UE, neutralità rimandata a settembre?

Il Commissario per l'Agenda Digitale Neelie Kroes si affiderà al monitoraggio dei media e alle regole di trasparenza per garantire una Rete aperta. Eventuali misure più rigide verranno implementate solo in base ai risultati di fine anno

Roma – C’è chi ha sottolineato come gli alti rappresentanti della Commissione Europea abbiano adottato un approccio attendista, lasciando irrisolti alcuni tra i più spinosi interrogativi sulla cosiddetta neutralità della Rete. E proprio in Rete ha serpeggiato una sensazione generale di delusione, in seguito alla pubblicazione di un documento atteso come quello relativo al traffico dati nei vari paesi dell’Unione.

Le dichiarazioni del Commissario per l’Agenda Digitale Neelie Kroes non hanno affatto convinto gli attivisti della net neutrality , che hanno subito annunciato la vittoria conquistata dalle pressioni dei grandi operatori d’Europa. Le tesi portate avanti dalla stessa Neelie Kroes si baserebbero dunque su presupposti fallaci, convinta che le attuali leggi a tutela dei consumatori insieme a quelle antitrust possano risolvere il problema . Il problema relativo alla gestione del traffico dati da parte degli operatori, all’eventuale discriminazione di determinati servizi e applicazioni.

L’indagine pubblicata dalla Commissione Europea non avrebbe risolto alcunché, al di là delle accorate dichiarazioni rilasciate da Kroes. Che vorrebbe “garantire che cittadini e imprese possano godere dei benefici di una Internet aperta e neutrale, senza restrizioni occulte e alle velocità promesse dai fornitori di servizi”.

“Credo fermamente nel principio della concorrenza, che è essenziale nelle nuove norme rafforzate sulla trasparenza, sulla qualità dei servizi e sulla possibilità di cambiare facilmente operatore – ha continuato il Commissario – Nel giro di pochi mesi, in stretta collaborazione con le autorità di regolamentazione degli Stati membri, monitorerò rigorosamente il rispetto delle nuove norme dell’Unione per assicurarmi che garantiscano una Internet aperta”.

La Commissione Europea ha però preferito non adottare alcuna regolamentazione specifica per la neutralità della Rete, in attesa della trasparenza delle politiche di gestione del traffico introdotte con il pacchetto Telecom e che entreranno in vigore il prossimo 25 maggio. Il controllo esercitato dai media abbinato ad un cospicuo flusso d’informazione verso il pubblico basterebbe a garantire uno status generale di non discriminazione.

Kroes ha dunque sottolineato come – alla fine di quest’anno – verranno pubblicati i primi risultati di un’analisi dettagliata della situazione relativa al traffico dati. Eventuali strozzamenti o blocchi verranno opportunamente segnalati , prima di adottare conseguenti – e più rigide – misure in favore dei consumatori d’Europa.

Regole che per ora restano ipotetiche, almeno finché la stessa Kroes resterà soddisfatta del livello di competitività e trasparenza degli operatori. La Commissione Europea ha anche appoggiato alcune posizioni da lungo tempo portate avanti dalle TLC, per una gestione autonoma del traffico in casi particolari ad alto tasso di congestionamento . Per un flusso più veloce, magari senza applicazioni affamate di banda come quelle del P2P.

Mauro Vecchio

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  • Risposta alla notizia scrive:
    Buona cosa
    Come da oggetto è una buona cosa che riducano i costi interni sostenuti per il rating dei titoli videoludici, al più che i genitori invece di sfruttare questo strumento per vigilare e scegliere consapevolmente che titoli acquistare/permettere ai loro figli, se ne sbattono e se poi ci sono contentui inappropriati fanno fuoco e fiamme denunciando a destra e a manca, cercando di far passare leggi che farebbero impallidire il più puritano degli amish...
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