Truffa con smishing: INPS usa l'AI per verificare i documenti

Truffa con smishing: INPS usa l'AI per verificare i documenti

I cybercriminali chiedono alle ignare vittime di fornire numerosi dati personali attraverso un falso sito INPS che sfrutta l'intelligenza artificiale.
Truffa con smishing: INPS usa l'AI per verificare i documenti
I cybercriminali chiedono alle ignare vittime di fornire numerosi dati personali attraverso un falso sito INPS che sfrutta l'intelligenza artificiale.

Nelle ultime settimane sono state segnalate nuove campagne di smishing che sfruttano nome, logo e grafica di INPS. Quella più recente, descritta dagli esperti del CERT-AgID (Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale), prevede l’uso dell’intelligenza artificiale per verificare i documenti caricati dagli utenti. Si tratta in pratica di un filtro che semplifica il “lavoro” dei cybercriminali.

Furto dei dati con smishing e AI

Lo smishing è spesso più efficace del phishing, in quanto i controlli sugli SMS sono meno approfonditi rispetto a quelli sulle email. Non è noto come i cybercriminali hanno ottenuto i numeri di telefono. Le potenziali vittime ricevono un messaggio che invita a controllare i dati per continuare ad utilizzare i servizi di INPS. È presente un link che porta al sito fasullo con un design simile a quello legittimo.

La pagina iniziale è relativa ad un presunto aggiornamento della banca dati lavoro. Durante la procedura guidata è necessario inserire dati anagrafici (nome, cognome, telefono, email, datore di lavoro, posizione lavorativa, tipo di contratto, mese e anno di assunzione, IBAN di accredito). Successivamente viene chiesto di caricare tre documenti: carta d’identità, codice fiscale e patente.

Il CERT-AgID ha scoperto che il sito fake sfrutta l’intelligenza artificiale per rilevare il tipo di documento. Il sistema integrato può riconoscere correttamente diverse immagini, ma non è molto efficace (ha considerato valido il facsimile di una carta d’identità).

Questa soluzione ha un duplice scopo. Il primo è ingannare gli utenti, in quanto credono che sia la reale procedura di INPS e caricano quindi immagini di maggiore qualità. Il secondo è velocizzare la raccolta delle informazioni. Ciò consente ai cybercriminali di ottenere informazioni migliori da sfruttare in seguito.

Durante la procedura vengono chiesti anche buste paga, CUD e selfie. I cybercriminali possono così rubare l’identità degli utenti e mettere in atto vari tipi di truffe, ad esempio la richiesta di prestiti o finanziamenti. Il CERT-AgID ha informato INPS e chiesto la chiusura dei domini.

Fonte: CERT-AgID
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Pubblicato il
11 ago 2026
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