Torrentisti di tutto il mondo, unitevi

Un recente studio sul P2P evidenzia alcune peculiari caratteristiche del network BitTorrent, talune ben note altre inedite. E così si scopre che un flusso non ha confini geografici, non ha lingua e attira interesse uniforme in tutto il globo

Roma – I “pirati” del file sharing sono uniti sotto il jolly roger di BitTorrent, condivisori all’unisono dei contenuti più popolari indipendentemente dalla lingua dei suddetti e dal paese di residenza . È questo il dato più rivelante che si ricava da un nuovo studio presentato nel corso di un convegno a Stoccolma, in cui i ricercatori hanno accorpato i risultati delle analisi dei trend di download sul network di distribuzione iper-veloce inventato da Bram Cohen quasi due lustri or sono.

Lo studio prende in esame due swarm BitTorrent (ospitati sul tracker di The Pirate Bay) al picco della condivisione agli inizi di giugno, vale a dire l’action movie hollywoodiano Push e il thriller d’azione The Sniper del cinema di Hong Kong. I due download sono stati scelti per la loro popolarità nonostante le evidenti differenze culturale, essendo il primo un rip in lingua inglese e il secondo un fansub parlato in dialetto cantonese con sottotitoli nella lingua d’Albione.

“Davamo per scontato che The Sniper avrebbe attratto gli interessi di una popolazione che parlasse cantonese e Push un tipo di pubblico che parlasse inglese”, dice il ricercatore di Bell Labs Vijay K. Gurbani autore dello studio, ma all’atto pratico le cose hanno assunto una piega del tutto inaspettata visto che i download del fansub cinese The Sniper sono risultati essere più popolari negli Stati Uniti che in Cina .

Su BitTorrent la territorialità non esiste, rivela lo studio, anzi su può anche dire che il file sharing sia uno dei fenomeni tecnologici più globali in assoluto considerando che sugli oltre 120mila peer attivi sui due download (122.437 per The Sniper e 136.259 per Push) il numero di paesi coinvolti supera abbondantemente i 150 (165 per The Sniper e 159 per Push) nell’arco della settimana presa in esame.

La maggiore fetta di utenti-condivisori continua a essere di matrice statunitense, continua lo studio, ma i 165 paesi toccati dallo swarm di The Sniper (sui 192 riconosciuti dalle Nazioni Unite, dice Gurbani) dimostrano chiaramente la pervasività di un fenomeno, quello della condivisione su reti peer-to-peer, che nel complesso è qui per restare .

Una caratteristica già abbondantemente nota e che viene ulteriormente confermata è la tendenza della rete BT a favorire lo scambio di contenuti “freschi”, con un punto di “maturità” raggiunto in pochi giorno e oltre il quale gli swarm degradano e i peer cominciano a farsi meno affollati. Il rapporto tra seeder e leecher si stabilizza a partire dal quinto giorno di condivisione, dice lo studio, oltre l’interesse cala così come la disponibilità di parti fresche da scaricare.

Alfonso Maruccia

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  • G M scrive:
    Council for Foreign Relations
    Murdoch e' un membro del Council for Foreign Relations, la fondazione americana per il controllo della stampa (chi non la conosce faccia una ricerca su internet). Se le notizie manipolate dal CFR saranno a pagamento, avranno meno visibilita: mi sembra una mossa alquanto strana.
  • attonito scrive:
    Pagare? d'accordo, a patto che...
    A. NON ci sia, nel mpdo piu' assoluto, pubblicita'.B ci sia la possibilita' di pagare in base alla lettura: se leggo sono le pagine "Cultura" e "Politica" perche' devo pagare anche per "Sport" e "Attualita'"?
    • Angros scrive:
      Re: Pagare? d'accordo, a patto che...

      B ci sia la possibilita' di pagare in base alla
      lettura: se leggo sono le pagine "Cultura" e
      "Politica" perche' devo pagare anche per "Sport"
      e
      "Attualita'"?Non preoccuparti, se non vuoi pagare per ricevere tutte le notizie, puoi sempre pagare la stessa cifra per leggerne solo alcune, così se ti venisse voglia di leggere le altre paghi di nuovo.
  • asvero panciatici scrive:
    Perché un thread chiuso d'autorità?
    Il thread intitolato. "Lafine del capitalismo" è stato chiuso dal moderatore. Nonostante il titolo, il thread è pertinente all'argomento dell'articolo e non mi pare che contenga commenti offensivi o provocatori.Chiedo di sapere il motivo della chiusura del thread.
    • attonito scrive:
      Re: Perché un thread chiuso d'autorità?
      - Scritto da: asvero panciatici
      Il thread intitolato. "Lafine del capitalismo" è
      stato chiuso dal moderatore. Nonostante il
      titolo, il thread è pertinente all'argomento
      dell'articolo e non mi pare che contenga commenti
      offensivi o
      provocatori.
      Chiedo di sapere il motivo della chiusura del
      thread.XXXXno a cappocchia, senza un perche' (logico) e ovviamente figurati se vengono a giustificarsi quando glielo chiedi.
  • Ute scrive:
    Per esempio PI
    Io lo leggo perchè è gratuito e commento perchè non ci si deve registrare, chi crede che se per leggere una notazia sia disposto a tirare qua la carta di credito e mettermi a inserire numerini alzi la mano... è già bello che mi inserisco il codice antispam...Comunque Mr. Murdoch, per inciso la rivoluzione dell'informazione è un proXXXXX storico in atto, e non sei certo tu che la stai realizzando, anzi, tu sei solo una vittima, un po come per la rivoluzione industriale, dove i macchinari producevano il lavoro di centinaia di artigiani, e loro, poveretti, non potevano più competere sul mercato, annientati da un mondo crudele molto più grande di loro.
    • angros scrive:
      Re: Per esempio PI
      Infatti, qui su PI spesso i commenti sono la parte più interessante da leggere, ed alla redazione non costano praticamente nulla (qualche moderazione ogni tanto, e basta)Del resto, la gente (me compreso) viene qui a leggere e commentare anche adesso che il giornale è chiuso per ferie... una testata tradizionale come potrebbe attirare qualche lettore anche quando è chiusa?
  • castigo scrive:
    notizie??
    Rupert Murdoch ha dichiarato, nuovamente, che l'era delle notizie gratuite su Internet è finita. perché, quelle date dai suoi network le chiama "notizie" ????(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)può tranquillamente tenersele....
  • nononloso scrive:
    Murdoch ce la farà tranquillamente
    Ci è già riuscito più volte: prima in US con la TV via cavo senza pubblicità, poi quando i margini si sono ridotti ha introdotto la pubblicità. E i pecoroni: beeeh beeeh a pagare i soldi dell'abbonamento. I Italia stessa cosa con il satellite: prima i canali tematici (National Geographic, Discovery, History Channel ecc.) facevano solo intermezzi pubblicizzando altri programmi, poi quando i margini si sono ridotti via di pubblicità generalista. E i pecoroni: beeeh beeeh a pagare i soldi dell'abbonamento.Non vedo perché non dovrebbe accadere una cosa simile. Prima i giornali online campano di pubblicità, poi si riducono i margini ed ecco spuntare l'abbonamento.I pecoroni sono pecoroni, vedrete che i dané glieli farà cacciare. Nel nome della qualità, come quella degli ottimi documentari su Discovery che dicono 1/2 cosa, staccano sulla pubblicità, riassumono la 1/2 cosa, de dicono un'altra 1/2, staccano, riassumono ecc. ecc. in pratica su 1 ora ci sono 20 mins di contenuti, 20 di pubblicità e 20 di riassunti.Io l'abbonamento a Sky l'ho disdetto 4 anni fa.
    • angros scrive:
      Re: Murdoch ce la farà tranquillamente

