Twitter paga milioni per la social TV

La piattaforma di microblogging annuncia l'acquisizione di Bluefin Labs. Dopo l'accordo con Nielsen, il tecnofringuello cerca ancora altre strade per misurare l'audience. E vendere i dati aggregati agli investitori pubblicitari

Roma – Con un presunto investimento da quasi 100 milioni di dollari, i vertici di Twitter hanno messo le mani su Bluefin Labs, società specializzata nell’ analisi dei commenti social sui vari prodotti televisivi o commerciali . Alla ricerca di nuove opportunità di business, la piattaforma di microblogging ha annunciato la sua acquisizione più onerosa per entrare nel redditizio mercato della pubblicità sul piccolo schermo.

Per il tecnofringuello un ulteriore passo in avanti nell’arena della social TV, dove i grandi network sfruttano i cosiddetti trending topic per analizzare abitudini e comportamenti delle nutrite platee online . Broadcaster del calibro di CBS hanno pagato gli analisti social di Bluefin Labs per tutte le informazioni raccolte dai flussi cinguettati durante la diretta televisiva dell’ultimo Super Bowl .

La nuova acquisizione annunciata da Twitter segue la precedente partnership con Nielsen , per l’introduzione di uno strumento di valutazione della popolarità televisiva, un meccanismo inedito di analisi delle audience attraverso i commenti cinguettati in 140 caratteri. Il social network californiano avrà così a disposizione un enorme bacino di dati per la vendita di informazioni alle agenzie pubblicitarie e ai principali network . ( M.V. )

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  • bcxvbfthbuh bgnbkdfbns fgs scrive:
    era ovvio
    se una ditta fa una pubblicità ingannevole su dei manifesti affissi su spazi che ha preso in affitto, non si va mica a denunciare l'azienda che ha affittato gli spazi, per pubblicità ingannevole.
    • thebecker scrive:
      Re: era ovvio
      - Scritto da: bcxvbfthbuh bgnbkdfbns fgs
      se una ditta fa una pubblicità ingannevole su dei
      manifesti affissi su spazi che ha preso in
      affitto, non si va mica a denunciare l'azienda
      che ha affittato gli spazi, per pubblicità
      ingannevole.Quoto alla fine Google e servizi simili danno solo un spazio, com un cartellone virtuale dove davanti invece di macchine passano i netzien (utenti internet). I responsabili sono i creatori della pubblicità.Come se qualcuno accusa chi distribusice i volantini di pubblicità ingannevole invece dell'azienda che ha prodotto il contenuto dei volantini.Questi servizi di AD su un internet lasciano l'utente libero di caricare, immagini, testo, adwords (le parole chiavi)...ecc. è impossibile da contrallare tutto il flusso di informazioni.E sempre lo stesso discorso per i fornitori di spazi e servizi (non di contenuti) a certa gente non entra in testa il concetto che chi offre spazio non può fare una censura preventiva (sarebbe costosa, è sarebbe un offesa alla libertà di espressione). I responsabili sono chi carica il contenuto.Ovviamente il mio è un discorso generale per tutti servizi di ADS, spazi web, cloud..ecc. la mia intenzione non è di fare il difensore di un azienda in particolare, come fanno certi fanboys :D
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