Un algoritmo contro il falso collettivo

Per orientare l'opinione online servono grandi numeri. E organizzazione. Elementi che tradiscono la natura fraudolenta delle false recensioni, che si potrebbero sgominare con un algoritmo. Google non resta a guardare

Roma – I recensori prezzolati agiscono in drappelli, sciamano sui servizi di recensioni secondo gli ordini delle agenzie dalle quali sono assoldati per promuovere o affossare i prodotti. Oppure si tratta di singoli individui che si manifestano online con numerose identità, pronti a supportare una causa che possa orientare il sentimento dei netizen nei confronti di prodotti o servizi. Sulla base di questo assunto sono state analizzate le dinamiche della creazione artificiosa della reputazione, per condensarle in un algoritmo capace di smistare valutazioni autentiche e valutazioni postate per influenzare l’opinione dei consumatori della rete.

Lo studio , pronto ad essere presentato presso la World Wide Web 2012 conference di Lione e condotto da ricercatori dell’Università dell’Illinois in collaborazione con la manager di Google Shopping Natalie Glance , si è appunto concentrato sugli opinionisti spammatori che lavorano in gruppo o agiscono come fossero un gruppo : numerose identità che si esprimono in maniera compatta sono influenti per i lettori delle recensioni, ma presentano altresì tratti di omogeneità che rendono più facile il compito di individuare i falsi, e di neutralizzarli .

Per distillare un algoritmo capace di individuare i gruppi di false recensioni, i ricercatori hanno reclutato otto esperti che lavorano per servizi che ospitano le recensioni degli utenti. A questi esperti sono state sottoposti 2431 presunti gruppi di recensioni, affinché fossero classificati come spam, come autentici e come casi dubbi. Da questa analisi sono stati tratti degli indicatori in grado di suggerire la coesione dei gruppi di commenti, e di rilevare dunque la possibile natura truffaldina delle opinioni postate.

Nello studio emerge che lo spamming di gruppo, condotto dunque da falangi organizzate di recensori prezzolati o da individui che nascondono il proprio intento sotto torme di identità differenti, si manifesta in determinati intervalli di tempo (il periodo necessario per raggiungere l’obiettivo per cui si è stati assunti), e solitamente in anticipo rispetto alle recensioni autentiche, così da ottenere un impatto maggiore e da influenzare eventualmente i successivi recensori.

Ma non sono solo gli indicatori temporali a rivelare la natura collettiva dello spam. I ricercatori segnalano che un parametro importante per rilevare un gruppo di falsi recensori è analizzare quanto le valutazioni espresse si differenzino dai rating espressi dagli utenti ordinari. È inoltre probabile che le recensioni fasulle si somiglino , frutto di copiaincolla per ottimizzare i tempi di lavoro: le analogie possono essere rilevate all’interno di un gruppo di recensioni per un determinato prodotto, ma anche fra recensioni di diversi prodotti postate dal singolo individuo.

Di determinante importanza è anche soppesare la dimensione del presunto gruppo di falsi recensori , confrontarla con il numero totale delle opinioni, cercare di individuare su quali e quanti prodotti agisce la collettività spammante.

Sulla base di questi parametri volti a classificare i gruppi, combinati con gli indicatori che fanno emergere il sospetto nei confronti di una singola identità spammante, i ricercatori hanno elaborato un algoritmo, denominato Group Spam Rank (GSRank). Secondo gli autori della ricerca GSRank permetterebbe di smascherare con più efficacia i tentativi organizzati di orientare l’opinione dei consumatori della Rete. E se è vero che da anni la reputazione online dei prodotti è un elemento determinante per le abitudini di consumo, sono sempre più numerosi gli studi volti ad elaborare sistemi capaci di sbugiardare le recensioni inquinanti. Non è un caso che Google abbia supportato e partecipato a questa ricerca mirata all’elaborazione dell’algoritmo GSRank: una volta affinato, numerose potrebbero essere le ipotesi di implementazione, dal marketplace per applicazioni Google Play, passando per le recensioni dei prodotti raccolte da Google Shopping e di quelle dedicate alle attività commerciali localizzate.

Gaia Bottà

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  • collione scrive:
    frenate l'entusiasmo
    leggendo in giro, la faccenda non sarebbe così roseasi parla innanzitutto di una versione ultracastrata di skype, per cui c'è da vedere se sarà veramente valida ed utilizzabilepoi bisogna capire non gli faranno fare la fine di hotmail, che usa un protocollo proprietario al posto di imap
    • brain scrive:
      Re: frenate l'entusiasmo
      - Scritto da: collione
      leggendo in giro, la faccenda non sarebbe così
      rosea

      si parla innanzitutto di una versione
      ultracastrata di skype, per cui c'è da vedere se
      sarà veramente valida ed
      utilizzabile

      poi bisogna capire non gli faranno fare la fine
      di hotmail, che usa un protocollo proprietario al
      posto di
      imapchiedere a google "hotmail imap" prima di scrivere razzate, no? :@
    • p4bl0 scrive:
      Re: frenate l'entusiasmo
      - Scritto da: collione
      si parla innanzitutto di una versione
      ultracastrata di skype, per cui c'è da vedere se
      sarà veramente valida ed
      utilizzabilemica pretenderai di avere tutto il client subito? contact list, chat e chiamate dovrebbero essere sufficienti, no?
  • t a n y s t r o p h e u s scrive:
    sviluppatori appassionati, motivati e...
    ... e adatti al lavoro di gruppo...Poi se sono sviluppatori validi e che sappiano fare il loro lavoro questo non conta.Effettivamente, come poteva essere altrimenti?
  • becker scrive:
    ottima idea
    Questa è un ottima mossa. In questo modo Skype è sempre accessibile anche se sul computer non è installato il client. Meno male che hanno scelto di utilizzare standard web (html5, javascript (invece di plug-in proprietari).Ora si spera che ci sia anche un politica più aperta sul protocollo di comunicazione...
  • mr_caos scrive:
    Microsoft carriers???
    Microsoft careers
  • la redazion si riserva di cancellare scrive:
    Chi l'avrebbe mai detto
    Ok, microsoft non ha aggiornato il merdosissimo client su linux, ma in compenso ha fatto meglio :)(forse)
  • Shu scrive:
    Protocollo proprietario
    Ora voglio proprio vedere come faranno a mantenere segreto il protocollo.
  • Shu scrive:
    Protocollo proprietario
    Ora voglio proprio vedere come faranno a mantenere segreto il protocollo.
  • Shu scrive:
    Protocollo proprietario
    Ora voglio proprio vedere come faranno a mantenere segreto il protocollo.
    • ninjaverde scrive:
      Re: Protocollo proprietario
      - Scritto da: Shu
      Ora voglio proprio vedere come faranno a
      mantenere segreto il
      protocollo.Mi sa che questa sia "l'ultima" delle preoccupazioni di M$... :-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 aprile 2012 18.59-----------------------------------------------------------
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Protocollo proprietario
      contenuto non disponibile
    • onorevole.paolo.ballmer scrive:
      Re: Protocollo proprietario
      basta creare un webservice che fa da tramite tra il client html5 e i server di skipper?
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