      Io l'abbonamento a Sky l'ho disdetto 4 anni fa.Io avevo tele+, ne ero soddisfatto, quando è diventato sky è diventato una schifezza: inoltre (io avevo l' abbonamento cinema), hanno trasformato quelli che erano due canali di film in quattro o cinque, lasciandomene comunque vedere solo due (la logica era "tu con tele+ hai fatto l' abbonamento per due e noi te ne diamo due, se fai il nuovo abbonamento te li diamo tutti"), e naturalmente, dovendo "spalmare" i film su molti canali, ne davano di meno per ogni canale, con un sacco di riempimenti pubblicitari. Inoltre avevano aggiunto un mucchio di canali che nessuno avrebbe mai guardato (cose tipo "superXXXXX"...), ma che erano nel pacchetto base e non si potevano rifiutare (e si pagavano).Quando è scaduto il contratto tele+, non l' ho rinnovato, e da allora, per anni, hanno continuato a tempestarmi di telefonate con offerte promozionali.Nel frattempo hanno messo tutta una serie di "servizi" per farsi pagare la stessa cosa due volte: quanto potrà costare un hard disk? 100 euro? Bene, loro dicevano che il decoder con hard disk era gratuito, ma il "servizio" che permetteva di registrare i film aveva un costo mensile (così in un paio d' anni avevi pagato l' hard disk 3-4 volte), oppure aggiungevano sistemi drm tipo "il film registrato si può vedere solo per 24 ore poi si cancella, e non puoi passarlo su cassetta, perchè c' è il macrovision).Vabbè, speriamo che la gente disposta a finanziare cose del genere si tenga sky e se ne stia alla larga da internet, così almeno qui Murdoch troverà meno clienti...
    • Andreabont scrive:
      Re: Murdoch ce la farà tranquillamente
      Forse ce la fa anche a stare in piedi, in fondo è un colosso, e se lo è vuol dire che sa il fatto suo...Ma di certo il calo di clienti ci sarà, me comrpeso :-)
  • pclinux scrive:
    Che se le tenga le sue notizie!
    La rete non ha bisogno di speculatori che vogliono arricchirsi vendendo contenuti patinati preconfezionati.Il bello della rete è proprio che chiunque può fare informazione ed è il valore dei contenuti che conta non chi la fa'.Meglio anche un solo free blogger che 100 Murdoch.Affondi pure con i suoi debiti. :D
    • Nedanfor scrive:
      Re: Che se le tenga le sue notizie!
      Preferisco 100 free blogger e anche un solo Murdoch. Amo il pluralismo, le informazioni saranno sempre di parte... L'unico modo d'avvicinarsi alla verità è vedere i vari punti di vista, ridimensionandoli a seconda della parzialità dell'autore stesso.Anche se al giorno d'oggi molti leggono il Tempo, quindi preferiscono ignorare del tutto l'esistenza di punti di vista e di parzialità °-°
  • pippo75 scrive:
    se ne vale la pena
    Vogliono dare notizie solo a pagamento, se ne vale la pena penso che non ci siano problemi.Un bellissimo articolo su un qualcosa si puo' ben pagare per leggerlo, certo che se poi sono solo notizie striminzite.Penso ad esempio ad un articolo sugli algoritmi di ordinamento, se fatto veramente bene sarei disposto a comperare il PDF da leggere ed eventualmente stampare.
    • Ute scrive:
      Re: se ne vale la pena
      A uqanto pare gli articoli che Murdoch pretende di vendere riferiscono piuttosto al colore di mutandine indossate da Paris Hilton la sera prima...
  • M.R. scrive:
    Deve pur rientrare...
    ...di tutti i risarcimenti che sarà chiamato a pagare per lo scandalo Intercettazioni/Pedinamenti ABUSIVI perpetrati dai suoi "rispettabilissimi e onestissimi giornalisti".
  • Lord Kap scrive:
    In acqua serve il respiratore
    Se vuoi camminare sul fondale marino devi avere un respiratore. Se vuoi volare devi dotarti di almeno un parapendio.Quello che voglio dire è che Murdoch pensa, evidentemente, che si debbano creare bolle d'aria in fondo al mare per permetterti di camminarvi senza acXXXXXri o che la gente nasca con un paio d'ali sulla schiena...La natura di Internet è quella, tutti coloro che la vogliono cambiare ci riusciranno solo quando nessuno penserà più liberamente.Vorrei essere ottimista, ma purtroppo non mi azzarderei a pronosticare chi vincerà questa "guerra" sotterranea.-- Saluti, Kap
    • angros scrive:
      Re: In acqua serve il respiratore
      I sistemi anticopia sono come il moto perpetuo, irrealizzabili, non importa quanto qualcuno li possa desiderare.Se ti ostini a pretenderli, o ti rideranno in faccia, o ti rifileranno qualche "soluzione" assurda, sapendo già che è un bidone, facendotela pagare una fortuna.
      • asvero panciatici scrive:
        Re: In acqua serve il respiratore
        - Scritto da: angros
        I sistemi anticopia sono come il moto perpetuo,
        irrealizzabili, non importa quanto qualcuno li
        possa
        desiderare.

        Se ti ostini a pretenderli, o ti rideranno in
        faccia, o ti rifileranno qualche "soluzione"
        assurda, sapendo già che è un bidone, facendotela
        pagare una
        fortuna.La protezione dalla copia è intrinsecamente impoossibili, per principio.E' come prentendere di vendere un giornale con la clausola che chi lo compra e lo legge, acqua in bocca, non dica quello che ha letto a nessuno. Se ciò che ti vendo è un contenuto, per quanti strumenti legali tu inventi, non puoi vietarmi di diffonderlo. Puoi vietarmi di guadagnarci, cioè di diffonderlo per lucro, ma non di diffonderlo in assoluto.Ed' è per questo che è nato il copyright e i brevetti: per riservare all'autore dell'idea il diritto esclusivo di sfruttamento lucrativo per un giusto margine di tempo. Non per vietare la diffsione in se.Come scrisse qualcuno in un lunghissimo thread sulle protezioni dei CD, in cui non si giungeva a nulla: "uscita analogica della scheda audio nel line in del preamplificatore, line out del preamplificatore nell'entrata della scheda audio. O di un registratore. Fine della discussione".Ovvero: finché posso ascoltarlo, posso copiarlo.
        • Guybrush scrive:
          Re: In acqua serve il respiratore
          - Scritto da: asvero panciatici
          - Scritto da: angros[...]
          La protezione dalla copia è intrinsecamente
          impoossibili, per
          principio.[...]
          Come scrisse qualcuno in un lunghissimo thread
          sulle protezioni dei CD, in cui non si giungeva a
          nulla: "uscita analogica della scheda audio nel
          line in del preamplificatore, line out del
          preamplificatore nell'entrata della scheda audio.
          O di un registratore. Fine della
          discussione".
          Ovvero: finché posso ascoltarlo, posso copiarlo.Nulla e', se pure fosse non sarebbe conoscibile, se pure fosse conoscibile non sarebbe comunicabile (chiedo scusa per la pessima traduzione dal greco antico).Questo diceva il signor Gorgia da Lentini nel 450 a.C., piu' o meno.Di fatto aveva centrato la natura dell'informazione nei suoi elementi fondanto: la conoscibilita' e la comunicabilità, l'una non puo' esistere senza l'altra, se una delle due viene meno l'informazione cessa di esistere.Auguro al signor Murdoch tanta fortuna con i pomodori e le lattughe, perche' se pensa di poter porre un freno alla diffusione dell'informazione e' destinato a perdere il suo core business e a tornare a zappare la terra.Signori: chiudo qui le trasmissioni e le riprendo il 31 agosto, magari P.I. quest'anno resta aperto, io no.Buone vacanze a tutti ^___^-- Guybrush
      • Ute scrive:
        Re: In acqua serve il respiratore
        - Scritto da: angros
        I sistemi anticopia sono come il moto perpetuo,
        irrealizzabili, non importa quanto qualcuno li
        possa
        desiderare.Il moto perpetuo esiste, basti osservare il movimento dei pianeti attorno al sole, o le comete che viaggiano da milioni di anni fino alle zone più remote del sistema solare...
  • asvero panciatici scrive:
    Come farebbe...
    Come farebbe a proteggere i contenuti? certo può legalmente impedire la riproduzione di contenuti video e audio o la pubblicazione di aricoli o pezzi di articoli, ma non può impedire a nessuno di riportare le notizie riscirvendole. Di fatto quello che l'utente pagherebbe non sarebbero le notizie stesse, sulle quali la legge non consente limitazioni o copyright, ma solo i contenuti. Ad esempio, c'è un incidente aereo, c'è una ripresa video, il sito a pagamento ha l'esclusiva del video, il sito gratis non può linkarlo, ma può dare la notizia. Anche se il suo redattore l'ha semplicemente letta sul sito a pagamento di cui sopra.Se poi aggiungiamo che magari ci sono dieci persone che hanno fatto il video col cellulare e l'hanno messo su Youtube prima che il sito a pagamento abbia perfezionato i dettagli legali per pubblicare il suo video... siamo arrivati...
    • angros scrive:
      Re: Come farebbe...

      Anche se il suo redattore l'ha
      semplicemente letta sul sito a pagamento di cui
      sopra.Certo, ma la darebbe più tardi (tanto, anche se non la dà, prima o poi la gente lo verrebbe a sapere, anche solo con il passaparola). L' unica cosa che si può sperare di vendere, in un contesto simile, è l' anteprima: sapere di un incidente aereo un minuto prima degli altri magari mi serve a poco, ma sapere che una ditta è in perdita un minuto prima degli altri potrebbe farmi guadagnare migliaia di euro, se faccio trading online, quindi potrei essere disposto a pagare cara una notizia del genere.
      • asvero panciatici scrive:
        Re: Come farebbe...
        - Scritto da: angros

        Anche se il suo redattore l'ha

        semplicemente letta sul sito a pagamento di cui

        sopra.

