UE, pacchetto telecom: più WiFi gratis per tutti

Da Bruxelles arrivano nuove dichiarazioni di intenti per il prossimo futuro interconnesso, un futuro che l'Europa dovrebbe affrontare con Wi-Fi gratis, piano per il 5G, investimenti multi miliardari e più PIL per tutti
Da Bruxelles arrivano nuove dichiarazioni di intenti per il prossimo futuro interconnesso, un futuro che l'Europa dovrebbe affrontare con Wi-Fi gratis, piano per il 5G, investimenti multi miliardari e più PIL per tutti

Nel suo discorso sullo Stato dell’Unione per il 2016, il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha esposto quelli che sono i piani aggiornati dell’organo esecutivo di Bruxelles per trasformare l’Europa in un motore economico a trazione telematico-digitale . Un motore capace, almeno sulla carta, di generare innovazione, posti di lavoro e PIL in gran quantità.

Juncker ha in particolare indicato tre obiettivi strategici di connettività per il 2025, vale a dire l’accesso di classe Gigabit per tutti i “principali motori socioeconomici” della UE come scuole, università, centri di ricerca, servizi pubblici, ospedali ecc., l’accesso asincrono a Internet ad almeno 100 Mbps (in downstream) in “tutte” le case delle famiglie europee, e infine “una continuità di copertura delle reti 5G” estesa a tutte le aree urbane e le principali strade e ferrovie, con almeno una grande città in ogni stato europeo totalmente coperta dalle reti mobile di prossima generazione.

La UE prevede poi un nuovo piano di diffusione del WiFi gratuito chiamato WiFi4EU , un modo per garantire fondi alle istituzioni locali (inizialmente 120 milioni di euro) per installare punti di accesso liberamente accessibili in piazze, edifici pubblici, centri sanitari, parchi e altrove. La Commissione prevede che almeno 6.000-8.000 comunità locali dovrebbero beneficiare del piano.

Per il 5G c’è un nuovo “piano di azione” con tanto di calendario per il lancio coordinato delle reti commerciali nei paesi membri (nel 2020), per l’individuazione della banda dello spettro da assegnare alle reti next-gen, la sperimentazione e tutto quanto. Previsto inoltre un rafforzamento dell’autorità di BEREC e dei singoli organi regolatori nazionali per garantire l’applicazione del pacchetto telecom al netto dei lacci burocratici ancora in essere.

“Abbiamo bisogno di essere connessi”, ha dichiarato Juncker durante la presentazione del piano, “è indispensabile sia per la nostra economia sia per i cittadini. Ed è adesso che dobbiamo investire in questa connettività.” E di investimenti ne dovrebbero arrivare almeno per 500 miliardi di euro entro il prossimo decennio, una somma prevalentemente di origine privata e a cui secondo le ultime tendenze mancheranno ancora 155 miliardi.

I risultati del pacchetto telecom dovrebbero però essere consistenti, ha preconizzato ancora Juncker, con un aumento del PIL europeo di 910 miliardi di euro e la creazione di 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda la protezione del consumatore, infine, il pacchetto telecom vorrebbe imporre controlli più stringenti sulle società che “offrono servizi equivalenti a quelli degli operatori tradizionali” quali WhatsApp, Skype e altri. I provider ne saranno sicuramente soddisfatti, i suddetti servizi di rete molto meno.

Alfonso Maruccia

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15 09 2016
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