UK, il Fisco intercetti senza mandati

Novità da Londra: gli agenti del Fisco potranno ricorrere alle intercettazioni, per difendere lo Stato e i contribuenti in regola. Protestano tutti, ma la rotta è segnata da tempo
Novità da Londra: gli agenti del Fisco potranno ricorrere alle intercettazioni, per difendere lo Stato e i contribuenti in regola. Protestano tutti, ma la rotta è segnata da tempo

Londra – Britons did it again , gli inglesi lo hanno fatto di nuovo. Il paese della schedatura preventiva dei criminali e delle telecamere a circuito chiuso (CCTV) ad ogni angolo di strada , si distingue ancora per l’introduzione di misure di sorveglianza pervasive e potenzialmente deleterie per la privacy dei cittadini . Questa volta tocca agli ispettori del fisco dotarsi di strumenti di controllo da spy-story per difendere lo Stato e l’interesse comune dai crimini finanziari. Ma l’iniziativa deve fronteggiare le polemiche dei professionisti di settore, per niente tranquilli per le possibili implicazioni dei nuovi strumenti.

I tax inspector in forza alla HM Revenue & Customs , l’agenzia pubblica, indipendente dai ministeri, responsabile della raccolta dei tributi dei contribuenti, potranno contare su tecnologie quali l’intercettazione e la registrazione di conversazioni cellulari e l’installazione di vere e proprie microspie nelle case dei sospetti. È una misura, ha sostenuto la HMR&C, necessaria per fronteggiare con maggior efficacia l’incremento della criminalità tributaria e delle frodi finanziarie altamente specializzate, contro la quale i metodi investigativi tradizionali fanno sentire tutto il peso della propria inadeguatezza.

Di parere opposto sono i legali e i professionisti contabili, che hanno espresso forte dissenso nei confronti dell’iniziativa: è una violazione bella e buona dei diritti umani, dicono in coro. Harry Travers, procuratore legale specializzato nel difendere i soggetti presi di mira proprio dall’agenzia di Sua Maestà, sostiene che i rinforzi tecnologici degli ispettori e le regole per il loro utilizzo rappresentano un possibile quanto probabile abuso della Convenzione Europea dei Diritti Umani . “Molte indagini legate all’evasione in questi anni sono collassate su loro stesse in modo spettacolare a causa dell’abuso di potere da parte degli agenti e non certo perché i loro poteri fossero inadeguati” osserva maliziosamente Travers.

La posizione ufficiale della HMR&C, espressa per bocca di un portavoce, definisce l’iniziativa come conseguenza della semplice necessità di adeguare l’organizzazione,dopo la fusione con la Inland Revenue , formalizzata nell’aprile del 2005. Di certo da essa deriva l’ennesima polemica sulla crescente diffusione di sofisticati strumenti di monitoraggio nella società inglese.

Il celebre opinionista britannico Victor Keegan, in un articolo sul Guardian che tratta dell’ ennesimo caso di installazione e sperimentazione di CCTV avanzate, riporta l’affermazione del professor Nigel Shadbolt, presidente della British Computer Society, secondo cui “in un futuro non molto distante ci sarà un dispositivo dalle dimensioni di un cubetto di zucchero capace di registrare una vita intera di memorie personali”. Secondo Keegan, la questione è se sia opportuno o meno che il governo inglese debba essere autorizzato a costruire una montagna partendo da questi cubetti di zucchero , o se al contrario essi appartengano solo ed esclusivamente ai legittimi proprietari, ovvero ai cittadini.

È forte la necessità, dice Keegan, di analizzare a fondo e con maggior cognizione di causa le implicazioni delle tecnologie di controllo che i funzionari governativi sperimentano e adottano con tanta sollecitudine. E questo non vale certo solo per il Regno Unito.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

08 01 2007
Link copiato negli appunti