        Certo, ma la darebbe più tardi (tanto, anche se
        non la dà, prima o poi la gente lo verrebbe a
        sapere, anche solo con il passaparola). L' unica
        cosa che si può sperare di vendere, in un
        contesto simile, è l' anteprima: sapere di un
        incidente aereo un minuto prima degli altri
        magari mi serve a poco, ma sapere che una ditta è
        in perdita un minuto prima degli altri potrebbe
        farmi guadagnare migliaia di euro, se faccio
        trading online, quindi potrei essere disposto a
        pagare cara una notizia del
        genere.Sul darla tanto più tardi, credo che non sarebbe un ritardo tanto significativo. Se voglio tenere d'occhio i siti a pagamento e ripubblicare le notizie posso farlo molto velocemente. La cosa è diversa, appunto, quando posso sapere anche solo un minuto prima che la tal ditta è in perdita. Potrei pagare per quello, se fossi un trader. Ma in generale, al di là dell'anteprima, potrei pagare per avere analisi statistiche e tecniche, commenti autorevoli, analisi di esperti. Tutti contenuti che si possono tutelare e quindi sono vendibili.
        • angros scrive:
          Re: Come farebbe...
          Certo, quando quello che ti interessa è la fonte da cui proviene l' informazione: su un giornale gratuito, non sai quanto è preparato chi ha scritto la notizia, o da chi l' ha avuta, mentre su un giornale a pagamento, se perdono la loro credibilità (anche se Murdoch, per me, l'ha persa già da anni) perdono clienti quindi dovrebbero fare del loro meglio per garantirla.Il fatto è, però, che ormai su internet non funziona più il modello "ipse dixit" ("l' ha detto lui", cioè l' affidabilità di una notizia dipende dall' autorevolezza della fonte), ma il modello "peer review" (l' affidabilità di una notizia è valutata da più persone, con competenze analoghe a quelle di chi l' ha scritta): è il sistema che, con qualche modifica, viene usato da wikipedia, ed è anche il sistema con cui da anni vengono fatte le pubblicazioni sulle riviste scientifiche (in questo modo, i risultati e i metodi sono generalmente controllati, e non accettati passivamente, e chi scrive deve impostare il lavoro in modo che sia verificabile e, se possibile, ripetibile indicando le fonti e il materiale usato).Sia Google Knol usa il sistema Ipse Dixit (l' autore si firma, ed indica i suoi titoli), wikipedia il sistema peer review: chi ha più sucXXXXX?Google Answers usava il sistema Ipse Dixit (esperti in vari campi potevano rispondere, dietro pagamento), Yahoo Answers permetteva di dare più risposte e di scegliere la migliore: Google Answers ha chiuso, Yahoo Answer esiste ancora.Con questo modello, più gente valuta una notizia, più è probabile che la notizia sia affidabile, quindi farla pagare più cara ne limita l' accessibilità, e pardossalmente anche il valore economico
          • asvero panciatici scrive:
            Re: Come farebbe...
            - Scritto da: angros
            Certo, quando quello che ti interessa è la fonte
            da cui proviene l' informazione: su un giornale
            gratuito, non sai quanto è preparato chi ha
            scritto la notizia, o da chi l' ha avuta, mentre
            su un giornale a pagamento, se perdono la loro
            credibilità (anche se Murdoch, per me, l'ha persa
            già da anni) perdono clienti quindi dovrebbero
            fare del loro meglio per
            garantirla.Dunque, i siti gratutiti spesso sono comunque siti fatti da giornalisti professionisti (i giornali italiani più diffusi sono on line gratis, non nella forma esattamente uguale al cartaceo, ma con analoghi contenuti). Hanno un modello dibusiness diverso da chi pensa di farli a pagamento ma non sono amatoriali. Poi ci sono quelli amatoriali o fatti con intenti etici, di controinformazione o di militanza politica o religiosa, ma lì la cosa si complica.Non considererei ciò che pubblica Repubblica o Il Corriere, gratis, meno controllato o professionale di quello che potrebbe pubblicare un sito di news a pagamento. Salvo eventualmente i contenuti tecnici di cui si parlava prima.Del resto, su siti di noti quotidiani, ho visto pubblicate come notizie note leggende metropolitane conosciute come tali da anni. Mi domando qual e professionalità ci si potrebbe aspettare da questi qua, anche se passassero alla formula a pagamento. Tra l'altro, il lavoro redazionale fatto dai giornali, anche importanti, si riduce quasi del tutto a spulciare i lanci d'agenzia. Se l'ANSA oggi alle dodici scrive che è crollata la torre di pisa, alle 12:10 è su tutti i siti, quasi sicuramente con le stesse parole esatte, senza verifica da parte di nessuno. Poi appena torna da pranzo Paolo Attivissimo lo scrive nel blog e verso le due arrivano le smentite. Se va bene. Se va male sparisce la notizia alla zitta sperando (piamente) che nessuno l'abbia letta. Hai presente quando La Stampa scrisse che Boris Becker si candidava a sindaco di Londra? uno scoop, ce l'avevano solo loro... e ti credo .... :-D LOLLLLLL
          • angros scrive:
            Re: Come farebbe...
            Anche tu leggi Attivissimo? Piace molto anche a me.Il problema è proprio quello, se i giornali danno notizie scritte con i piedi, io di sicuro non li pago.Piuttosto, veramente, date solo il bollettino ansa, e poi lasciate che siano gli utenti a scrivere cosa ne pensano (magari intervenendo qua e là per impedire flame e OT, e per rispondere a qualche obiezione)Sinceramente, io leggo punto informatico non tanto per i suoi articoli (anche tom's hardware o zeus news hanno contenuti altrettanto validi), ma per la comunità dei suoi utenti: spesso leggo l' articolo in fretta, poi passo subito a leggere i commenti, sono molto più divertenti dell' articolo stesso, ed offrono ottimi spunti (oltre a poter conoscere diversi punti di vista, e a poter esprimere il proprio). Tutto questo non è possibile in un giornale tradizionale, e un giornalista, per quanto bravo, non può conoscere gli interessi specifici di tutti ,nè analizzare la notizia in modo del tutto obbiettivo.
          • asvero panciatici scrive:
            Re: Come farebbe...
            - Scritto da: angros
            Anche tu leggi Attivissimo? Piace molto anche a
            me.

            Il problema è proprio quello, se i giornali danno
            notizie scritte con i piedi, io di sicuro non li
            pago.

            Piuttosto, veramente, date solo il bollettino
            ansa, e poi lasciate che siano gli utenti a
            scrivere cosa ne pensano (magari intervenendo qua
            e là per impedire flame e OT, e per rispondere a
            qualche
            obiezione)

            Sinceramente, io leggo punto informatico non
            tanto per i suoi articoli (anche tom's hardware o
            zeus news hanno contenuti altrettanto validi), ma
            per la comunità dei suoi utenti: spesso leggo l'
            articolo in fretta, poi passo subito a leggere i
            commenti, sono molto più divertenti dell'
            articolo stesso, ed offrono ottimi spunti (oltre
            a poter conoscere diversi punti di vista, e a
            poter esprimere il proprio). Tutto questo non è
            possibile in un giornale tradizionale, e un
            giornalista, per quanto bravo, non può conoscere
            gli interessi specifici di tutti ,nè analizzare
            la notizia in modo del tutto
            obbiettivo.I giornali tradizionali stanno cominciando a farlo, in verità. Commenti alle notizie come qui, almeno ad alcune, e blog dei giornalisti con rimandi da e verso gli articoli del giornale. Attivissimo è utile come fonte per identificare le bufale, evitare di inoltrare mail spazzatura etc. Non lo leggo regolarmente ma lo uso molto.
  • asvero panciatici scrive:
    Scusa la pedanteria...
    "..che seppure abbia dovuto aumentare il prezzo.." non è italiano. O usi "sebbene" (invece di "seppure") col congiuntivo, o usi "seppure" col gerundio (..seppure aumentando...).
  • Zero Tolerance scrive:
    Mala Tempora Currunt
    Anche i magnati diventano magnacci....
  • rrrrrrrrrrr r scrive:
    la fine del capitalismo
    Internet sta velocemente azzoppando il capitalismo riguardo i beni non materiali come ad esempio il software, i giornali, la musica ecc.quale sistema viene proposto in sostituzione del capitalismo? come ci permette di guadagnare, pagare l'affitto, mangiare?sembra che si stia distruggendo il sistema economico vecchio prima di averne creato uno nuovo
    • Andrea scrive:
      Re: la fine del capitalismo
      Mmmm... non c'era il comunismo dopo il capitalismo?...
      • rrrrrrrrrrr r scrive:
        Re: la fine del capitalismo
        non saprei... non credo che verrà il comunismo
        • asvero panciatici scrive:
          Re: la fine del capitalismo
          Non ora. L'umaità non è pronta per il comunismo. Dobbiamo maturare molto, dobbiamo interiorizzare l'idea, di per se ovvia, per cui un sistema collaborativo è più efficiente di un sistema competitivo, nel quale una parte delle energie e delle risorse va sprecata nel gestire la competizione. La difficoltà di assimilare questo concetto sta nel fatto che richiede lungimiranza ed empatia, cose di cui l'uomo ancora manca. Riusciamo a vedere solo l'immediato, un fine alto e remoto non ci motiva, perché siamo rozzi, egoisti e prevaricatori, e allora per ora serve un sistema che metta a frutto la spinta egoistica immediata, e il capitalismo ha questa qualità. Fa gravi ingiustizie ma in cambio motiva un umanità ottusa a darsi da fare. Se tutto va bene, un giorno la razza umana sarà sufficientemente civile da approdare al comunismo in modo spontaneo; un giorno tanto lontano, temo, che non lo chiameranno nemmeno comunismo, e non si ricorderanno nemmeno più di chi ci aveva pensato con tanto anticipo.Poi, venendo al punto, Internet non sta distruggendo il capitalismo, sta solo cambiando alcune cose. E non sarà solo internet, ci sono diversi motivi per cui l'ordine economico e politico mondiale dovrà essere ripensato.
          • rrrrrrrrrrr r scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            quindi diciamo:1) il capitalismo è ingiusto ma riesce a motivare le persone rozze a darsi da fare 2) il comunismo è cooperativo, ma non siamo pronti per applicarlo in modo corretto ed etico3) internet azzoppa il comunismo riguardo i beni NON materialiquali nuovi ordini economici nel settore dei beni non materiali si stanno proponendo?
          • rrrrrrrrrrr r scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            volevo dire azzoppa il capitalismo e non azzoppa il comunismo
          • asvero panciatici scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            - Scritto da: rrrrrrrrrrr r
            quindi diciamo:

            1) il capitalismo è ingiusto ma riesce a motivare
            le persone rozze a darsi da fare


            2) il comunismo è cooperativo, ma non siamo
            pronti per applicarlo in modo corretto ed
            etico

