UK, la nuova ERA dell'MP3

Un formato disponibile per tutti e per tutti i dispositivi, certificato e sicuro. La nuova proposta mira a diffondere la cultura del download universale. Ma non convince proprio tutti
Un formato disponibile per tutti e per tutti i dispositivi, certificato e sicuro. La nuova proposta mira a diffondere la cultura del download universale. Ma non convince proprio tutti

Nasce dall’accordo tra sette dei maggiori jukebox online britannici e la Entertainment Retailers Association ( ERA ) il nuovo logo che garantisce la compatibilità degli mp3 con quasi tutti i dispositivi portatili e non, attualmente in commercio. Il nuovo bollino nasce anche con lo scopo di rendere chiaro agli utenti che i brani acquistati sono a tutti gli effetti frutto di un download legale. Con buona pace del DRM.

il famigerato logo I siti web della joint venture sono 7digital , Digitalstores , HMV , Play.com , Tesco Digital , Tunetribe e Woolworths Download . Ma non solo: nella lista completa fornita sul sito web della ERA figurano circa un centinaio di altri store virtuali aderenti all’iniziativa. Il logo garantisce la piena compatibilità dei file con la quasi totalità dell’hardware attualmente sul mercato: a tal proposito, la nuova etichetta potrebbe presto finire anche sulle confezioni di lettori mp3 e dispositivi multimediali, come sigillo di garanzia che, una volta acquistato, il prodotto non avrà alcun tipo di problema con i file scaricati (legalmente) dal web.

In apparenza l’intento della joint venture sarebbe quello di educare gli utenti alla cultura dell’mp3 universale, privilegiando il formato di codifica audio più conosciuto al mondo proprio per la sua versatilità e per la sua capacità di adattarsi a qualsiasi sistema hardware, di qualsiasi marca esso sia: “La bellezza di un file mp3 sta nel fatto che una volta acquistato, non c’è bisogno di essere un genio del computer per farlo funzionare” ha dichiarato Ben Drury, CEO di 7digital. “Inoltre non si è costretti ad interfacciarsi soltanto con un singolo venditore o un singolo produttore di hardware”, continua.

Ma la realtà dei fatti potrebbe anche essere diversa: vedere il logo su un qualsiasi sito che vende brani musicali dovrebbe garantire che l’acquisto sia sicuro. Il che vale a dire che ogni brano è assolutamente legale. Ma non solo: la politica adottata da alcuni di questi siti web è quella di vendere musica libera da sistemi DRM. In tal senso la nuova campagna mira a rassicurare gli utenti sull’arrivo di una nuova generazione di file, liberi da tarli e universalmente compatibili. Del resto i dati lo dimostrano: la musica senza DRM viene venduta molto di più di quella controllata.

“Il settore della musica digitale è in continua crescita, quindi tutte le iniziative che aiutano gli utenti a comprenderne i mutevoli meccanismi sono importanti” chiosa Geoff Taylor, CEO della British Phonographic Industry ( BPI ). “Questo logo non solo aiuterà i consumatori a rendersi conto che i file acquistati saranno utilizzabili su un vasto numero di dispositivi, ma sarà utile per capire che i file sono assolutamente legali e che gli artisti vengono retribuiti”.

Ma non tutti sono convinti: c’è chi si chiede ad esempio che bisogno ci sia di certificare uno standard implementato anche su dispositivi nati anche con scopi diversi da quello della riproduzione musicale. Le giustificazioni non mancano e c’è chi le ravvisa nell’intento di minare allo strapotere di iTunes, che vende principalmente file in formato AAC, o nell’intento di assestare una sonora bordata alle soluzioni lucchettate da sistemi DRM.

Vincenzo Gentile

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04 11 2008
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