Twitter: porno spam per oscurare le proteste in Cina

Twitter: porno spam per oscurare le proteste in Cina

Numerosi account dormienti o bot, collegati al governo cinese, hanno iniziato a pubblicare spam con porno per oscurare le proteste dei cittadini.
Numerosi account dormienti o bot, collegati al governo cinese, hanno iniziato a pubblicare spam con porno per oscurare le proteste dei cittadini.

Il governo cinese ha trovato un modo “originale” per oscurare i tweet sulle proteste scoppiate in diverse città. Quando gli utenti cercano le informazioni, digitando “北京” (Pechino) o “上海” (Shanghai), vengono mostrati numerosi messaggi di spam con siti di scommesse, porno e servizi di escort. Questo tipo di censura è stata già attuata in passato, ma ora sembra un’azione effettuata tramite bot. Twitter non riesce a bloccare l’ondata di spam a causa della riduzione del personale.

Proteste nascoste dal prono spam

Le proteste contro la politica “Zero-COVID” del governo cinese sono aumentate dopo la morte di 10 persone a causa dell’incendio scoppiato in un edificio residenziale di Urumqi. Le restrizioni imposte per contenere la diffusione del virus hanno rallentato i soccorsi e la fuga dei residenti. I video degli scontri con le forze dell’ordine sono stati pubblicati dai cittadini su Twitter.

I manifestanti usano le  VPN per condividere informazioni sulle proteste, in quanto l’accesso ai social media occidentali è bloccato. Nelle ultime ore è iniziata un’ondata di spam proveniente da account dormienti o bot, molti dei quali collegati al governo. I tweet sulle proteste sono quasi completamente oscurati da porno, servizi di escort e siti di scommesse. È sufficiente inserire i nomi cinesi di Pechino, Shanghai e altre città per vedere un flusso infinito di spam.

Un’ex dipendente di Twitter ha dichiarato che questo tipo di problema viene risolto attraverso un intervento manuale, oltre che tramite sistemi automatizzati. Tuttavia, il team di moderazione che si occupava della questione cinese non esiste più (i membri sono stati licenziati o hanno lasciato l’azienda).

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Fonte: TechCrunch
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Pubblicato il 28 nov 2022
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