            3) internet azzoppa il comunismo riguardo i beni
            NON
            materiali

            quali nuovi ordini economici nel settore dei beni
            non materiali si stanno
            proponendo?E' il punto (3) che non condivido (a parte che volevi scrivere "capitalismo", no?).In un sistema capitalista è normalissimo che non si riesca a fare soldi vendendo qualcosa che altri danno gratis. Fa parte della logica del mercato, non ne è fuori. Cosa accade allora, nel capitalismo, se dalla vendita di un bene non è possiblie trarre profitto? chiaro: si smette di venderlo. Qui però il discorso è un po' più complesso. Non è che nulla di quello che una testata giornalista professionale produce sia vendibile. Si possono dare le notizie gratis, facendo pagare contenuti aggiuntivi, necessari magari a chi persegue anche scopi professionali o accademici. Tutte le ingformative finazniarie, ad esempio. Tutti gli articoli di commento e analisi, sopratutto sull'economia ma anche su altri argomenti. Naturalmente devono essere contenuti per cui VALGA LA PENA pagare, e comunque a pagare sarà un sottoinsieme di persone che hanno un interesse specifico. Poi puoi far pagare interviste esclusive, video e audio di eventi, anche se non hai l'esclusiva magari un documento filmato fatto da professionisti può valere il prezzo, rispetto al filmato fatto da un privato, messo su youtube e ri-linkato da un sito di news gratutito.In pratica, non puoi far pagare le notizie in senso stretto ma puoi far pagare ciò che ci aggiungi tu con la tua professionalità. Ma sai qual'è il problema? hai dato un'occhiata ai siti dei giornali o ai giornali cartacei? sono un'accozzaglia di notizie copiate alla lettera dalle agenzie, notizie tipo "stano ma vero", gossip, rubriche cretine, il tutto scritto otto volte su dieci da semianalfabeti presuntuosi.Se questi credono di dare a pagamento contenuti del genere, sarà il mercato a giustiziarli, altro che fine del capitalismo...
          • rrrrrrrrrrr r scrive:
            Re: la fine del capitalismo

            E' il punto (3) che non condivido (a parte che
            volevi scrivere "capitalismo",
            no?).esatto. Grazie asvero E riguardo musica, software e ebook (credo che in futuro useremo tutti ebook e non libri cartacei) cosa ne pensi?
          • asvero panciatici scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            - Scritto da: rrrrrrrrrrr r

            E' il punto (3) che non condivido (a parte che

            volevi scrivere "capitalismo",

            no?).

            esatto. Grazie asvero


            E riguardo musica, software e ebook (credo che in
            futuro useremo tutti ebook e non libri cartacei)
            cosa ne
            pensi?Penso che la musica dovrebbe cessare di essere un prodotto e ritornare ad essere arte. Il meccanismo di retribuzione attuale trasforma il musicista in un pollo in batteria, a decidere cosa l'utente sentià sono le case discografiche, che tendono a rendere il mercato piatto e prevedibile per aumentare i profitti e ridurre i rischi.Io spero che intanto se ne vadano affanXXXX certi cosiddetti artisti fatti a tavolino per cui le major investono solo in promozione quanto potrebbe servire a incidere mille dischi di artisti emergenti. E spero che gli artisti che hanno qualcosa da dire si mettano a produrre in proprio e vendere on line. Gli artisti possono guadagnare oltretutto coi concerti, cioè in un modo molto più direttamente legato al loro lavoro di quanto non sia il contratto discografico. Ho comprato "In Rainbows" dei Radiohead on line, pagandolo per mia scelta 10 sterline. Credo che quello che sta facento Thom Yorke e i Radiohead sia un esempio da imitare, non solo per la vendita on line ma per l'approccio che hanno al loro lavoro. Comunque per passare agli e-book ci vorrà una generazione almeno. Non sarà veloce come con la musica. I supporti musicali avevano una storia molto più recente, i libri esistono in qualche modo da qualche millennio. Ma sopratutto, mentre per la musica la fruizione non cambia passando dal disco al cd al file mp3, per il libro si. Tenere in mano un libro di carta non è come tenere uno schermo su cui scorrono le pagine. Non dico che sia peggio, anzi, praticamente è meglio, ma secoli di abitudine non si dissolveranno nel nulla come sta accadendo per i dischi. Potrebbe affermarsi per scopi di consultazione di documenti o lettura di testi tecnici, ma per vedere gente che si siede in poltrona con una birra accanto e in mano un e-book al posto di un libro ci vorrà un po'.
    • Andrea scrive:
      Re: la fine del capitalismo
      Comunque osservazione interessante...
    • angros scrive:
      Re: la fine del capitalismo
      Il capitalismo si basa sulla libera concorrenza, nei regimi fondati sul comunismo, dove tutto è a gestione statale, la concorrenza non esiste, ed il sistema si è dimostrato inefficiente (l' economia dei paesi gestiti in questo modo è crollata).Il modello del capitalismo, che premia chi produce di più con meno spesa, è adatto ai beni materiali, ma non funziona con l' informazione (perchè ogni cliente diventa un potenziale concorrente: per evitare che l' informazione sia duplicata non devo darla a nessuno, ma allora non posso venderla). Il motivo è semplice: il prezzo dipende, in un sistema capitalista, dalla legge della domanda e dell' offerta, ma per l' informazione c' è un' offerta praticamente infinita, perchè l' informazione si può duplicare all' infinito, quindi il modello non può funzionare bene. L' unica cosa che non è duplicabile e che può aver valore è l' "anteprima", il sapere le cose prima degli altri (preziosissima per chi gioca in borsa, ad esempio): quando la notizia viene duplicata è già "di seconda mano", perchè altri l' hanno avuta prima di te ed hanno saputo sfruttarla. Un' altra risorsa è l' informazione personalizzata: invece di darti, ad esempio, le notizie sul traffico (che potresti rivendere ad altri), tu mi dici dove vuoi andare ed io, sfruttando le mie informazioni (ottenute magari via satellite) di dico i percorsi consigliati e quelli da evitare: puoi divulgare questa informazione, ma tanto servirebbe solo a chi deve andare nello stesso posto dove vai tu, quindi non mi togli altri clienti. Anche per il software, i programmatori possono fornire soluzioni personalizzate per i loro clienti, oppure vendere solo i risultati dei loro programmi (con il modello saas), non è pratico vendere la licenza per l' uso di un programma (e non è un concetto che l' utente accetta volentieri)Indietro non si torna... (o vorrsti proibire i supermercati, ad esempio, perchè tolgono lavoro ai negozianti?)
      • rrrrrrrrrrr r scrive:
        Re: la fine del capitalismo
        non ho detto questo nel post.Le domande erano:quale sistema viene proposto in sostituzione del capitalismo? come ci permette di guadagnare, pagare l'affitto, mangiare?Aggiungo queste riflessioni:- posso tirare fuori l'"anteprima" tutta la vita? è fattibile? e quanto mi rende e per quanto se ci riesco?- è possibile vendere l'informazione personalizzata o i sistemi per ottenere informazioni sono attualmente così semplici da usare che non si può fare?- tutto questo porta guadagno economico solo alla grandissima industria o anche alle piccole aziende?- la qualità del lavoro in questi settori migliora o peggiora?
        • angros scrive:
          Re: la fine del capitalismo

          quale sistema viene proposto in sostituzione del
          capitalismo? come ci permette di guadagnare,
          pagare l'affitto,
          mangiare?Il problema non è il capitalismo, ma le risorse: la luce solare è una risorsa, chiunque la può sfruttare, ma non la si può vendere, perchè è facilmente disponibile e chi la usa non la toglie agli altri. Se ci vuoi guadagnare sopra devi realizzare sistemi che ti consentano di ottenere, da tale risorsa, qualcosa che puoi vendere (elettricità, ad esempio).Per l' informazione è la stessa cosa: chi la produce, se vuole guadagnare, deve produrre qualcosa di vendibile (un giornale di carta, oppure uno spazio pubblicitario online), perchè vendere l' informazione da sola non funziona (e i risultati si cominciano a vedere)

          Aggiungo queste riflessioni:

          - posso tirare fuori l'"anteprima" tutta la vita?
          è fattibile? e quanto mi rende e per quanto se ci
          riesco?E' sempre stato il lavoro dei giornalisti, la "caccia allo scoop". Non c' è nulla di nuovo.

          - è possibile vendere l'informazione
          personalizzata o i sistemi per ottenere
          informazioni sono attualmente così semplici da
          usare che non si può
          fare?Le società che si occupano di "data mining" lo fanno, e ci guadagnano anche parecchio: raccolgono informazioni su un certo numero di persone (Google, Facebook, Seat Pagine Gialle sono proprio dei sistemi per la raccolta di informazioni personali), le archiviano, e non le cedono a nessuno. In compenso, con sistemi di ricerca incrociata, possono selezionare ad esempio tutti quelli che potrebbero essere interessati a comprare un certo prodotto, e vendono quella lista a chi vende quel prodotto (che provvede a contattare i potenziali clienti). Naturalmente il cliente non rivende i dati che ha comprato, perchè potrebbero interessare solo ai suoi diretti concorrenti.
          • rrrrrrrrrrr r scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            quello che mi dici vuol dire che non tutte gli sbocchi per guadagnare con l'informazione sono stati ostruiti. Resta ancora qualcosa, spesso allegando all'informazione un bene materiale (come se fosse l'informazione ad aggiungere valore al bene materiale e non viceversa).Allora mi chiedo se, chi voglia un vantaggio economico (anche equo), potrebbe lavorare nei settori dell'informazioneConviene (economicamente) studiare? è ancora più redditizio che vendere/produrre pelati, magliette, ecc.?le idee e le opere di ingegno hanno valore economico? e da questo sistema ci può guadagnare la piccola azienda o stiamo facendo un piacere alle grandi aziende (ad esempio delle dimensioni di IBM, Nokia, Fiat, Sony, ecc.).
          • angros scrive:
            Re: la fine del capitalismo

            Allora mi chiedo se, chi voglia un vantaggio
            economico (anche equo), potrebbe lavorare nei
            settori
            dell'informazione

