Truffe online, scagionate Visa e Mastercard

Importante sentenza a San Francisco: se qualcuno vende merce rubata online, le società di credito coinvolte loro malgrado nelle transazioni non sono responsabili. Gli shop online tirano il fiato
Importante sentenza a San Francisco: se qualcuno vende merce rubata online, le società di credito coinvolte loro malgrado nelle transazioni non sono responsabili. Gli shop online tirano il fiato

Perfect10 , il celebre sito erotico che nel 2006 aveva messo all’angolo Google , questa volta ha dovuto chinare la testa di fronte alle società di credito. La Corte di Appello di San Francisco ha rigettato la sua richiesta di indennizzo per compensare quello che riteneva un danno provocato da Visa, MasterCard e altre nel permettere le transazioni economiche fra comuni utenti e siti malfattori – in possesso di una ricca selezione di foto di Perfect10.

Il caso era esploso più di tre anni fa, quando Google si era permessa di indicizzare e mostrare le anteprime delle foto contenute sul sito erotico. In questo modo si erano diffuse a macchia d’olio centinaia – se non migliaia – di foto proprietarie per tutta la Rete. Per quella denuncia il noto motore di ricerca venne condannato ad un risarcimento, ma la “dispersione” delle immagini provocò un ulteriore effetto collaterale. Numerosi siti a pagamento arricchirono le loro collezioni, affidandosi poi alle società di credito per agevolare i nuovi abbonati nelle transazioni.

Da allora Perfect10 ha tentato in ogni modo di farsi restituire dalle varie società una parte di ciò che reputa maltolto. La Corte californiana, pur non avendo raggiunto l’unanimità, ha stabilito che le società delle carte di credito non sono responsabili dei comportamenti illegali dei gestori dei siti. Come sottolinea The Register “Visa e Mastercard non hanno utilizzato i loro sistemi di pagamento per localizzare, trasmettere, alterare o mostrare lavori protetti da copyright, non hanno contribuito alle violazioni”.

L’unico giudice in disaccordo con il pronunciamento della Corte, e quindi messo in minoranza, ha sostenuto invece che le società di credito hanno agevolato l’azione illegale permettendo di fatto ai gestori di ottenere profitto.
Visa e Mastercard ne sono uscite del tutto scagionate. Una sentenza contraria avrebbe peraltro generato un devastante caos nel settore, lasciando spazio a colpi sotto la cintola fra siti concorrenti e le stesse società di credito.

Dario d’Elia

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10 07 2007
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