Traffico sequestrato, i Monopoli non mollano

Non è bastato il procedimento del Tribunale: i Monopoli non solo continuano ad impedire agli utenti italiani di accedere al sito del bookmaker maltese, ma accusano quella società di voler ottenere privilegi
Non è bastato il procedimento del Tribunale: i Monopoli non solo continuano ad impedire agli utenti italiani di accedere al sito del bookmaker maltese, ma accusano quella società di voler ottenere privilegi

Roma – No, non è ancora finita. Non è bastato mandare l’ufficiale giudiziario nella sede dei Monopoli di Stato per far rispettare quanto ordinato dal Tribunale di Roma: il sito del bookmaker maltese Astrabet, “assolto” dai magistrati della capitale, rimane “non disponibile” a causa del sequestro del traffico Internet imposto con l’ultima Finanziaria, organizzato dai Monopoli ed eseguito obtorto collo dai provider nostrani.

Sebbene per accedervi bastino pochi accorgimenti , l’immagine stessa del sito maltese risente della messa al bando formale. Ma AAMS, l’Azienda dei Monopoli, in una nota pubblicata sul proprio sito difende la propria scelta in quanto, spiega, i Monopoli hanno impugnato la sentenza romana . Di fatto, dunque, si sono ritenuti in diritto di continuare ad includere www.astrabet.com nell’elenco denominato Siti inibiti , elenco che più di qualsiasi altra cosa illustra i confini di una censura che non ha precedenti sulla rete italiana.

Non solo. A gettare benzina sul fuoco il fatto che nella nota dei Monopoli si attacchi esplicitamente Astrabet affermando che “in attesa di una decisione definitiva da parte del Giudice ordinario di prossima emanazione, la società Astrabet ha posto in essere attività irrituali, finalizzate soltanto ad ottenere indebiti privilegi ed atteggiamenti discriminatori rispetto agli altri soggetti che operano legalmente in Italia”.

Clicca per ingrandire Sebbene il traffico verso il sito del bookmaker sia dissequestrabile da qualunque utente semplicemente inserendo l’indirizzo indicato dai Monopoli senza il www , la società maltese ritiene lesi i propri diritti perché, spiega, il provvedimento che ordina il dissequestro emesso dal Tribunale di Roma è immediatamente eseguibile , come testimonierebbe l’incarico affidato all’ufficiale giudiziario.

Nella decisione romana, peraltro, si legge la richiesta di un ” immediato ripristino dell’allacciamento alla rete internet del sito Astrabet e, dunque, dell’associazione tra il nome di dominio astrabet.com e l’indirizzo IP”.

“Ciò che stupisce – spiega ora Astrabet – è che AAMS, che aveva serenamente dichiarato di riporre fiducia nella Magistratura, persista nell’inosservanza del chiaro ordine del giudice, da una parte affermando dinanzi all’Ufficiale Giudiziario di riservarsi di ottemperare, ma nei fatti non soltanto omettendo ciò, ma anzi inserendo nuovamente ed inspiegabilmente Astrabet nell’ elenco dei siti oscurati, anziché attendere, quantomeno, la definizione del procedimento di reclamo da essa stessa attivato”.

Sul piano giuridico, sostiene Astrabet, il fatto che sia pendente l’impugnazione del procedimento non rappresenta una giustificazione , come dimostrerebbero varie sentenze della Corte di Cassazione.

Le conseguenze di tutto questo sono ovvie: Astrabet comunica infatti di aver informato la competente Procura della Repubblica “in ordine ai comportamenti tenuti dall’Amministrazione al fine di ottenere tutela, confidando nelle iniziative della magistratura penale”.
“Il procedimento penale – sottolinea Astrabet – risulta già radicato. Astrabet attende fiduciosa gli sviluppi delle indagini”.

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24 05 2006
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