            Conviene (economicamente) studiare? è ancora più
            redditizio che vendere/produrre pelati,
            magliette,
            ecc.?Adesso stai affrontando un tema troppo vasto per discuterne qui... comunque:-Come regola generale, studiare conviene perchè la conoscenza (attenzione, ho detto conoscenza, cioè il saper fare qualcosa con cognizione di causa, non informazione o nozionismo) è sempre vantaggiosa, in qualsiasi ambito. E' impossibile dire così se conviene economicamente (studiare quale materia? Oppure fare quale lavoro? Quanta richiesta c' è?Non sei tenuto a rispondere, ma tu sei uno studente o lavori? La tua era una richiesta generale, o stai chiedendo consigli specifici?

            le idee e le opere di ingegno hanno valore
            economico? e da questo sistema ci può guadagnare
            la piccola azienda o stiamo facendo un piacere
            alle grandi aziende (ad esempio delle dimensioni
            di IBM, Nokia, Fiat, Sony,
            ecc.).Le piccole aziende stanno scegliendo sempre di più i modelli aperti, mi sembra, ed in alcuni casi si inventano nuovi modelli di business. Le grandi aziende hanno strutture consolidate che non possono cambiare di colpo, e cercano di tenersi su modelli più tradizionali e collaudati (anche se, a volte, obsoleti)
          • rrrrrrrrrrr r scrive:
            Re: la fine del capitalismo

            Non sei tenuto a rispondere, ma tu sei uno
            studente o lavori? La tua era una richiesta
            generale, o stai chiedendo consigli
            specifici?
            Ho studiato e adesso lavoro. Vorrei semplicemente sapere cosa pensano le persone che vogliono che ciò che è su internet sia per forza gratuito
            Le piccole aziende stanno scegliendo sempre di
            più i modelli aperti, mi sembra, ed in alcuni
            casi si inventano nuovi modelli di business. Le
            grandi aziende hanno strutture consolidate che
            non possono cambiare di colpo, e cercano di
            tenersi su modelli più tradizionali e collaudati
            (anche se, a volte,
            obsoleti)mi chiedo se "stanno scegliendo" oppure se "sono obbligate a scegliere"
          • angros scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            "Sono obbligate a scegliere", ma perchè chi offre contenuti a pagamento ha paralizzato il mercato: negli anni 90, quando praticamente si trovava quasi solo software proprietario, si era costretti a scegliere Windows anche quando lo si odiava, perchè il software in vendita su cd era solo per windows (con, ogni tanto, qualcosina per mac). La concorrenza (BeOs, ad esempio) aveva poche possibilità.Adesso c' è più scelta, perchè il software libero è disponibile su quasi tutte le piattaforme (anche se scelgo sistemi poco diffusi, come Minix, posso metterci sopra openoffice e gimp, ed avere una suite produttiva decente)Se ti metti a produrre software libero, magari riesci a viverci; se produci software proprietario, in concorrenza con qualche gigante tipo apple o ms, non duri un giorno.
          • rrrrrrrrrrr r scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            - Scritto da: angros
            "Sono obbligate a scegliere", ma perchè chi offre
            contenuti a pagamento ha paralizzato il mercato:
            negli anni 90, quando praticamente si trovava
            quasi solo software proprietario, si era
            costretti a scegliere Windows anche quando lo si
            odiava, perchè il software in vendita su cd era
            solo per windows (con, ogni tanto, qualcosina per
            mac). La concorrenza (BeOs, ad esempio) aveva
            poche
            possibilità.
            Si ma non c'e' solo Windows (o Office). Parecchie grandi aziende che producevano hardware con sistemi Unix hanno smesso (es: Irix) e stanno sfruttando Linux che è gratuito (anche per loro). Questo sta veramente stroncando la produzione di sistemi operativi nuovi (al limite si fanno nuove distribuzioni). A questo si devono aggiungere sistemi come i cellulari dove l'uso di software gratuito permette a Nokia, Motorola, ecc. di avere interi software senza sborsare una lira. Secondo me negli anni novanta le piccole aziende stavano meglio (tanto la piccola azienda riesce a fare un WinZip, non certo un intero Windows)
            Adesso c' è più scelta, perchè il software libero
            è disponibile su quasi tutte le piattaforme
            (anche se scelgo sistemi poco diffusi, come
            Minix, posso metterci sopra openoffice e gimp, ed
            avere una suite produttiva
            decente)
            Ma economicamente parlando non paghi nessuno, quindi la piccola azienda di informatica è costretta a fare consulenza (e le resta solo quello)
            Se ti metti a produrre software libero, magari
            riesci a viverci; se produci software
            proprietario, in concorrenza con qualche gigante
            tipo apple o ms, non duri un
            giorno.Se non esistesse il software libero forse vivrei meglio (economicamente parlando).Siamo sicuri che questo software gratuito danneggi microsoft e aiuti le piccole aziende?o forse distrugge le piccole aziende di software, danneggia le grandi e aiuta le aziende di hardware (come Sun, Nokia, ecc.)
          • anonimo scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            - Scritto da: rrrrrrrrrrr r
            - Scritto da: angros

            "Sono obbligate a scegliere", ma perchè chi
            offre

            contenuti a pagamento ha paralizzato il mercato:

            negli anni 90, quando praticamente si trovava

            quasi solo software proprietario, si era

            costretti a scegliere Windows anche quando lo si

            odiava, perchè il software in vendita su cd era

            solo per windows (con, ogni tanto, qualcosina
            per

            mac). La concorrenza (BeOs, ad esempio) aveva

            poche

            possibilità.



            Si ma non c'e' solo Windows (o Office). Parecchie
            grandi aziende che producevano hardware con
            sistemi Unix hanno smesso (es: Irix) e stanno
            sfruttando Linux che è gratuito (anche per loro).
            Questo sta veramente stroncando la produzione di
            sistemi operativi nuovi (al limite si fanno nuove
            distribuzioni).


            A questo si devono aggiungere sistemi come i
            cellulari dove l'uso di software gratuito
            permette a Nokia, Motorola, ecc. di avere interi
            software senza sborsare una lira. Secondo me
            negli anni novanta le piccole aziende stavano
            meglio (tanto la piccola azienda riesce a fare un
            WinZip, non certo un intero
            Windows)



            Adesso c' è più scelta, perchè il software
            libero

            è disponibile su quasi tutte le piattaforme

            (anche se scelgo sistemi poco diffusi, come

            Minix, posso metterci sopra openoffice e gimp,
            ed

            avere una suite produttiva

            decente)



            Ma economicamente parlando non paghi nessuno,
            quindi la piccola azienda di informatica è
            costretta a fare consulenza (e le resta solo
            quello)


            Se ti metti a produrre software libero, magari

            riesci a viverci; se produci software

            proprietario, in concorrenza con qualche gigante

            tipo apple o ms, non duri un

            giorno.

            Se non esistesse il software libero forse vivrei
            meglio (economicamente
            parlando).

            Siamo sicuri che questo software gratuito
            danneggi microsoft e aiuti le piccole
            aziende?

            o forse distrugge le piccole aziende di software,
            danneggia le grandi e aiuta le aziende di
            hardware (come Sun, Nokia,
            ecc.)Chiedo scusa se mi intrometto.Anche se è OT volevo ricordare che i SW non necessariamente girano su PC (Desktop, Notebook, Netbook, Mobile, ecc) ma sono molto spesso FW o sistemi embedded, che controllano un HW fatto ad hoc. Non sto parlando solo di frigoriferi e lavastoviglie ma di tutti i sistemi di misura e di controllo oltre che di supervisione d'ímpianto.C'é un mondo abbastanza vasto ed anche in espansione, per alcuni versi, dove si sviluppa un sacco di SW.Prendiamo me come esempio: lavoratore dipendente, contratto metalmeccanico, programmatore da oltre 20 anni.Purtroppo quando si parla di SW, in questo Forum, Si pensa solo a S.O., brawser, qualche utility per PC e basta. La realtà è decisamente + vasta!==========================================================Vorrei anche intromettermi riguardo le opinioni espresse:E' vero che senza Internet, per vendere le notizie, bisognava vendere il supporto cartaceo, eccezion fatta per il tele/radio-giornale.Penso che probabilmente Murdoch farà un bel buco nell'acqua, però ha ragione quando, di voler vendere un "prodotto di qualità".Visto che i supermercati vivono ancora rispetto ai discount, ed i prodotti cinesi, di pessima qualità, non sono poi così ben visti, puntare sulla qualità, mantenendo prezzi accettabili, penso sia l'unica vera strada per galleggiare in quest'economia a brandelli.Il problema è che la qualità delle Notizie o peggio degli approfondimenti non è così facilmente misurabile...
          • rrrrrrrrrrr r scrive:
            Re: la fine del capitalismo

            Anche se è OT volevo ricordare che i SW non
            necessariamente girano su PC (Desktop, Notebook,
            Netbook, Mobile, ecc) ma sono molto spesso FW o
            sistemi embedded, che controllano un HW fatto ad
            hoc. Non sto parlando solo di frigoriferi e
            lavastoviglie ma di tutti i sistemi di misura e
            di controllo oltre che di supervisione
            d'ímpianto.
            C'é un mondo abbastanza vasto ed anche in
            espansione, per alcuni versi, dove si sviluppa un
            sacco di
            SW.
            Prendiamo me come esempio: lavoratore dipendente,
            contratto metalmeccanico, programmatore da oltre
            20
            anni.

            Purtroppo quando si parla di SW, in questo Forum,
            Si pensa solo a S.O., brawser, qualche utility
            per PC e basta.


