AutoFDO è una tecnica di ottimizzazione che esiste già da diversi anni. Google sta iniziando ad applicarla al cuore di Android per ridurre quelle micro-latenze che si manifestano all’apertura delle app o nel passaggio tra schermate. Stiamo parlando di ritardi nell’ordine dei millisecondi, ma comunque percettibili nell’uso quotidiano.
Cos’è l’AutoFDO e perché può migliorare le prestazioni dei telefoni Android
Introdotto con Android 12, AutoFDO osserva come il telefono viene usato e dice al compilatore quali parti del codice migliorare per far funzionare meglio il sistema. È una sorta di corsia preferenziale, il sistema identifica i “percorsi caldi” del codice, quelli che il processore attraversa più spesso, e li ottimizza specificamente, invece di trattare tutto il codice allo stesso modo. I profili di utilizzo vengono generati in laboratorio facendo girare le 100 app più popolari, creando una mappa di come Android viene realmente usato.
AutoFDO, secondo Google, aumenta la velocità del 10% circa e raggiunge quasi gli stessi risultati delle ottimizzazioni tradizionali, usando meno dati.
Big G dice che Android avvia le app un po’ più velocemente e il sistema leggermente prima. Questo rende l’esperienza più fluida e aiuta anche a risparmiare batteria, perché il processore lavora in modo più efficiente.
Disponibilità
L’ottimizzazione riguarda per ora certi kernel Android sui Pixel. Google vuole estenderla ad altre versioni e dispositivi, partendo dal kernel principale e poi dai moduli del sistema. Big G adotta un approccio conservativo di default, preferisce miglioramenti stabili e sicuri piuttosto che spremere ogni ultimo punto percentuale di prestazioni rischiando problemi di affidabilità.