Trimestre Apple, il solito record

di D. Galimberti - Bene gli iPhone e i Mac, male gli iPad: i trend per Cupertino si confermano nell'ultima trimestrale dell'anno fiscale. La Cina è un mercato fertile

Roma – Il 2015 è un anno molto particolare per le trimestrali di Apple: c’è sempre qualche motivo per attendere e scoprire come saranno andati i conti di Cupertino, se i Mac avranno venduto di più grazie al nuovo Macbook 12 , se l’iPad conferma il suo trend decrescente (in attesa di scoprire se l’iPad Pro in arrivo il prossimo mese potrebbe cambiare le carte in tavola), se Apple Watch vende quanto previsto o meno, quanti sono gli utenti paganti di Apple Music ecc…

Il problema è che Apple è diventata molto riservata su certe informazioni, e nel corso della trimestrale non diffonde dati di dettaglio su ogni tipologia di computer, dispositivo o servizio venduto (cosa che invece fa in altre occasioni, come per celebrare i consueti record di lancio degli iPhone). Al di là dei dati diffusi ieri sera, e che andremo subito ad esaminare, ricordiamo comunque che il trimestre più intenso per Apple è quello che inizia ora, i cui dati verranno diffusi a gennaio: la consueta impennata delle vendite natalizie (che dovrebbe coinvolgere uno degli oggetti più discussi, l’Apple Watch) sarà ulteriormente rinforzata dell’arrivo della nuova Apple TV (a mio avviso un vero e proprio cavallo di Troia per portare Apple in ogni salotto) e dall’estensione di Apple Music ai dispositivi Android. È vero che chi usa Android sarà probabilmente meno propenso a legarsi in qualche modo ad Apple, ma è anche vero che Apple si prepara ad offrire un proprio servizio ad una base di utenza molto più ampia rispetto ad ora: il grande successo di iTunes Music Store arrivò dopo il lancio della versione Windows, chissà che anche per Apple Music non succeda qualcosa di simile. Ci sarà poi da valutare l’impatto del nuovo iPad Pro, ma di questo parleremo più avanti, anche perché tutte queste considerazioni riguardano numeri che vedremo solo tra tre mesi.

Veniamo quindi ai dati veri e propri , partendo dai totali per poi scendere (per quanto concesso) nei dettagli. Per il trimestre conclusosi il 26 settembre, Apple fa segnare ancora una volta un fatturato da record: 51,5 miliardi di dollari rappresentano il 22 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2014, con un utile netto che sale da 8,5 a 11,1 miliardi di dollari e si traduce in 1,96 dollari per azione diluita (contro gli 1,42 dollari di un anno fa). Anche il margine cresce, sfiorando il 40 per cento (per la precisione 39,9) rispetto al 38 per cento dello stesso periodo del 2014. Trattandosi del quarto trimestre fiscale del 2015, si tirano le somme anche sull’anno intero, somme che non possono che confermare quanto già visto nel corso dell’anno: con 234 miliardi di dollari e una crescita di fatturato del 28 per cento, si tratta del miglior anno di sempre della storia di Apple.

Ma andiamo ad esaminare da dove derivano questi numeri. La parte del leone rimane inevitabilmente quella del’ iPhone , che con 48 milioni di unità vendute (poco più del trimestre precedente) totalizza il 22 per cento in più rispetto allo scorso anno; se però guardiamo al fatturato anziché alle unità vendute, la crescita è ancora più importante, arrivando ad un 36 per cento. È quindi d’obbligo la valutazione di quanto iPhone sia importante per i conti di Cupertino: se un anno fa incideva sul 56 per cento del fatturato, oggi arriva oltre il 62 per cento, numero che comunque rappresenta qualcosina in meno rispetto a quanto abbiamo visto nello scorso trimestre .

Diametralmente opposto l’andamento di vendite dell’ iPad , in calo per il settimo trimestre consecutivo: con poco meno di 10 milioni di unità vendute, il tablet della Mela perde il 10 per cento rispetto allo scorso trimestre, e il 20 per cento rispetto al 2014. Personalmente resto sempre dell’idea che il tablet sia soggetto a dinamiche di aggiornamento che sono necessariamente più lente rispetto a quelle di uno smartphone, ma è evidente che il trend di vendite dell’iPad non può continuare in questo modo: Apple ha affrontato la situazione proponendo un iPad Pro, dispositivo in uscita nelle prossime settimane che dovrebbe sia rinvigorire l’interesse per l’oggetto in sé, che portare ad un incremento del fatturato. Queste intenzioni saranno da verificare nei prossimi trimestri ma va anche ricordato che, nonostante tutto, iPad rappresenta ancora i 3/4 del mercato USA per i tablet sopra i 200 dollari.