            La realtà è decisamente + vasta!
            E' vero ma in un post non si può scrivere un libro. Comunque Linux e in generale il free/open stanno entrando anche nei sistemi embedded
          • angros scrive:
            Re: la fine del capitalismo
            - Scritto da: rrrrrrrrrrr r
            - Scritto da: angros

            "Sono obbligate a scegliere", ma perchè chi
            offre

            contenuti a pagamento ha paralizzato il mercato:

            negli anni 90, quando praticamente si trovava

            quasi solo software proprietario, si era

            costretti a scegliere Windows anche quando lo si

            odiava, perchè il software in vendita su cd era

            solo per windows (con, ogni tanto, qualcosina
            per

            mac). La concorrenza (BeOs, ad esempio) aveva

            poche

            possibilità.



            Si ma non c'e' solo Windows (o Office). Parecchie
            grandi aziende che producevano hardware con
            sistemi Unix hanno smesso (es: Irix) e stanno
            sfruttando Linux che è gratuito (anche per loro). Hai detto giusto: hardware. Se produci hardware, ti conviene usare come software uno standard supportato anche da altri piuttosto che farne uno che va solo per te (così tu riduci i costi per il supporto, e l' utente finale può comprare i componenti di più marche e montarli assieme nella configurazione che preferisce).
            Questo sta veramente stroncando la produzione di
            sistemi operativi nuovi (al limite si fanno nuove
            distribuzioni).Irix non era un sistema nuovo, usava le specifiche di un sistema esistente (Unix)Se vuoi realizzare un sistema nuovo, a meno di non riscriverti tutto a mano (come hanno fatto per Menuet o DexOs), dovrai comunque prendere dei pezzi già fatti (gestione del disco, della memoria...). E' molto più semplice attingere da una biblioteca gratuita piuttosto che comprarli da diversi fornitori.Se dici che lo sviluppo di nuovi sistemi operativi è fermo, guardati questo: http://www.getwonder.com/09/10-unusual-operating-systems.htmlCerto, sono poco diffusi, ma per quanto riguarda i sistemi proprietari, quanti si sono diffusi? che fine ha fatto OS/2, ad esempio? Chi l' aveva comprato (e PAGATO) si è trovato abbandonato, e deve passare a qualcos' altro, perchè la ibm non lo sviluppa più, e NESSUN ALTRO può farlo, perchè non ha i sorgenti (la ibm non può rilasciarli nemmeno volendo, perchè una parte di tali sorgenti erano stati sviluppati dalla ms, che non ha alcun interesse a permettere di rilasciarli favorendo la concorrenza).Quindi gente che aveva acquistato quel sistema è stata TRUFFATA, esattamente come chi si compra la musica con il drm e poi scopre di non poterla più sentire perchè il server ha chiuso.Ora chi usava sistemi OS2 deve passare su altri sistemi, e far riscrivere tutti i programmi che GIA' FUNZIONAVANO, con grosso spreco di tempo e di soldi, tutto questo PER NIENTE.Con il software libero questo non può succedere, perchè se una ditta interrompe lo sviluppo del suo sistema e ci sono dei clienti che ancora lo usano, lo sviluppo può essere continuato da qualcun altro (che, avendo ottenuto i sorgenti gratis, ha convenienza economica a lavorarci sopra, finchè ci sono dei clienti che richiedono aggiornamenti e supporto)Avrai capito, da come mi sono scaldato, che sul lavoro ho a che fare con delle vecchie workstation con OS2 ;-)

            (tanto la piccola azienda riesce a fare un
            WinZip, non certo un intero
            Windows)Poi la microsoft ha integrato le cartelle compresse in windows (prima erano in Plus, da windows me in poi erano integrate nel sistema operativo), e la piccola azienda che faceva winzip non è più riuscita a vendere. Almeno, con il software libero, avrebbe potuto passare lo sviluppo a qualcun altro e ridurre i costi.



            Ma economicamente parlando non paghi nessuno,
            quindi la piccola azienda di informatica è
            costretta a fare consulenza (e le resta solo
            quello)La piccola azienda è meno solida di quella grossa, quindi non può garantire il supporto continuato nel tempo per il suo software, ed all' utente importa proprio quello. Se il software è fatto in modo che solo il produttore possa continuarne lo sviluppo, io lo compro solo dal produttore più solido, che sarà ancora qui tra anni (anche se il suo software costa di più e non è il migliore). Se il software è libero, posso farmelo fornire anche da una piccola azienda (che così prende la commissione), tanto so che anche se un giorno il produttore dovesse sparire posso rivolgermi a qualcun altro.In alcuni casi (come quello di Mozilla e di StarOffice, poi OpenOffice) i sorgenti di programmi che stavano per essere stroncati dalla concorrenza sono stati rilasciati proprio perchè così il produttore manteneva la propria credibilità (tipo "non abbiate paura, se anche dovessi chiudere bottega, prima vi lascio il sorgente, così non rimarrete senza supporto").
            Se non esistesse il software libero forse vivrei
            meglio (economicamente
            parlando).

            Siamo sicuri che questo software gratuito
            danneggi microsoft e aiuti le piccole
            aziende?

            o forse distrugge le piccole aziende di software,
            danneggia le grandi e aiuta le aziende di
            hardware (come Sun, Nokia,
            ecc.)Non ha senso pagare qualcuno per re-inventare qualcosa di già inventato, mi dispiace per te. Il software libero corrisponde, per certi versi, a quello che in medicina sono i farmaci generici: fanno esattamente la stessa cosa dei farmaci "di marca", e costano molto meno.
          • asvero panciatici scrive:
            Re: la fine del capitalismo

            Ho studiato e adesso lavoro. Vorrei semplicemente
            sapere cosa pensano le persone che vogliono che
            ciò che è su internet sia per forza gratuito
            Ma in effetti qui non si tratta di volre o no; il fatto che l'informazione, almeno nella sua forma più scarna, sia disponibile in rete gratutitamente è assodato. Murdoch può cercare di fare un sito di news a pagamento ma non può impedire l'esistenza di quelli gratuiti, quindi in effetti ciò che tu ti domandi ("cosa pensano") è se queste persone sono radicalmente contrarie a fruire ANCHE di servizi a pagamento oltre a quelli gratutit e se si perché. E cosa potrebbe spingerle a tornare sulle proprie decisioni.
    • chojin_a scrive:
      Re: la fine del capitalismo
      - Scritto da: rrrrrrrrrrr r
      Internet sta velocemente azzoppando il
      capitalismo riguardo i beni non materiali come ad
      esempio il software, i giornali, la musica
      ecc.

      quale sistema viene proposto in sostituzione del
      capitalismo? come ci permette di guadagnare,
      pagare l'affitto,
      mangiare?

      sembra che si stia distruggendo il sistema
      economico vecchio prima di averne creato uno
      nuovoLa fine del capitalismo?? Ma che ti sei fumato? Ma vaneggi?Vivi in una realtà tutta tua.
  • Giuseppe Rossi scrive:
    Quindi
    Se casualmente mettete in fila 5 parole, che sono uguali per successione in un loro articolo vi fanno causa a morte ?Com'è che si chiamavano cose del genere fascismo forse o giù di lì ?Iniziamo a disdire i servizi SKY e vediamo chi sopravvive di più
    • Calvin scrive:
      Re: Quindi
      Si chiama violazione di diritto intellettuale, non fascismo.Tu puoi sempre esprimerti con parole tue. Oppure non sai più parlare?
      • fasulo scrive:
        Re: Quindi
        Per sapere quello che ha scritto Murdoch e quindi evitarlo bisognerebbe leggerlo. Esprimersi alla stessa maniera su un fatto di cronaca è molto facile come si ascolta nei TG nazionali pubblici e privati. Poi da quel che capisco il tracciamento della "copiatura" e il successivo storno degli introiti pubblicitari è automatico e questo è un bel rischio perché l'opposizione diventa ex post, ossia a storno avvenuto su richiesta del diretto interessato e non di una terza parte.
      • asvero panciatici scrive:
        Re: Quindi
        - Scritto da: Calvin
        Si chiama violazione di diritto intellettuale,
        non
        fascismo.
        Tu puoi sempre esprimerti con parole tue. Oppure
        non sai più
        parlare?Se io inizio un capoverso scrivendo: "I fatti si sono scolti così:" credo di avere il 99.9% di possibilità di aver plagiato qualche articolo sotto copyright. Ma queste sono facezie.E' chiaro che il limite, che esiste già, riguarda la riproduzione di un articolo intero o almeno di un pezzo di esso che per domensioni e specificità non possa costituire un plagio casuale. E da questo naturalmente sono escluse le citazioni di terzi a meno che non facciano parte di interviste esclusive. E' giustissimo, anche perché non intacca minimamente la libertà di espressione e di informazione, ma non basta a proteggere gli interessi di Murdoch. Per garantirsi molti clienti dovrebbe poter impedire ai siti gratuiti di dare le notizie in quanto tali, e ciò non si può fare.
        • angros scrive:
          Re: Quindi

