C’è una notizia passata in sordina, ma molto, molto importante soprattutto in prospettiva. È quella che anticipa l’aggiunta di tutti i documenti della Pubblica Amministrazione all’interno dell’app IO, ovviamente attraverso il sistema IT-Wallet. L’ha resa nota in questi giorni Il Sole 24 Ore, ripescando un DPCM firmato il 18 febbraio e passato fin qui inosservato. Nel testo è stabilita anche una scadenza precisa, quella del febbraio 2027.
App IO con tutti i documenti entro il 2027?
Al momento quelli disponibili sono tre, ovvero la tessera sanitaria, la patente di guida e la carta europea della disabilità. Complessivamente sono stati aggiunti al portafoglio digitale oltre 18 milioni di volte, un buon risultato per l’iniziativa. Sappiamo inoltre che è in arrivo la tessera elettorale e che la carta di identità elettronica è attesa entro la fine della legislatura.

Stabilire che da qui a un anno debba attuarsi e completarsi questa rivoluzione significa porsi un obiettivo ambizioso. Le tempistiche sono relativamente strette e come ben sappiamo sarà necessaria una fase di test. Per questo motivo, il decreto stabilisce che l’Istituto Poligrafico della Zecca dello Stato deve farsi carico della progettazione, realizzazione, implementazione e gestione dell’infrastruttura organizzativa e tecnologica necessaria
, mentre PagoPA (da dicembre nelle mani di Zecca e Poste) è responsabile della realizzazione dell’infrastruttura tecnologica
relativa a IT-Wallet oltre che della sua gestione e implementazione, assicurandone la continua conformità al quadro normativo nazionale ed europeo in materia di identità digitale
. Insomma, le due realtà lavoreranno fianco a fianco.
IT-Wallet come alternativa allo SPID
Un altro passaggio del testo molto interessante è quello che riguarda la validità dei documenti digitali. Non solo potranno essere esibiti alle forze dell’ordine in occasione dei controlli e negli uffici della Pubblica Amministrazione per lo svolgimento delle pratiche burocratiche, ma costituiranno uno strumento utile per l’accesso e la fruizione dei servizi online. In altre parole, diventeranno qualcosa di simile a una valida alternativa allo SPID, che pare ormai destinato alla pensione.