Thailandia, GTA è il male

Il game può indurre all'omicidio. Ma non è il solo a scatenare istinti assassini. La scure delle autorità su una manciata di videogiochi datati

Roma – GTA è intriso di male, innesca dinamiche sociali pericolose, riverbera la propria nocività su tutto il settore videoludico. Così ha deciso la Thailandia: certi giochi non verranno più distribuiti.

GTA IV Era il 3 agosto quando il giovane Polwat Chinno aveva impugnato il coltello che deteneva illegalmente, si era scagliato contro un tassista, l’aveva derubato e ucciso. Si era messo alla guida con il cadavere nascosto nell’auto. Era stato fermato dalla polizia. Alla quale aveva confessato che il suo gesto era motivato dal comportamento dei genitori: non gli permettevano di giocare a GTA, così ha trasformato la sua giornata in una sessione di gaming . “Ha detto che voleva appurare se nella vita reale rubare un taxi fosse facile come nel gioco”, raccontano i rappresentanti delle forze dell’ordine di Bangkok. Se dovesse essere giudicato colpevole rischierebbe la pena di morte.

Nel giro di pochi giorni, il giro di vite: il distributore locale aveva assicurato che il titolo di Rockstar Games non avrebbe fatto la propria comparsa sugli scaffali di tutta la Thailandia. L’azienda, New Era Interactive Media Company, aveva inoltre ammonito i cittadini: avrebbero dovuto vigilare sui gamer, indagare sulle loro abitudini di acquisto e di consumo di fronte allo schermo.

Nei giorni successivi, l’intervento delle autorità statali: la serie di GTA è stata classificata come oscena , di conseguenza fuori legge. I negozianti che avessero deciso di contravvenire alle disposizioni sarebbero stati puniti con l’arresto, ma a dissuaderli dalla vendita del titolo ci sarebbe stato ben altro. “Oggi è stato il turno di un tassista, domani potrebbe essere quello di un rivenditore di videogame – aveva avvertito Ladda Thangsupachai, a capo del Centro di Sorveglianza sulla Cultura – questa bomba a orologeria è già esplosa e la situazione potrebbe peggiorare”.

Nei giorni successivi alla messa al bando della serie Rockstar, le autorità thailandesi avevano stilato una lista dei giochi più pericolosi per le giovani generazioni. Una lista che raggruppava dei titoli che avevano ormai smesso di appassionare i videogiocatori, una lista che, ha osservato qualcuno, aveva tutta l’aria di essere frutto del copiaincolla di autorità poco esperte del campo.

Ora la lista è diventata legge . Le autorità, pervase da un fervore censorio , tornano a sostituirsi alle famiglie irresponsabili: Hitman, 300: The Video Game, Killer 7, Hitman: Blood Money e 50 Cent: Bulletproof non possono essere distribuiti e venduti . Il gaming, sentenziano i rappresentanti statali nell’ambito di una conferenza stampa svoltasi in pompa magna nei giorni scorsi, “coinvolge l’ossessione e ha un effetto negativo sui bambini e sugli adolescenti”.

GTA non rappresenta dunque che l’innesco: non è la prima occasione in cui al game viene imputata la responsabilità di scatenare istinti omicidi nelle giovani generazioni, i genitori temono che GTA possa irretire i propri pargoli più dell’alcolismo e della pornografia , i cittadini di mezzo mondo, inviperiti e impensieriti , chiedono a gran voce più tutele. Rockstar Games, nel frattempo, prepara il terreno per il lancio dei contenuti scaricabili per Xbox e per il debutto di GTA IV per piattaforma PC.

Gaia Bottà

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