          Se io inizio un capoverso scrivendo: "I fatti si
          sono scolti così:" credo di avere il 99.9% di
          possibilità di aver plagiato qualche articolo
          sotto copyright. No, perchè gli altri avranno scritto "i fatti si sono svolti così" ;-)Introduciamo deliberatamente errori ortografici in una parola ogni 5, così l' articolo sarà diverso e nessuno potrà dire che è stato copiato (non ci sono mai 5 parole consecutive che corrispondono :-P))
  • guast scrive:
    bbc
    Ho poca fiducia nell'Italia e credo che prima o poi si inchinerà. Ma fortunatamente internet non è limitata all'Italia. Ci rimane sempre la BBC libera e gratuita nonostante sia da anni sotto attacco da parte dei giornali inglesi di Murdoch.Visto il sostegno che Murdoch da a quella che ci spacciano per guerra al terrorismo le sue notizie non le voglio neanche gratis
  • Carcarlo scrive:
    non cambia nulla...
    Almeno per me non cambia nulla, non sono fruitore di nessun servizio dello squalo, quindi Murdoch succhiami le palle
  • El Castigador scrive:
    si prospettano tempi bui per la rete...
    ...e soprattutto per gli utenti!Leggo:-- La soluzione individuata prevede ora una guerra a tutto campo: bisogna impedire che storie e fotografie vengano riciclate da altri, dimostrare la volontà di entrare in causa ogni volta che sia necessario e difendere il copyright con intransigenza. ---- individuare e diffidare coloro che abusino di citazioni o di link alle sue notizie. Minacciando il ricorso a mezzi legali. --Bene, vedo e prevedo una nuova serie di leggi assurde su internet scritte da governi e politicanti pronti a chinarsi a 90° di fronte alle pretese dei riccastri di turno, leggi assurde per perseguitare con multe assurde chi oserà ricopiare sul proprio blog due o tre righe di qualche "notizia a pagamento", vedo e prevedo l'ennesima ondata di propaganda tipo "chi copia le notizie RUBA!!!11undici", propaganda supportata da inutili spot governativi pagati milioni coi soldi dei contribuenti, vedo e prevedo leggi poliziesche che costringeranno gli ISP a oscurare all'istante siti o blog che osino riprodurre le "notizie a pagamento", vedo e prevedo l'ennesima scusa per espandere ulteriormente i poteri inquisitori delle forze dell'ordine contro internet, vedo e prevedo l'ennesimo versamento (=spreco) di denaro pubblico per squadre speciali, investigazioni, processi, e via dicendo per proteggere le "notizie a pagamento".Insomma, tutto quello che abbiamo visto per il p2p esteso e moltiplicato, verso l'infinito e oltre...
    • angros scrive:
      Re: si prospettano tempi bui per la rete...
      Non avrebbero bisogno di proibire la copia... in primo luogo, quasi tutti copiano dall' ANSA ed aggiungono i loro commenti ed approfondimenti (e l' ANSA è di pubblico dominio), quindi non è così difficile pubblicare news gratuite senza copiare alle testate commerciali.In secondo luogo, a meno di non realizzare un bot che trasferisce le notizie all' istante su siti gratuiti, le notizie dell' ultima ora diventano obsolete molto in fretta (tu paghi il giornale per sapere subito qualcosa che verrà riportato su altri siti tra un giorno o due, perchè non possono mica oscurare tutti i notiziari, i passaparola, i blog, le telefonate...)Infine, se l' argomento con cui sperano di attirare il pubblico è la qualità (dichiarata da loro, però), probabilmente prometteranno notizie provenienti da fonti attendibili e presentate da giornalisti competenti, con una solida reputazione, e faranno notare come le notizie di altri siti siano di dubbia provenienza (anche quelle copiate da loro, perchè come fai a sapere che le abbiano veramente copiate da loro, se non leggi anche gli originali?)Probabilmente boicotteranno i fornitori di notizie gratuite (create dalla collaborazione degli utenti) infiltrando "talpe" pagate da loro con il compito di introdurre notizie false (come i "fake" sulle reti P2P) per minare la credibilità dei concorrenti... prepariamoci ad affinare il nostro spirito critico, perchè presto troveremo un mucchio di notizie idiote in mezzo a quelle vere (e nel comporre notizie idiote, false e tendenziose purtroppo molte testate commerciali sono espertissime ;-))
    • pippo75 scrive:
      Re: si prospettano tempi bui per la rete...

      p2p esteso e moltiplicato, verso l'infinito e
      oltre...ora ti becca la disney per aver copiato la citazione di Buzz :) .
  • angros scrive:
    DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
    Se ho ben capito, vorrebbe mettere dei sistemi per impedire l' acXXXXX e limitare le copie, tra l' altro togliendo il principale vantaggio delle notizie su internet, quello di poter confrontare diverse testate (con l' aiuto di Google) per avere una visione di insieme, perchè bisognerebbe abbonarsi come minimo a dieci giornali diversi, e chi lo farebbe? Ognuno ne seguirebbe solo uno, max due.Piuttosto che pagare (considerando anche la qualità scadente delle notizie che si leggono a volte), vado a leggere (e a scrivere, se mi va) gli articoli su wikinews: almeno lì non cercano di imporre il loro punto di vista (utenti con opinioni diverse modificherebbero subito la notizia, mantenendo la neutralità), e la rettifica di una notizia sbagliata avviene nel momento stesso in cui qualcuno la segnala (sulla notizia originale, quindi con la stessa visibilità, come richiede la legge tra l' altro).Meno utenti rimangono sulle testate normali (che tanto, in italia, copiano il 90% dall' ANSA, che è gratuita), più andranno su wikinews, twitter, o chi per loro, aumentando le notizie autoprodotte e quindi la concorrenza ai giornali a pagamento.
    • El Castigador scrive:
      Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
      - Scritto da: angros
      Se ho ben capito, vorrebbe mettere dei sistemi
      per impedire l' acXXXXX e limitare le copie, tra
      l' altro togliendo il principale vantaggio delle
      notizie su internet, quello di poter confrontare
      diverse testate (con l' aiuto di Google) per
      avere una visione di insieme, perchè bisognerebbe
      abbonarsi come minimo a dieci giornali diversi, e
      chi lo farebbe? Ognuno ne seguirebbe solo uno,
      max
      due.

      Piuttosto che pagare (considerando anche la
      qualità scadente delle notizie che si leggono a
      volte), vado a leggere (e a scrivere, se mi va)
      gli articoli su wikinews: almeno lì non cercano
      di imporre il loro punto di vista (utenti con
      opinioni diverse modificherebbero subito la
      notizia, mantenendo la neutralità), e la
      rettifica di una notizia sbagliata avviene nel
      momento stesso in cui qualcuno la segnala (sulla
      notizia originale, quindi con la stessa
      visibilità, come richiede la legge tra l'
      altro).
      Meno utenti rimangono sulle testate normali (che
      tanto, in italia, copiano il 90% dall' ANSA, che
      è gratuita), più andranno su wikinews, twitter, o
      chi per loro, aumentando le notizie autoprodotte
      e quindi la concorrenza ai giornali a
      pagamento.Vedrai che faranno di tutto per estendere l'albo dei giornalisti anche alla rete, per impedire di fare informazione gratuita e indipendente, per azzoppare ogni forma di informazione su internet che non sia a pagamento.Tempo qualche anno e vedrai se non riescono a creare XXXXXX a wikinews e compagnia.Finora c'è stata di mezzo la politica, e chi ha voluto fare l'indipendente si è preso la sue legnate, ma adesso che ci sono di mezzo i soldi ... si salvi chi può!!!Tempo due o tre mesi e comincerà la campagna di Stato (= al servizio delle multinazionali dell'informazione) per screditare il più possibile l'informazione fai da te, quella dal basso, per dipingerla nei migliori modi possibili, per infangarla, e così via.Vedrai, vedrai...
      • angros scrive:
        Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
        Encarta si è scontrata con wikipedia, e ha perso (ed Encarta aveva un capitale discreto alle spalle, mi sembra)Per quanto riguarda le campagne di stato, per ora il principale problema sollevato è quello dell' obbligo di rettifica, e su questo wikinews rispetta la legge ancora di più delle testate normali, che tra l' altro copiano da loro: mi riferisco al caso della morte del musicista Maurice Jarre, e della notizia falsa --- è ironico che sia accaduto proprio quando Murdoch iniziava a parlare di news a pagamento e della qualità superiore dei giornali rispetto a blog e simili, si sono visti i risultati :-DNo, secondo me tenteranno di boicottare prima i giornali "classici" gratuiti, cercando di spaventare gli inserzionisti che li finanziano, ma per fare ciò dovranno vedersela con Google (che non starà a guardare, visto che campa proprio su tali inserzionisti, e non trae invece nessun vantaggio da notiziari a pagamento che non può riportare nella sua pagina)
    • Calvin scrive:
      Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
      - Scritto da: angros
      Se ho ben capito, vorrebbe mettere dei sistemi
      per impedire l' acXXXXX e limitare le copie, tra
      l' altro togliendo il principale vantaggio delle
      notizie su internet, quello di poter confrontare
      diverse testate (con l' aiuto di Google) per
      avere una visione di insieme, perchè bisognerebbe
      abbonarsi come minimo a dieci giornali diversi, e
      chi lo farebbe? Ognuno ne seguirebbe solo uno,
      max
      due.Le notizie costano ed è giusto pagare per leggerle.I giornalisti non lavorano gratis in cantina com per linux.
      • nico scrive:
        Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
        - Scritto da: Calvin
        - Scritto da: angros

