Twitter, battaglia per gli utenti cinguettanti

I legali della piattaforma di microblogging annunciano il ricorso in appello per combattere l'ordinanza che obbliga Twitter a consegnare i dati utili all'identificazione di un account coinvolto nel movimento Occupy Wall Street

Roma – Nessun bilanciamento tra i diritti fondamentali degli utenti e gli interessi delle autorità statunitensi . I legali di Twitter ricorreranno in appello per combattere la specifica ordinanza ( subpoena ) che obbliga la piattaforma cinguettante a consegnare i dati utili all’identificazione dell’account social @destructuremal .

Indirizzo IP, attività di login, messaggi inviati e ricevuti . Un giudice di New York aveva sottolineato come il rilascio coatto delle informazioni sull’utente Malcolm Harris non rappresenti affatto una violazione della privacy personale. Direttamente coinvolto nel movimento Occupy Wall Street , l’utente di Twitter era finito nel mirino del Procuratore Distrettuale nello stato della Grande Mela.

“Siamo fortemente intenzionati a lottare per i diritti dei nostri utenti”, ha aggiunto il legal counsel di Twitter Ben Lee. Il giudice di Manhattan aveva autorizzato le autorità locali a visualizzare tutti i messaggi inviati e ricevuti da Harris tra il 15 settembre e il 31 dicembre 2011 . Il social network ha nuovamente invocato i diritti costituzionali a difesa della privacy e della libera espressione. (M.V.)

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  • Cavallo Pazzo scrive:
    colpa dei miei professori
    Io sono tra quelli che anche per fare un banale calcolo aritmetico si affida alla calcolatrice, da un lato, perchè ritengo che la mente umana debba concentrarsi sul ragionamento delegando al calcolatore l'onere aritmetico, dall'altro lato, quando ero studente, risolvevo dal punto di vista concettuale i vari problemi di algebra lineare, ma poi, errando una semplice sottrazione tra due vettori, il docente tirava su una bella riga e tutti i punti dell'esercizio andavano a ramengo... ero talmente terrorizzato che ho completamente perso la fiducia nelle mie capacità aritmetiche, affidandomi completamente al display della calcolatrice. Comunque sia chiaro, una valutazione del risultato quella va sempre fatta, perché premere i tasti sbagliati può sempre succedere... l'idea della calcolatrice che chiede la valutazione del risultato è singolare ma buona.
  • uno qualsiasi scrive:
    Dove sarebbe la novità?
    Negli anni 80 era pieno di oggetti del genere: qualcuno si ricorda il "dotto conta-parla"?
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Dove sarebbe la novità?
      - Scritto da: uno qualsiasi
      Negli anni 80 era pieno di oggetti del genere:
      qualcuno si ricorda il "dotto
      conta-parla"?Non sembra la stessa cosa:http://www.youtube.com/watch?v=Pd9BjLaKifESembra che si limitisse a parlare
  • Surak 2.0 scrive:
    Buona idea, ma...
    ..ci vuole anche che gli studenti poi abbiano la buona volontà.Anche come ideazione del sistema, c'è dell'evidente applicazione del metodo di apprendimento e del fare i calcoli "a mente" ... si vede che lo ha fatto qualche psicologo o filoso o robaccia del genere.Dubito fortemente della prima, altrimenti non gli servirebbe
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Buona idea, ma...
      - Scritto da: Surak 2.0
      si vede che lo ha fatto qualche psicologo o
      filoso o robaccia del
      genere.Opss, "...si vede che NON l'ha fatto..." altrimenti non avrebbe avuto senso
  • Zukkino scrive:
    Mah
    L'idea in sè è affascinante, ma si poteva realizzarla come software da far girare su tablet magari.Comunque se si vuole obbligare gli studenti a ragionare tanto vale reintrodurre i regoli calcolatori.Oppure, ma è una mia opinione, si potrebbe separare gli esercizi di ragionamento da quelli di tipo pratico. Voglio dire se devo calcolare una rete di compensazione con un algoritmo iterativo non ho tutto quel tempo da perdere a suggerire al pc la soluzione che è approssimata per definizione.Rem tene, calculi sequentur...
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