Dopo un anno di minacce, ultimatum, scomparse temporanee dagli app store e negoziazioni, TikTok ha finalmente una nuova identità negli Stati Uniti. Si chiama TikTok USDS Joint Venture LLC. La quota della società cinese è scesa al 19,9%, proprio sotto la soglia magica del 20% che la legge “divest-or-ban” firmata da Biden richiedeva. Il restante 80,1% è nelle mani di un consorzio di investitori americani e alleati, guidato da Silver Lake, Oracle e MGX di Abu Dhabi, ciascuno con il 15%.
L’accordo su TikTok è finalmente concluso, cosa succederà ora?
È fatta. TikTok resta negli Stati Uniti. I creator possono dormire sonni tranquilli. Le aziende possono continuare a fare pubblicità. Gli adolescenti possono continuare a ballare. E tutti possono smettere di preoccuparsi che l’app sparisca dall’oggi al domani, almeno per ora.
Ma cosa significa davvero questo accordo? Chi sono questi nuovi proprietari? E soprattutto, cosa cambia per gli utenti?
Silver Lake, Oracle e MGX sono i tre “investitori gestori” con il 15% ciascuno. Silver Lake è una società di investimenti che ha già messo le mani su mezza Silicon Valley. Oracle è il gigante tech che fornirà il cloud dove verranno custoditi i dati degli utenti americani. MGX è la società di investimenti di Abu Dhabi che evidentemente ha deciso che TikTok è un buon posto dove parcheggiare qualche miliardo.
Insieme a loro c’è un esercito di investitori minori: il Dell Family Office di Michael Dell, Vastmere Strategic Investments, Alpha Wave Partners, Revolution, e una serie di altri nomi che sono tutti family office, fondi di investimento e veicoli finanziari vari. Insieme controllano l’80,1% della nuova TikTok americana.
ByteDance, che fino a ieri era il padrone assoluto, si tiene un modesto 19,9%. Abbastanza per non essere completamente tagliata fuori, ma non abbastanza per avere voce in capitolo.
Cosa cambia (e cosa no)
Il comunicato stampa che annuncia l’accordo non specifica quanto sia costata questa operazione. Niente cifre, niente dettagli finanziari. Solo vaghe promesse su protezione completa dei dati, sicurezza degli algoritmi, moderazione dei contenuti e garanzie software.
La supervisione della joint venture si applicherà a TikTok, ma anche a CapCut (l’editor video), Lemon8 (il clone di Instagram che nessuno usa) e altre app e servizi che il comunicato non specifica. Quindi potenzialmente qualsiasi cosa ByteDance faccia negli Stati Uniti passa sotto il controllo di questa nuova entità. Il CEO sarà Adam Presser, ex responsabile delle operazioni e della sicurezza di TikTok. Il consiglio di amministrazione avrà sette membri, incluso l’attuale CEO di TikTok US, Shou Zi Chew.
La joint venture ha pubblicato una lista di punti chiave: Interoperabilità, mandato, protezione dei dati, sicurezza dell’algoritmo, garanzia del software, fiducia e sicurezza. La parte più interessante è che i dati degli utenti americani saranno protetti dalla Joint Venture all’interno dell’ambiente cloud sicuro di Oracle negli Stati Uniti. Significa che i dati non vanno più in Cina, vanno in un server Oracle da qualche parte in America. Che è quello che il governo voleva.
L’algoritmo verrà riaddestrato, testato e aggiornato basandosi sui dati degli utenti statunitensi e sarà ospitato e protetto nel cloud Oracle. Quindi non sarà più lo stesso algoritmo che gira nel resto del mondo. Sarà una versione americana, addestrata sugli americani, per gli americani. Se questo renderà TikTok migliore o peggiore, si vedrà.
L’interoperabilità
L’aspetto più importante di tutto l’accordo è nascosto in quella parola: interoperabilità. Significa che TikTok USA potrà ancora comunicare con TikTok Globale. I creator americani potranno essere scoperti da utenti di tutto il mondo. Le aziende potranno operare su scala internazionale.
Questo è fondamentale, perché senza interoperabilità TikTok USA sarebbe diventato un social network locale, irrilevante, destinato a morire lentamente. Con l’interoperabilità, resta parte dell’ecosistema globale. Gli utenti americani vedranno ancora video da tutto il mondo, e i loro video potranno ancora essere visti ovunque.