UK, i giornalisti fanno i cracker

Migliaia di utenze messe abusivamente sotto controllo. Un'accusa che dovrà essere dimostrata, ma che rischia di scatenare uno scandalo che potrebbe arrivare fino a Downing Street
Migliaia di utenze messe abusivamente sotto controllo. Un'accusa che dovrà essere dimostrata, ma che rischia di scatenare uno scandalo che potrebbe arrivare fino a Downing Street

A cosa hanno giocato in passato 31 giornalisti di News of the World e The Sun , i due quotidiani inglesi di proprietà del magnate dei media Rupert Murdoch e della sua News Corp ? Secondo quanto emerso da un’indagine di un altro giornale inglese, il Guardian , quei reporter hanno giocato a fare gli hacker, o per meglio dire gli script kiddie con finalità ben poco etiche che non si sono fatti scrupoli nell’ assoldare investigatori privati per farli penetrare in migliaia di utenze telefoniche di politici e celebrità .

Nel Regno Unito sta montando lo scandalo delle “intercettazioni” non autorizzate, uno scandalo che coinvolge politici, volti noti e forze dell’ordine: secondo quanto sostiene il Guardian erano a conoscenza dell’attività dei reporter di Murdoch, ma hanno secretato i dettagli dopo la causa che per prima ha svelato la pratica di hacking in cui questi si dilettavano.

Tempo addietro News Corp è stata infatti denunciata da Gordon Taylor, a capo della Professional Footballers’ Association , per presunte corresponsabilità dei dirigenti esecutivi di News of the World in una operazione di intromissione illegittima nella sua utenza telefonica. Il caso si è concluso l’anno scorso con il pagamento, da parte di News Corp, di 700mila sterline di risarcimento a condizione che i dettagli del caso venissero secretati .

Ora pare che quei dettagli fossero decisamente importanti, tali da mettere a nudo un fenomeno molto più vasto di un caso riguardante una sola persona: al contrario di quanto sostenuto in passato dai dirigenti di News of the World , che cioè l’editor Clive Goodman era sì colpevole di essere un “rogue” reporter con le sue investigazioni poco rispettose della legge ma che si trattava di un caso isolato in un gruppo altrimenti integerrimo, l’abitudine di ficcare orecchie e microfoni nei telefoni caldi del Regno sarebbe stata parecchio diffusa tra i giornalisti del quotidiano di proprietà del magnate australiano.

Occorre “accertare i fatti”, dice ora il Metropolitan Police Commissioner Sir Paul Stephenson, e per questo ha ordinato al suo diretto sottoposto (l’assistente funzionario) John Yates di “esaminare i dettagli” della faccenda che a questo punto preoccupa anche i vertici politici , con il ministro degli affari interni Alan Johnson che si è incontrato con Stephenson per discutere della questione.

A essere coinvolto nello scandalo del phone hacking inglese sarebbe anche Andy Coulson, attuale responsabile delle comunicazioni del Partito Conservatore ma con un passato come editor proprio presso News of the World . La storia si fa sempre più calda, e le circa tremila personalità che sarebbero finite sotto controllo dei reporter a questo punto includerebbero l’ex-vice primo ministro John Prescott, il sindaco di Londra Boris Johnson, l’ex-ministro alla cultura Tessa Jowell e l’attrice Gwyneth Paltrow.

Prescott evidenzia come le indagini della polizia metropolitana debbano chiarire molti punti oscuri e rispondere a molte domande, incluso il motivo per cui le persone tenute sotto controllo dai reporter non siano state contattate anche se la polizia era a conoscenza di quanto stesse accadendo , e quello per cui i giornalisti di News of the World non siano stati messi sotto inchiesta per le loro azioni dopo la causa di Gordon Taylor.

Alfonso Maruccia

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09 07 2009
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