UE, anche IBM davanti all'antitrust

L'azienda statunitense è stata condotta davanti ai commissari europei da T3 con l'accusa di aver fatto fuori la concorrenza sul mercato mainframe in maniera irregolare

Dopo l’ affaire del browser che ha coinvolto Microsoft, le mire dell’antitrust europeo si spostano su un altro colosso dell’industria informatica, ovvero IBM. A trascinare l’azienda davanti alla UE, l’accusa di comportamento scorretto relativo al mercato mainframe effettuata da T3 Technologies, compagnia di ben più modeste dimensioni che opera nello stesso settore.

Stando a quanto dichiarato da T3 , che realizza piattaforme hardware compatibili con il software realizzato da IBM, i problemi sarebbero iniziati quando IBM ha deciso di blindare il proprio sistema, non concedendo all’azienda le licenze per l’utilizzo del proprio software. Come ripercussione, le vendite di T3 avrebbero subito un brusco stop già nel 2006.

Questo, secondo il pensiero dell’azienda, costituirebbe una violazione delle norme antitrust, poiché in questo modo IBM avrebbe fatto piazza pulita non solo di T3, ma anche di altre aziende concorrenti: “per chi fosse intenzionato ad acquistare un mainframe, attualmente c’è una sola azienda a cui potersi rivolgere, ovvero IBM” ha dichiarato Steven Friedman, presidente dell’azienda.

Le nuove accuse fatte davanti ai commissari europei seguono quelle fatte dall’azienda in sua difesa in un procedimento analogo intentato, questa volta in un tribunale statunitense, da IBM contro T3 per una presunta violazione di brevetti.

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  • same scrive:
    da noi molto peggio
    da noi i concussi non li cacciano come in cina, anzi vengono difesi dai media di regime che lanciano campagne diffamatorie contro chi chiede giustizia, poi vengono ricandidati e resi impunibili per leggein compenso la legge sulla privacy c'é da noi in versione peggiorativa: elenco di presunti pedofili pubblicati sui media allineati con foto e indirizzo nell'impunità più totale, immigrati sXXXXXXXti con nome e cognome quando c'é da magnificare l'efficenza delle forze nell'ordine riportandone le operazioni antiterrorismo, silenzio assoluto quando arresti fatti per immagine si sgonfiano e buio totale su intercettazioni dei politici (vietate non solo su internet o i media ma anche per gli inquirenti !) con pene molto maggiori per giornalisti e testate, per non parlare del polverone fatto quando hanno pubblicato le dichiarazioni dei redditi online
  • Alessandrox scrive:
    Almeno 2 punti a favore della Cina
    Questa istigazione di massa alla moralizzazione si sta' ritorcendo contro la parte corrotta delle stesse istituzioni che l' hanno promossa... HAHAHA Ben gli sta'...E poi"In Cina, spiega un legale locale, non è considerata diffamazione la pubblicazione di informazioni che risultino vere "Ecco... questa e' una vera delizia: qui' sono sicuramente superiori a NOI.Sicuramente ne hanno di strada da fare sotto altri aspetti ma in questo dovremmo prendere esempio.PSUna volta tanto mi esprimo positivamente nei confronti della Cina
    • JoeFalketto scrive:
      Re: Almeno 2 punti a favore della Cina
      mmhh....perché, da noi è considerata diffamazione pubblicare notizie vere?E poi, l'articolo voleva sottolineare che da Giugno, in Cina, non si potrà fare neanche + quello!!!
      • same scrive:
        Re: Almeno 2 punti a favore della Cina
        - Scritto da: JoeFalketto
        mmhh....perché, da noi è considerata diffamazione
        pubblicare notizie
        vere?beh per quel che riguarda i capi di stato esteri sì, anche le notizie vere sono diffamazione (guarda il cp se non ci credi)

        E poi, l'articolo voleva sottolineare che da
        Giugno, in Cina, non si potrà fare neanche +
        quello!!!quando tali notizie violano la privacy, e ti ricordo che da noi é un anno che vige una legge del genere
    • antonio scrive:
      Re: Almeno 2 punti a favore della Cina
      Comunque sta e qui si scrivono senza accento.
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