Tutti pazzi per il broadband di Google

I sindaci statunitensi sono disposti a fare letteralmente di tutto per far sì che la propria città venga inclusa nel piano per la banda larga di BigG
I sindaci statunitensi sono disposti a fare letteralmente di tutto per far sì che la propria città venga inclusa nel piano per la banda larga di BigG

Cambiare nome della propria città sembra essere solo uno dei tanti metodi per attirare l’attenzione di Google (e della sua banda larga) adottati da parte di alcuni primi cittadini statunitensi. Stando a quanto riporta il New York Times il sindaco di Duluth, Minnesota, si sarebbe gettato nelle gelide acque del Lago Superiore per farsi notare dagli strateghi di Mountain View impegnati a delineare i passi da compiere per la realizzazione dell’infrastruttura di rete della Grande G.

Questa “singolare iniziativa” non sembra essere però un gesto isolato: diversi altri primi cittadini sparsi per gli States si sono lasciati andare a dimostrazioni di ogni genere pur di accattivarsi la benevolenza di Google.
La massima autorità di Sarasota, Florida, ha nuotato in una vasca piena di acqua e squali martello mentre il collega di Wilmington, North Carolina ha dichiarato che sarebbe disposto a paracadutarsi da un aereo per ottenerne l’attenzione.

Altre azioni ricalcate su quella fatta dal sindaco di Topeka, cittadina dell’Arizona ribattezzata Google per un mese, sono state riportate in diverse località sparse per gli USA, tra cui spicca Austin, la città capoluogo del Texas.

Il piano per la banda larga di Google sembra dunque riscuotere molto più successo dell’analogo provvedimento annunciato dal governo USA, quel National Broadband Plan nel quale gli stessi addetti ai lavori non nutrono grande fiducia.

Giorgio Pontico

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23 03 2010
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