UE e USA, insieme per la privacy

I rappresentanti dei due grandi macromercati dell'economia di rete annunciano l'avvio di una partnership tesa a stabilire regole e condotte comuni in merito alla privacy dei netizen. Che alla loro riservatezza ci tengono eccome
I rappresentanti dei due grandi macromercati dell'economia di rete annunciano l'avvio di una partnership tesa a stabilire regole e condotte comuni in merito alla privacy dei netizen. Che alla loro riservatezza ci tengono eccome

Il Commissario Europeo Viviane Reding e il Segretario del Commercio John Bryson si sono virtualmente incontrati (in videoconferenza) nel corso della High Level Conference on Privacy and Protection of Personal Data , e il risultato è stato l’annuncio concordato di una nuova collaborazione tra Europa e USA sullo spinoso tema della privacy online.

Le due sponde dell’Atlantico proveranno dunque – almeno a parole – a ricomporre l’intricatissimo puzzle della protezione dei dati personali dei netizen, un rompicapo che al momento vede contrapporsi la sostanziale libertà di policy dei net-colossi statunitensi e il giro di vite recentemente imposto da Bruxelles per la salvaguardia dei dati personali entro il cyber-spazio comunitario.

Nel loro comunicato congiunto, Reding e Bryson sostengono che “l’Unione Europea e gli Stati Uniti sono leader globali nella protezione delle libertà individuali”, privacy inclusa. “Una più forte cooperazione trans-Atlantica nel campo della protezione dei dati” non potrà dunque che “far aumentare la fiducia dei consumatori e promuovere la crescita continuata della economia di rete globale e l’evoluzione del mercato comune digitale trans-Atlantico”.

In attesa dei frutti del nuovo patto per la difesa della riservatezza online, gli studi di settore evidenziano come agli utenti il tema della privacy interessi eccome: checché ne dicano i vati della socialnuvola Mark Zuckerberg e Eric Schmidt, la maggioranza dei netizen è consapevole dei problemi della sovraesposizione delle identità digitali e potendo scegliere preferisce i soggetti che offrono una protezione migliore.

Alfonso Maruccia

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23 03 2012
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