UE, i parlamentari italiani vogliono bloccare Rule of Rose

Molti i rappresentanti del Belpaese dietro la richiesta che la UE vieti la distribuzione del controverso videogioco, di cui si continua a non conoscere le caratteristiche. Chieste anche nuove tutele per i minori

Roma – No, neppure gli adulti devono poter acquistare Rule of Rose , il videogioco che più in Italia che altrove ha scatenato mesi di polemiche, perlopiù basate su una scarsissima conoscenza del gioco . A chiedere che sia impedita tout-court la vendita e la distribuzione in Europa dell’ormai celebre titolo sono numerosi esponenti politici italiani, curiosamente quasi solo italiani, membri dell’Europarlamento.

In una proposta di risoluzione datata 7 marzo, si legge tra le altre cose che “lo scopo del videogioco è quello di seppellire viva una bambina che ha subito violenze psicosessuali e fisiche che confinano con la perversione e il sadismo”.

Per quanto del tutto destituita di fondamento (lo scopo del gioco non è seppellire viva la bambina), la tesi che proprio questo fosse l’obiettivo del videogame era sostenuta dall’articolo di un celebre settimanale italiano di cui, a quanto pare, gli onorevoli di Strasburgo sono avidi lettori. Un articolo che, come si ricorderà, è stato al centro di dichiarazioni, reprimende e indignazioni che hanno attraversato trasversalmente molti partiti. E che è finito nel fuoco delle critiche , unanimi, degli esperti di videogaming.

Un'immagine del gioco Sulla presunta sepoltura il distributore del gioco, 505 Games ha già spiegato : “La sepoltura della protagonista o di qualsiasi altro bambino non appare in nessuna scena del gioco, neppure indirettamente. La scena che ha scatenato questa discussione è in realtà una sequenza onirica che ha la funzione di introdurre il gioco: una sequenza video non-interattiva nella quale la protagonista, che non è un minore, viene catturata all’interno di una tomba. La parte interattiva del gioco è basata principalmente sull’esplorazione e la risoluzione di enigmi. Le uniche sporadiche scene di combattimento sono contro mostri”.

Altre premesse della proposta comprendono:

C. considerando che questo videogioco non è che l’ultimo di una serie diventata sempre più popolare tra la generazione dei più giovani e il cui solo scopo è l’istigazione alla violenza, al bullismo e all’abuso dei più deboli,
D. considerando che il bullismo è un fenomeno drammaticamente in crescita in Europa e in Italia e che si sono verificati gravi episodi di violenza tra minori tra cui l’aggressione ai danni di un ragazzo disabile (filmato dai responsabili e pubblicato su Internet),
E. considerando che le Istituzioni comunitarie hanno sempre protetto e salvaguardato i diritti dei minori

Premesso tutto questo, la proposta dei rappresentanti italiani a Strasburgo:

1. chiede agli Stati membri di mettere a punto tutte le necessarie misure atte a vietare la pubblicazione di videogiochi particolarmente violenti e crudeli;
2. chiede l’istituzione di un Osservatorio europeo sull’infanzia e i minori al fine di verificare preventivamente il contenuto dei videogiochi e definire un codice di condotta unico per la vendita e la distribuzione di videogiochi destinati all’infanzia.

Chi avesse dubbi sul fatto che il divieto richiesto dagli italiani sia riferito proprio a quel videogioco può leggere il titolo della proposta: sul divieto di vendita e distribuzione in Europa del videogioco “Rule of Rose” e la creazione di un Osservatorio europeo sull’infanzia e i minori .

Di seguito, a futura memoria, i nomi dei parlamentari in Europa che hanno sottoscritto la proposta: Angelilli, Muscardini, Mussolini, Napoletano, Sbarbati, Zappalà, Poli Bortone, Locatelli, Toia, Sartori, Antoniozzi, Battilocchio, Casini, Foglietta, Morgantini, Pistelli, Tajani, Castiglione, Cocilovo, Fava, Musotto, Musumeci, Andria, Lavarra, Losco, Patriciello, Pirilli, Pittella, Romagnoli, Ventre, Veraldi, Agnoletto, Borghezio, Chiesa, Frassoni, La Russa, Panzeri, Podestà, Susta, Vincenzi, Berlato, Braghetto, Brunetta, Carollo, Kusstatscher, Prodi, Tatarella, Veneto, Mauro, Mantovani, Musacchio, Camre e Vaidere.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    In Italia non servono cimiteri!
    I siti della P.A. che sono in linea, sono già vecchi di loro! :D
    • Anonimo scrive:
      Re: In Italia non servono cimiteri!
      - Scritto da:
      I siti della P.A. che sono in linea, sono già
      vecchi di loro!
      :DAlcuni in effetti starebbero benissimo in un cimitero all'italiana : una bella colonna di cemento...Pensate cosa diranno gli archeolodi delle sopraelevate del sud (rotfl)
  • Anonimo scrive:
    www.archive.org
    Ma non esiste già questo sito per trovare le pagine che non esistono più?
  • Anonimo scrive:
    nice!
    Operazione carina.
Chiudi i commenti