Twitter: pubblicità mirate e discriminazione

Campagne pubblicitarie mirate dalla natura discutibile: come emerge dall'esperimento della BBC, per Twitter c'è ancora molto lavoro da fare.
Campagne pubblicitarie mirate dalla natura discutibile: come emerge dall'esperimento della BBC, per Twitter c'è ancora molto lavoro da fare.

Social network e advertising mirato, un binomio che torna oggi al centro dell’attenzione per un esperimento condotto da BBC. La testata è riuscita a creare su Twitter alcune campagne pubblicitarie strutturate in modo da essere indirizzate a specifici gruppi di utenti tramite parole chiave dalla natura discriminatoria o in grado di raggiungere un pubblico di minori con finalità discutibili.

Twitter, advertising e discriminazione

Con un investimento di pochi dollari, la redazione è riuscita a mettere online inserzioni che basandosi su keyword come “white supremacist”, “transphobic” e “anti-gay” sono state mostrate a utenti con un profilo ritenuto dalla piattaforma potenzialmente interessati a questo tipo di tematiche. Li hanno visualizzati in 37 e di questi in 2 hanno fatto click.

Selezionando invece un target di età compreso fra 13 e 24 anni è stato possibile raggiungere un gruppo di iscritti mediante mediante “anorexia”, “anorexic”, “bulimia” e “bulimic”. 255 le impression, 14 i click prima che l’erogazione della campagna venisse interrotta da BBC. Riportiamo di seguito in forma tradotta la posizione di Twitter in merito all’esito dell’esperimento.

Twitter dispone di policy specifiche in relazione alla pubblicità mirata, poste in essere al fine di tutelare la conversazione pubblica. Le misure preventive includono la messa al bando di alcuni termini sensibili o discriminatori, con un elenco che aggiorniamo di continuo. In questo caso alcuni dei termini sono risultati essere disponibili a scopi pubblicitari. Si è trattato di un errore. Siamo molto dispiaciuti che sia accaduto, subito dopo essere venuti a conoscenza del problema lo abbiamo risolto.

La società afferma inoltre di essere continuamente al lavoro per migliorare e rafforzare le proprie policy, tra le altre cose “includendo restrizioni a proposito della promozione di contenuti relativi a diverse aree, inclusi quelli inappropriati destinati ai minori”.

Fonte: BBC
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