UK: 5G, coronavirus e incendi; interviene GSMA

Anche GSMA interviene su quanto accaduto nel Regno Unito: non esiste nessuna correlazione tra reti 5G e il proliferare del coronavirus.
Anche GSMA interviene su quanto accaduto nel Regno Unito: non esiste nessuna correlazione tra reti 5G e il proliferare del coronavirus.

Arriva anche da GSMA una ferma condanna a quanto avvenuto nei giorni scorsi nel Regno Unito quando le teorie del complotto che legano le reti 5G alla diffusione del coronavirus hanno portato alcuni soggetti con poco sale in zucca a incendiare le infrastrutture dei network mobile. Nel suo intervento, l’organizzazione sottolinea come azioni di questo tipo siano particolarmente pericolose per la collettività perché vanno a colpire risorse di importanza essenziale in un momento di crisi come quello attuale.

GSMA condanna gli atti di violenza perpetrati al fine di indebolire le nostre reti di comunicazione in un periodo di crisi.

Reti 5G e COVID-19: GSMA condanna gli atti di violenza

La posizione di GSMA è in linea con quella assunta dal governo UK che ha già chiamato a se piattaforme social e online al fine di trovare il modo più efficace e rapido per mettere a tacere chi incita ad atti di questo tipo. Intervenire in modo tempestivo e se necessario severo è essenziale per evitare di assistere nuovamente a gesti simili proprio nei giorni in cui il territorio si trova ad affrontare una crescente emergenza.

La campagna di disinformazione incita paura, aggressione e vandalismo contro infrastrutture critiche ed essenziali per mantenere operativi i lavoratori che stanno tenendo in piedi i servizi pubblici connessi e che permettono all’economia di funzionare.

Sono già diverse le realtà attive sul fronte del fact checking, una su tutte Full Fact, ad aver smentito ogni possibile legame tra l’operatività delle reti 5G (o più in generale quelle mobile) e la proliferazione del coronavirus. In un periodo tanto delicato ciò di cui certamente non si ha bisogno sono allarmismi ingiustificati: siamo tutti chiamati a fare la nostra parte, interrompendo catene di fake news e accendendo il cervello prima di condividere in maniera compulsiva ogni bufala che transita sui nostri schermi o dispositivi.

Fonte: GSMA
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