Trasferimento dati UE-USA: multa record per Meta?

Trasferimento dati UE-USA: multa record per Meta?

Secondo Bloomberg, Meta riceverà dall'autorità antitrust irlandese una sanzione superiore ai 746 milioni di euro inflitti nel 2021 ad Amazon.
Trasferimento dati UE-USA: multa record per Meta?
Secondo Bloomberg, Meta riceverà dall'autorità antitrust irlandese una sanzione superiore ai 746 milioni di euro inflitti nel 2021 ad Amazon.

Secondo le fonti di Bloomberg, Meta riceverà una multa salatissima dalla Data Protection Commission (DPC) dell’Irlanda. La sanzione verrà inflitta per non aver rispettato la nota sentenza Schrems II della Corte di Giustizia dell’Unione europea che vieta il trasferimento dei dati degli utenti europei negli Stati Uniti. L’azienda di Menlo Park aveva dichiarato che non chiuderà i servizi in Europa.

In arrivo una mega multa per Meta

La Corte di Giustizia dell’Unione europea ha bocciato gli accordi USA-UE, noti come Safe Harbour e Privacy Shield, che prevedevano il trasferimento delle informazioni verso gli Stati Uniti, in quanto la legislazione statunitense permette alle agenzie di intelligence di ficcare il naso nei dati degli utenti europei conservati sui server delle aziende.

Meta ha finora sfruttato una scappatoia, nota come clausole contrattuali standard, ma questa modalità non è consentita. Gli avvertimenti dell’autorità antitrust irlandese sono rimasti inascoltati, quindi lunedì 22 maggio dovrebbe essere confermata la sanzione. Secondo le fonti di Bloomberg, la multa supererà quella inflitta ad Amazon nel 2021, quindi sarà superiore a 746 milioni di euro, stabilendo un nuovo record europeo.

La decisione della DPC riguarderà solo Facebook, non gli altri servizi di Meta. L’autorità antitrust ordinerà anche il blocco del trasferimento dei dati verso gli Stati Uniti, in base alle attuali basi legali. Il ban non sarà subito efficace perché Meta presenterà sicuramente appello.

Tra l’altro, Europa e Stati Uniti hanno sottoscritto un nuovo accordo (la bozza è stata pubblicata a fine 2022) che dovrebbe garantire una maggiore protezione agli utenti, ma l’avvocato Max Schrems ha già previsto una nuova bocciatura da parte della Corte di Giustizia dell’Unione europea.

Fonte: Bloomberg
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Pubblicato il 18 mag 2023
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