Twitter, sfida sulla trasparenza

Il servizio denuncia il Dipartimento di Giustizia: vuole aver il diritto di divulgare tutti gli interventi del governo sui dati dei propri utenti. Anche l'Europa chiede più garanzie

Roma – Twitter ha denunciato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti: al centro della sfida lanciata alle autorità c’è una esigenza di trasparenza e di controllo sui dati degli utenti.

Il servizio di microblogging ha deciso di rivolgersi all’autorità giudiziaria per lamentarsi dell’ingerenza del potere esecutivo che proibisce ai fornitori di servizi online di divulgare il numero esatto di richieste di accesso ai dati dei propri utenti ricevute da parte delle autorità.

Il problema, secondo l’azienda di San Francisco, è che – come descritto nell’ultimo rapporto sulla trasparenza dello scorso luglio – non ha potuto divulgare i dettagli degli interventi del Governo nei confronti dei suoi dati perché la normativa attuale glielo proibisce , considerando in particolare un reato la divulgazione del numero esatto di richieste di accesso effettuate per motivi di sicurezza nazionale o di operazioni di intelligence all’estero.

Tutto questo rappresenta secondo Twitter un’esplicita violazione del Primo Emendamento della Costituzione degli States, e per aver il diritto di divulgare la versione completa del suo rapporto di sicurezza – in attesa degli sviluppi dell’ iterlegislativo che dovrebbe portare all’adozione dello USA Freedom Act of 2014 che dovrebbe riformare tutta la materia – si è rivolto ad una Corte distrettuale californiana.

Con Twitter si è già schierato il gruppo per i diritti civili ACLU, il cui vicedirettore Jameel Jaffer ha riferito che “la Costituzione non permette al Governo di imporre proibizioni così ampie circa la pubblicazione di atti relativi alla sua stessa condotta”.

Contro le azioni dell’intelligence a stelle e strisce, poi, è intervenuto anche il neo-eletto commissario europeo all’Agenda Digitale Andrus Ansip, che ha velatamente minacciato l’interruzione dell’accordo Safe Harbor che permette il trasferimento di dati tra le due sponde dell’Oceano se le autorità statunitensi non garantiranno anche ai cittadini del Vecchio Continente il rispetto delle garanzie di privacy che accorda ai propri cittadini.

Claudio Tamburrino

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  • prova123 scrive:
    Tutte le GPU integrate di chicchessia
    hanno tutte buoni motivi per cui fanno XXXXXX rispetto alle GPU vere. Sino ad oggi è stato così ed anche per queste non ci sono neanche benchmark che dimostrino il contrario.
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Tutte le GPU integrate di chicchessia
      non puoi di certo pretendere GPU con una forza bruta in uno spazio cosi stretto.
      • prova123 scrive:
        Re: Tutte le GPU integrate di chicchessia
        Lo so. Però considero scorretto da parte di nVidia indicare con lo stesso identico nome "GTX 980 e 970" le GPU surrogate.
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