UK, al via le frontiere biometriche

Dopo l'approvazione di un sistema nazionale d'identificazione elettronico, le autorità britanniche hanno iniziato ad effettuare i controlli sui nuovi passaporti con smartcard. Il Governo: più sicurezza coi documenti biometrici
Dopo l'approvazione di un sistema nazionale d'identificazione elettronico, le autorità britanniche hanno iniziato ad effettuare i controlli sui nuovi passaporti con smartcard. Il Governo: più sicurezza coi documenti biometrici

Londra – Le nuove carte d’identità biometriche , approvate lo scorso marzo dal governo britannico e già assegnate ad un milione di cittadini, hanno finalmente acquistato validità su tutto il territorio del Regno Unito. Le autorità hanno infatti iniziato ad effettuare controlli biometrici sui passeggeri in transito per le frontiere dell’isola. Ciascun passaporto, equipaggiato con microchip, contiene una copia delle impronte digitali del portatore.

Il Ministro degli Interni Tony McNulty ha enfatizzato questa novità, destinata a rafforzare l’attività statale di prevenzione antiterroristica: “La biometria serve per verificare l’identità delle persone così come per rendere più efficace il controllo del territorio e delle frontiere”. Il costo di un passaporto biometrico è di circa 66 sterline , rispetto alle 42 sterline di un passaporto tradizionale interamente in carta.

Tutti i dati biometrici rilevati e registrati vengono contenuti all’interno di un database nazionale , simile a quello attualmente in funzione negli Stati Uniti . Nonostante le preoccupazioni dei garanti europei per i dati personali, il Regno Unito prosegue nella sua strada: è il primo paese europeo ad avere adottato un simile sistema informatizzato d’identificazione dei cittadini.

Uno strumento rapido ed utile, non esente da gravissimi problemi strutturali. Primo tra tutti, quello dell’ integrità dei dati . Esattamente come previsto dagli attivisti del comitato No2ID , convinti che il passaggio alla “cittadinanza digitalizzata” e biometrica sia estremamente rischioso, il sistema centralizzato ha già iniziato ad essere assaltato da utenti non autorizzati, a caccia di informazioni private.

Il sistema conosciuto come ID and Passport Service è stato infatti al centro di almeno quattro tentativi d’ accesso non autorizzato da parte di dipendenti statali. Per ammissione dello stesso Ministero degli Interni, negli ultimi mesi sono stati registrati anche alcuni incidenti legati a problemi nella gestione software del database: un terminale IPS installato in un penitenziario, come riporta ZDNet , avrebbe smesso di funzionare per colpa di un crash di sistema.

Tommaso Lombardi

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04 09 2006
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