche' ci sono piu'
            persone che possono aiutare...)Ho installato entrambi: Mandrake e Red hat + KDE e Free BSD + KDEnon ho notato nessuna differenza sostanzialeL'installazione di Free BSD si differenzia da quella di Linux, il partizionamento del disco e' diverso, ma si trova tranquillamente documentazione su come fare (Free BSD concepuisce le partizioni come Solaris)Ciao
        • Anonimo scrive:
          [quasi OT] Re: Alea iacta est

          Free BSD, Open BSD, Net BSD, GNU
          Hurd, ecc..Mmmh, GNU/Hurd mi sembra ancora un po' "beta" non ti pare?Inoltre non so perche', ma mi sembra + promettente un sistema GNU/Darwin come OS a microkernel. Certo su piattaforma Intel non e' molto maturo neanch'esso...Ciao
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