UE: Digital Tax anche senza un accordo globale

L'Europa tira dritto: la Digital Tax si farà ed entrerà in vigore prima di fine 2020, anche in caso di mancato accordo con gli Stati Uniti.
L'Europa tira dritto: la Digital Tax si farà ed entrerà in vigore prima di fine 2020, anche in caso di mancato accordo con gli Stati Uniti.

Il vecchio continente avrà la sua Digital Tax, entro l’anno. Lo ribadisce oggi l’Europa, a poche ore di distanza dall’annuncio degli Stati Uniti che confermano l’abbandono delle trattative sul tema. Bruxelles è decisa ad andare avanti e rendere le nuove regole per la tassazione dei colossi oltreoceano pienamente operative anche in assenza di un accordo con Washington.

Dietrofront USA, ma l’Europa tira dritto sulla Digital Tax

Direttamente interessate realtà come Google, Facebook, Amazon, Microsoft, Apple e tutti gli altri colossi del mondo online così come di quello hi-tech. Questo il commento di Ange Gurria, Segretario Generale dell’OCSE, rivolte ai rappresentanti di tutti i paesi coinvolti nelle discussioni per la definizione di un nuovo impianto normativo globale per il calcolo delle imposte che tenga conto delle dinamiche che regolano il mercato attuale.

Una guerra commerciale, soprattutto in questo momento in cui l’economia globale sta attraversando una storica recessione, danneggerebbe oltremodo l’economia, il lavoro e la fiducia.

Oggi Italia, Francia, Regno Unito e Spagna hanno risposto alla lettera firmata da Steven Mnuchin, Segretario al Tesoro dell’amministrazione Trump. Così l’ha commentata il francese Bruno Le Maire, Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Questa lettera è una provocazione. È una provocazione rivolta a tutti i partner OCSE quando si era a pochi centimetri di distanza dall’accordo sulla tassazione per i giganti digitali.

A confermare che l’intenzione è quella di approvare entro il 2020 la Digital Tax anche senza il placet degli USA è Paolo Gentiloni, Commissario Europeo per gli Affari Economici e Monetari.

La Commissione Europea vuole una soluzione globale per portare la tassazione delle grandi aziende nel ventunesimo secolo, ma nel caso in cui dovesse essere impossibile quest’anno siamo stati chiari: andremo avanti con una nuova proposta a livello europeo.

Per il vecchio continente e gli stati che lo compongono rimane una priorità. Ce n’è bisogno e urgenza, come sottolineato più volte, ma bisogna affrontare la questione con approccio comunitario per evitare che si crei uno scenario frammentato.

Fonte: Reuters
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