Ultraviolet, i primi vagiti del DRM universale

Pronta la piattaforma lucchettata del consorzio DECE. Gli utenti potranno trasferire i file acquistati sui più svariati dispositivi. Con alcune limitazioni

Roma – Era la metà dello scorso luglio quando gli alti rappresentanti del consorzio Digital Entertainment Content Ecosystem (DECE) annunciavano il lancio imminente di Ultraviolet, nota piattaforma di DRM universale per la commercializzazione di contenuti multimediali lucchettati .

La produzione Warner Horrible Bosses – nei cinema italiani col titolo di Come Ammazzare il Capo e Vivere Felici – sarà il primo lungometraggio marchiato Ultraviolet, il primo film trasferibile sui dispositivi più disparati con il benestare delle major raccolte nel consorzio DECE .

Gli stessi vertici dell’industria sperano che si tratti del primo passo per salvare il mercato da fenomeni illeciti come la pirateria audiovisiva. Gli utenti potranno guardarsi in streaming i contenuti acquistati, scaricando (in questo caso) Horrible Bosses su smartphone e tablet.

Il primo lancio della piattaforma Ultraviolet servirà certo all’industria di celluloide per contrastare il dominio di iTunes, attualmente lo store preferito per acquistare contenuti multimediali.

Il DRM universale di DECE ha per ora alcune limitazioni. Gli utenti mobile dovranno infatti scaricare l’applicazione Flixster, attivando un account per digitare lo specifico codice di 12 cifre presente sui supporti Blu-ray . Altri partner sono però pronti a saltare a bordo, come ad esempio la piattaforma Vudu che permetterà agli utenti di vedere un film sugli schermi delle TV connesse ad Internet.

Mauro Vecchio

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  • Prof. Massimo Sconvolto scrive:
    Fosse solo quello
    Bisognerebbe prima di tutto eliminare le caselle in bianco che se non spuntate, non ti permettono nemmeno di andare avanti nell'ordine. (Clausole vessatorie in quanto impongono all'utente la rinuncia di diritti previsti dalle leggi vigenti).
  • Luca scrive:
    Il problema è la garanzia
    Nonostante la garanzia europea il problema di comprare all'estero è la garanzia. A me è capitato (senza saperlo) comprando su amazon.it che di fatto non è italiano (non ricordo ma la società è in Lussemburgo o da quelle parti).Il prodotto dopo pochi mesi si guasta, lo porto in un centro assistenza e, magicamente, mi rispondono "dobbiamo verificare, potrebbe non essere un prodotto importato ufficialmente in italia e quindi non possiamo ripararlo".La cosa è stata confermata ed alla fine si è risolta in modo sufficiente con il ritiro del prodotto da parte di Amazon (senza spese da parte mia) ed il rimborso integrale (ma dopo alcuni mesi).Ma se per farlo riparare avessi dovuto portarlo ad un centro assistenza del Lussemburgo a mie spese????
  • Sandro kensan scrive:
    Costi uniformati?
    Non capisco perché i costi debbano essere uniformati per chi paga con carta di credito. Io che pago con bonifico ho dei costi che mi sobbarco io e non il venditore. Chi compra con carta di credito fa pagare dei costi al venditore.Mi pare giusto che io che pago col bonifico abbia dei prezzi agevolati.
  • Izio01 scrive:
    Correzioncina ina ina
    "...clausole scritte in piccole" anziché "in piccolo"
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