Blocco dei siti, arriva l'Ufficiale Giudiziario

Il bookmaker maltese a cui il Tribunale civile di Roma ha dato ragione non riesce a smuovere i Monopoli di Stato e il suo sito rimane bloccato. Ieri ha quindi inviato ai Monopoli l'Ufficiale Giudiziario
Il bookmaker maltese a cui il Tribunale civile di Roma ha dato ragione non riesce a smuovere i Monopoli di Stato e il suo sito rimane bloccato. Ieri ha quindi inviato ai Monopoli l'Ufficiale Giudiziario

Nelle prossime ore il sito www.astrabet.com dovrebbe tornare ad essere visibile agli utenti italiani, al termine di una vicenda che ha del paradossale e che spinge ancora una volta alla ribalta la sconcertante vicenda del sequestro del traffico Internet degli italiani operato dall’ AAMS , ossia i Monopoli di Stato.

www.Astrabet.com è infatti il sito di Astrabet Bookmaker, la cui URL è inclusa nell’ elenco dei siti bannati pubblicato dai Monopoli di Stato, un elenco che come noto comprende più di 500 spazi web ma dal quale – spiega il Bookmaker – avrebbe già dovuto essere cancellato . Come sanno i lettori di Punto Informatico, il Tribunale civile di Roma ha dichiarato inammissibile la censura del sito Astrabet ordinando, ormai già da settimane, il ripristino della situazione precedente alla censura .

Ma chi oggi cercasse su Google “Astrabet Bookmaker” e cliccasse sul link fornito dal motore di ricerca si troverebbe dinanzi all’ormai celebre annuncio dei Monopoli, dall’emblematico titolo Sito non raggiungibile , un disclaimer che in sostanza spiega all’utente italiano perché gli è fatto divieto di visitare certe pagine web. Motivi che, come noto, sono legati al commercio di licenze specifiche per operare anche sul mercato italiano richieste dai Monopoli di Stato, licenze messe all’indice dall’ intero settore del gambling e oggi al centro di preoccupate analisi in sede europea.

In forza dell’ordinanza del Tribunale romano il bookmaker di origine maltese ha ottenuto l’intervento di un Ufficiale Giudiziario – si legge in una nota – “per l’esecuzione forzata del provvedimento per il ripristino del sito www.astrabet.com”. Una misura di questo tipo, che richiede l’intervento del funzionario pubblico, si rende necessaria quando la parte a cui un magistrato ha chiesto di agire in un determinato modo con un ordine esecutivo si rifiuta di farlo o non procede nei tempi stabiliti.

Stando ad una nota rilasciata dall’azienda, ieri l’Ufficiale Giudiziario ha avuto accesso alla sede dei Monopoli alla presenza di un funzionario della Direzione Generale che avrebbe però chiesto tempo in quanto – si legge nella nota – “non è in grado di operare in modo immediato e diretto sulla Rete”. Da qui la decisione di dare un ultimatum ai Monopoli di Stato : entro 24 ore dovranno ristabilire il pieno accesso al sito maltese da parte degli utenti italiani. In caso contrario partiranno denunce penali e richieste danni.

L’azienda ha approfittato della situazione clamorosa per criticare aspramente l’operato di AAMS. A suo dire, infatti, “l’atteggiamento di AAMS, e quindi l’inottemperanza del provvedimento, che presumibilmente doveva essere una strategia per non fare divulgare una notizia “scomoda”, sta sortendo l’esatto effetto contrario”. Oggi, spiegano a PI i bookmaker maltesi, “ogni giornale europeo rivolto al betting, sta scrivendo pagine e pagine evidenziando quanto l’amministrazione dei Monopoli in Italia agisca sempre di propria iniziativa, disobbedendo nella fattispecie ad un ordine immediato della Magistratura italiana”.

“Riteniamo – sottolinea poi l’azienda – che con l’intervento da parte di un Ufficiale Giudiziario per l’esecuzione di un provvedimento “chiarissimo”, che non lasciava spazio a nessuna interpretazione, si sia davvero “toccato il fondo”.” “È infatti inspiegabile – continua Astrabet – che, a distanza di oltre trenta giorni dall’emissione di un ordine giudiziale immediatamente eseguibile, non sia stato possibile ricevere risposte di nessun tipo da parte dell’Amministrazione Italiana, quando la stessa, in data 23 febbraio 2006, aveva comunicato di affidarsi, con serena fiducia, alle valutazioni della Magistratura”.

Nell’attesa che l’accesso a quel sito venga ristabilito, chi è impaziente potrà comunque recarvisi semplicemente togliendo il www. dalla URL ufficiale, un piccolo espediente che consente di accedere a moltissimi dei siti “bloccati” dalle autorità italiane. Che la censura effettuata sia peraltro più una presa di posizione che un dato di fatto lo aveva già spiegato ISOC Italia , tra i primi e più autorevoli organismi di esperti di cose della rete a bocciare senza riserve e da ogni punto di vista l’operazione di censura.

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11 05 2006
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