Se il fatturato cresce nonostante il calo degli iPad, il merito non è solo degli iPhone: a segnare un segno positivo sulla tabella dei risultati di Cupertino ci sono anche Mac , servizi (in crescita del 10 per cento), e il generico “altro” che include anche Apple TV ed Apple Watch. I Mac crescono del 19 per cento rispetto al trimestre precedente (un più modesto 3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2014) segno che i nuovi computer presentati dalla casa della Mela stanno piacendo, in particolare il Macbook 12 . Anche Apple Music fa segnare dei buoni risultati: considerando il fatto che al momento non è ancora disponibile per Android (dovrebbe esserlo nel corso delle prossime settimane) i 6,5 milioni di utenti che hanno confermato l’abbonamento dopo il periodo di prova sono un numero incoraggiante.

Arriviamo infine alla voce “altro”, quella che include (tra le varie cose) anche Apple Watch . Non sono stati rilasciati numeri ufficiali riguardo gli smartwatch della Mela, ma la crescita del 61 per cento di questa voce (15 per cento nel confronto sequenziale con il trimestre precedente) lascia immaginare che anche le vendite di questo dispositivo siano aumentate, e probabilmente aumenteranno ancora di più nel trimestre in corso: Apple prevede di fatturare tra i 75,5 e i 77,5 miliardi di dollari per il trimestre i corso, numeri che (se confermati) rappresenterebbero un incremento annuale del 33 per cento.

Nel complesso questi dati non hanno generato particolari scossoni (né in positivo, né in negativo) sulla quotazione del titolo AAPL nel mercato After Hours: nel momento in cui scriviamo si registra un leggero incremento pari a mezzo punto percentuale. Luca Maestri, CFO di Apple, ha confermato che nel trimestre in corso sono stati restituiti 17 miliardi di dollari agli azionisti sotto forma di dividendi o riacquisto di azioni, arrivando così a 143 miliardi di dollari sui 200 previsti dal programma di ritorno del capitale.

Come ultima analisi possiamo guardare alla distribuzione geografica del fatturato, ed è inevitabile constatare come la Cina rappresenti il mercato di maggiore crescita per Apple, con una crescita del 99 per cento rispetto al 2014. Quando qualche anno fa si parlava di Cina (e di accordi con i maggiori operatori telefonici cinesi) come occasione di crescita per le future espansioni di Apple, evidentemente c’era qualcosa di valido in quel ragionamento: nel trimestre appena concluso Apple è riuscita anche a superare nomi come Xiaomi e Huawei, due marchi che in Cina giocano in casa e hanno sicuramente molto risalto tra i consumatori, oltre che avere dei prezzi molto più accessibili rispetto a quelli di Apple. Il successo sarebbe dovuto in modo particolare al nuovo iPhone 6S, che non a caso vedeva la Cina tra i paesi inclusi nella prima data di disponibilità: altra mossa studiata a tavolino da Cupertino.

Le previsioni di crescita economica della Cina lasciano pensare ad una potenziale espansione del bacino di utenza per almeno altri cinque anni, ma per il momento limitiamoci al trimestre in corso e ai risultati che potranno arrivare da Apple TV, iPad Pro, ed Apple Music su Android.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • The passenger scrive:
    Da noi invece...
    ...la net neutrality è stata distrutta ed è da poco infatti, che il parlamento europeo ha approvato un testo in cui veniva abolito questo principio.Sempre meno diritti e deomcrazia in questa fals europa ormai colonizzata dalle multinazionali e banche crucche/yankee.
  • rico scrive:
    ERA ORA.
    Finalmente qualcuno si muove per smascherare le promesse dei provider.Prima erano i 7 mega, poi i 20 mega, adesso è internet "illimitato".Ma davvero? Senza cambiare DNS e senza tethering, di illimitato c'è solo il lungo "bugiardino" che gli ISP mettono nei loro contratti, nel quale c'è scritto che possono più o meno fare quello che gli pare.XXXXXXXXXX. Allora anche io pago per la velocità effettiva: 4 mega anzichè 7? bene, 20 euro anzichè 35, tutto in proporzione.E i guai per copyright sono solo vostri, siete VOI che mi date la rete.
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