UK, intermediari da schierare contro i pirati

Imminente un discorso del segretario alla Cultura Jeremy Hunt: motori di ricerca e provider dovrebbero bloccare la proliferazione dei siti illeciti, banche ed istituti di credito dovrebbero ostacolare i loro flussi di pagamento

Roma – “Rendere più difficile la vita” a tutti quei siti legati alla contraffazione e alle attività illecite di condivisione dei contenuti. È il diktat annunciato dal segretario britannico alla Cultura Jeremy Hunt, pronto al suo prossimo discorso presso la Royal Television Society di Cambridge.

Le autorità di Londra hanno dunque preparato le imminenti strategie di battaglia alla proliferazione dei siti illeciti, scaricando tutte le pressioni su intermediari come motori di ricerca e provider. Colossi del search globale come Google dovrebbero così iniziare a non mostrare tutti quegli indirizzi considerati illegali dalle varie corti d’Albione e non semplicemente a renderli meno facili da rintracciare, come avviene tuttora.

“Intendiamo prendere misure per rendere sempre più difficile la vita a tutti quei siti che facilitano la violazione del diritto d’autore – spiegherà Hunt alla platea di Cambridge – portando fuori strada i vari consumatori e privando i creatori di contenuti del legittimo diritto di essere ricompensati per la loro creatività”.

Tra le iniziative che verranno annunciate, l’istituzione di un organo in stile Internet Watch Foundation , che dovrà identificare ed elencare tutti quegli spazi online votati alla condivisione illecita dei contenuti . Il governo di Londra vorrebbe obbligare banche e istituti di credito a bloccare il flusso dei pagamenti verso i siti pirata, così come già stabilito in certi accordi di autoregolamentazione.

Mauro Vecchio

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