        Se ho ben capito, vorrebbe mettere dei sistemi

        per impedire l' acXXXXX e limitare le copie, tra

        l' altro togliendo il principale vantaggio delle

        notizie su internet, quello di poter confrontare

        diverse testate (con l' aiuto di Google) per

        avere una visione di insieme, perchè
        bisognerebbe

        abbonarsi come minimo a dieci giornali diversi,
        e

        chi lo farebbe? Ognuno ne seguirebbe solo uno,

        max

        due.
        Le notizie costano ed è giusto pagare per
        leggerle.
        I giornalisti non lavorano gratis in cantina com
        per
        linux.A te il rabbino ha circonciso la testa?
      • Andrea scrive:
        Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
        La notizia che abbiamo un pedo-XXXXXXXXXX come presidente del consiglio quanto costa? :D
      • rrrrrrrrrrr r scrive:
        Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
        dici che sono più "cattivi" o "furbi" di Stallman e seguaci?
      • asvero panciatici scrive:
        Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
        Ecco uno che arriva dopo trecento post e dimostrando di non aver letto una sola riga sentenzia nei termini più smeplicistici e banali.- Scritto da: Calvin
        Le notizie costano Si? Qui a Siena c'è il sole, circa 30 gradi umidità alta.Ecco, hai appena avuto una notizia sul meteo in tempo reale.Dici che ho infranto qualche legge? possono citarmi per esercizio abusivo della professione meteorologica?
        ed è giusto pagare per
        leggerle.Come no. Se chi le fornisce ti chiede di pagare, e se ti interessa.Se non ti interessa o se c'è un altro che le fornisce gratis, non paghi. E ti domandi anche perché quello vuol'essere pagato. Se ti da un buon motivo, magari ti vien voglia di pagare. Il motivo però non può essere "perché io c'ho da guadagnarci vendendole percui tu gratis non le devi dare".
        I giornalisti non lavorano gratis in cantina com
        per
        linux.Infatti, i giornalisti lavorano per uno stipendio, sia che lavorino per giornali gratutiti che a pagamento. Saranno forse XXXXX di chi li assume?
        • angros scrive:
          Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io

          Come no. Se chi le fornisce ti chiede di pagare,
          e se ti
          interessa.
          Se non ti interessa o se c'è un altro che le
          fornisce gratis, non paghi. E ti domandi anche
          perché quello vuol'essere pagato. Se ti da un
          buon motivo, magari ti vien voglia di pagare.E' il libero mercato: a parità di prodotto, io lo prendo dove costa meno, e se "meno" vuol dire zero (cioè gratis), vado lì. Mi sorprende che certa gente non arrivi a capire una cosa così ovvia.Murdoch dice: faremo un prodotto migliore, a pagamento. Liberissimo di provarci, ma se invece fa un prodotto uguale a quello degli altri, non va pagato.Ho i miei dubbi sulla "qualità" che Murdoch promette: quando c' erano tele+ (di Berlusconi) e stream (di Murdoch), la qualità di tele+, a mio avviso, era migliore, e stream mi dava solo l' idea di un sistema per spremere soldi (sono stati i primi a introdurre il pay-per-view, limitando ulteriormente la fruizione dei contenuti)Quando Murdoch ha comprato tele+, fondendo le due piattaforme per formare sky, la qualità è decisamente peggiorata, e non ho più rinnovato l' abbonamento (anche se poi sky ha avuto sucXXXXX, grazie alla campagna di vendita più aggressiva).Perciò, da Murdoch non mi aspetto di certo una "qualità migliore", e per quanto mi riguarda, lui può benissimo fallire.
    • Andrea scrive:
      Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
      Sono curioso di vedere come sarà "Il Fatto", un nuovo giornale autofinanziato che ospiterà giornalisti come Marco Travaglio & C., che partirà questo settembre. Sembra che a contrario delle altre testate non abbia particolari problemi economici (c'è già un'esplosione di abbonamenti senza che neanche sia stato stampato il primo numero).
      • asvero panciatici scrive:
        Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
        - Scritto da: Andrea
        Sono curioso di vedere come sarà "Il Fatto", un
        nuovo giornale autofinanziato .....Presto in edicola anche il suo acerrimo concorrente: "Il Tossico" :-D
      • Calvin scrive:
        Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
        - Scritto da: Andrea
        Sono curioso di vedere come sarà "Il Fatto", un
        nuovo giornale autofinanziato che ospiterà
        giornalisti come Marco Travaglio & C.Bello schifo: un altro giornale di partito.In pratica avremo notizie confezionate per pubblicizzare Grillo, Santoro e Di Pietro.Che divertimento.
        • diofa kaka scrive:
          Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
          ammazzati dico davvero
        • guast scrive:
          Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
          - Scritto da: Calvin
          - Scritto da: Andrea

          Sono curioso di vedere come sarà "Il Fatto", un

          nuovo giornale autofinanziato che ospiterà

          giornalisti come Marco Travaglio & C.
          Bello schifo: un altro giornale di partito.
          In pratica avremo notizie confezionate per
          pubblicizzare Grillo, Santoro e Di
          Pietro.
          Che divertimento.Ti manca la solita tirata sulla stampa comunista e poi stai a posto
    • qualcuno scrive:
      Re: DRM sulle news?Piuttosto me le scrivo io
      - Scritto da: angros
      (considerando anche la
      qualità scadente delle notizie che si leggono a
      volte)Solo a volte?
  • Enjoy with Us scrive:
    Murdoch merita di fallire!
    E' un campione del monopolismo, lo si è visto anche in Italia con Sky, dove dopo utili record, si lamentava con il governo perchè riportava a valori normali l'IVA agevolata al 10% sulle pay TV, che coraggio, come se la Pay TV fosse indispensabile come il pane o il gas ad uso domestico (non riscaldamento si noti bene!)Adesso vorrebbe rendere pay l'informazione su internet... farà la fine di chi lo ha preceduto... fallirà miseramente!
    • Roland21 scrive:
      Re: Murdoch merita di fallire!
      Tu meriti di fallire...Anzi hai già fallito!
      • Eugenio Odorifero scrive:
        Re: Murdoch merita di fallire!

        Tu meriti di fallire...

        Anzi hai già fallito!Beh, vedi, io pagherei per avere le notizie.Ma non pagherei per le notizie taciute, truccate, alterate, insomma per una libertà di stampa inesistente. Pagherei per le notizie vere, per sapere chi c'è davvero dietro alle cose, per cosa si combina davvero sulle nostre teste, sulle scoperte che si tacciono e così via. Con queste notizie, se sono vere pillole di verità giornaliera, pagherei e come.Ma qui stiamo parlando di giornalisti asserviti, di un Murdoch che fa talmente paura che persino i politici di sinistra preferiscono avere Berlusconi come avversario. Il che è tutto dire...Bisogna capire una cosa: chi sta propinando le notizie a pagamento ha pure Fox News che, in America, ha la stessa fama del TG4 da noi... forse anche peggiore. Le sue, di notizie, spiacente, non le voglio. Nemmeno gratis, per la verità.
        • Guybrush scrive:
          Re: Murdoch merita di fallire!
          - Scritto da: Eugenio Odorifero[...]
          Bisogna capire una cosa: chi sta propinando le
          notizie a pagamento ha pure Fox News che, in
          America, ha la stessa fama del TG4 da noi...
          forse anche peggiore. Le sue, di notizie,
          spiacente, non le voglio. Nemmeno gratis, per la
          verità.90 minuti di applausi.D'altro canto lui e' il "padrone del vapore", lui decide come disporre delle risorse.A noialtri spetta la doverosa decisione se pagare oppure no.-- GT
          • botero scrive:
            Re: Murdoch merita di fallire!
            Signori questa e' la proclamazione di un funerale.Sappiamo tutti come funzione Internet: se il sito del vicino e' gratis...
  • Carlo scrive:
    tutto ha un prezzo
    Murdoch: "tutto ha un prezzo". Vero, ma non è detto che quel prezzo si misuri in soldi. Nell'immateriale funziona meglio il baratto.
  • iRoby scrive:
    I VIP fanno monetizzare
    In che mondaccio insulso viviamo!"L'intenzione è capitalizzare, per esempio, gli scoop sui VIP che fanno salire "le visite a cifre astronomiche"."Che vita vuota deve avere la gente per interessarsi così tanto delle XXXXXXXte fatte da qualche subrette col XXXX di fuori o qualche attore ubriaco.
    • attonito scrive:
      Re: I VIP fanno monetizzare
      - Scritto da: iRoby
      In che mondaccio insulso viviamo!

      "L'intenzione è capitalizzare, per esempio, gli
      scoop sui VIP che fanno salire "le visite a cifre
      astronomiche"."

      Che vita vuota deve avere la gente per
      interessarsi così tanto delle XXXXXXXte fatte da
      qualche subrette col XXXX di fuori o qualche
      attore ubriaco.isole, talpe, reality, TG4, PortaAPorta, Amici, Xfactor e poi, basta vedere in edicola la lista di riviste cazzare: Chi, Gente, Novella 3000, Di Piu', Mignottina1 scopa con Calciatore_scemo1, Mignottina2 e' tornata con Calciatore_scemo2, Mignottona1 sposa Presentatore_bollito1, etc etc. Spegnere la tv e comprare qualche buon libro sarebbe meglio, si.
      • -HCK- scrive:
        Re: I VIP fanno monetizzare
        Sai che ti dico? Lasciamo che gli idioti paghino per le idiozie. E' Quello Che Si MERITANO per alimentare una cultura e una società scadente che vede nei reality una triste, tristissima alternativa alla vita (che di conseguenza deve essere ancora più triste).
    • SardinianBoy scrive:
      Re: I VIP fanno monetizzare
      MA NON SI CHIAMAVA MERDOCH?
      • angros scrive:
        Re: I VIP fanno monetizzare
        Lo diceva Beppe Grillo, quando parlava su Tele+ che, all' epoca, era in concorrenza con Stream (di Murdoch)
    • asvero panciatici scrive:
      Re: I VIP fanno monetizzare
      - Scritto da: iRoby
      In che mondaccio insulso viviamo!

      "L'intenzione è capitalizzare, per esempio, gli
      scoop sui VIP che fanno salire "le visite a cifre
      astronomiche"."

      Che vita vuota deve avere la gente per
      interessarsi così tanto delle XXXXXXXte fatte da
      qualche subrette col XXXX di fuori o qualche
      attore
      ubriaco.Più che altro non ho capito in che modo capitalizzerebbe qullo specifico tipo di notizie (se si possono definre notizie..). Cosa fa? notizie di politica ed economia gratis e contenuti premium a pagamento con le peripezie di attricette e morti di fama??? mah...
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