The GIMP ci riprova con la 2.6

L'ultima release del programma di fotoritocco open source si presenta al pubblico con molte novità. Sia nell'interfaccia che sotto al cofano. La strada che porta a Photoshop però è ancora lunga

Roma – The GIMP, versione 2.6. Dalla giornata di ieri è disponibile la nuova release del programma che vede un sostanziale ritocco all’interfaccia, votata ad un utilizzo più semplice e immediato. Tante le nuove feature disponibili, tanto l’hype intorno al programma che più di una volta è stato definito l’ anti-Photoshop . Questa versione segna senz’altro un deciso passo in avanti in quella direzione.

Dalla sua prima apparizione The GIMP si è guadagnato sempre più utenti, passando da essere la next big thing del web a rappresentare una delle più valide alternative open source ai più blasonati e costosi programmi di fotoritocco professionali. Le novità della nuova versione sono soprattutto strutturali: finalmente è disponibile la tanto attesa libreria grafica chiamata GEGL che permette una profondità di canale a 32 bit, rispetto agli 8 delle precedenti versioni. Tutto ciò previa attivazione: il programma continua ad avere di default la modalità che permette di lavorare ad 8 bit, mentre quella a 32 rimane opzionale. Anche l’interfaccia è protagonista di alcuni cambiamenti: al posto dell’application menu adesso appare un unica finestra con menu in cui vengono aperti i documenti, più in linea con l’aspetto di altre applicazioni.

A completare il quadro dei progressi dalla versione 2.4, già recensita sulle pagine Punto Informatico , tante altre piccole modifiche che avrebbero dovuto fare – nelle intenzioni dei suoi sviluppatori – di questa versione di The GIMP quella della svolta. In realtà la nuova release non ha convinto proprio tutti in Rete, come dimostra il parere di un utente di un forum di fotografia digitale: “Sfortunatamente, i cambiamenti fatti non sono ancora sufficienti per farmi tessere le lodi del programma, perché hanno solo effettuato un cambio, con un framework diverso – dichiara un certo Garbz – Comunque per un fotografo alle prime armi è un ottimo programma e, cosa importante, è open source”.

In ogni caso saranno gli utenti a decretare il successo o la sconfitta del software. L’interfaccia da sola non basterà probabilmente a condannarlo, ma i cambiamenti apportati sono senz’altro positivi. La strada da fare per ottenere un alto gradimento è ancora lunga, e i programmatori sono già all’opera per la versione 2.8. Neanche il tempo di finire la 2.6, e per la prossima c’è già molta attesa: tutti aspettano la vera killer application per il software di fotoritocco di Adobe .

Vincenzo Gentile

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